Ecco quel che Adriano ha scritto nel Corriere della Sera (qui il link all'articolo):
A chi devo dire bravo? Immagino a Giorgio Gori. È lui il produttore di questo riuscitissimo programma. Mi sento quasi in colpa di non aver seguito le edizioni precedenti. Quest’anno invece, grazie a uno dei magnifici tre, mi riferisco ai giudici naturalmente, di cui proprio con uno di loro, avendo anche dei rapporti «molto ravvicinati», ho avuto modo di analizzare non tanto il Factore di questa x, così estranea alla diroccata Rai di oggi, ma quanto invece, io ne fossi coinvolto e, soprattutto i motivi per cui non posso annoiarmi.
Una vera sorpresa come un fulmine a ciel sereno, se pensiamo che nel panorama musicale, non solo della Rai ma anche di Mediaset, non esiste una trasmissione specializzata sulla musica. E quando dico specializzata, significa dire che se un cantante, grande o piccolo che sia, volesse promuovere il suo disco, non può andare da Pippo Baudo a «Domenica in» o a «Domenica 5» o «Quelli che il calcio», perché vorrebbe dire SUICIDARSI lui e tutta la sua famiglia. Chi guarda «Quelli che il calcio», senza nulla togliere al programma e alla simpatica Simona, non gliene frega niente del tuo disco in uscita. Per cui, tu cantante, che non hai niente a che vedere col calcio, sei un disturbo per quelli che amano lo sport. Mi dirai «e allora dove vado?...». Devi andare nell’unico posto dove veramente sarai ascoltato per quello che fai. E questo posto oggi, è «X Factor».
Non solo perché è un programma specifico sulla musica, ma soprattutto per come è ben congeniato. Bella la regia, le scenografie, i trailer, il montaggio di come la puntata viene intercalata con i pezzi fuori onda, le prove, la preziosa assistenza dei vocal coach, i confessionali sempre interessanti e mai noiosi e poi... Ci sono loro. I Giudici. I veri protagonisti di questo spumeggiante spettacolo coadiuvati dalla forza motrice di Francesco Facchinetti. «I quattro cavalieri della tavola musicale» uniti nel «tutti per uno e uno per tutti» e «tutti contro tutti». Pur di realizzare, non solo il sogno di quel «NESSUNO» che un giorno sarà il vincitore, ma anche di quei «bravi» giovani che sono stati eliminati.
Ciò che fa la differenza, rispetto ad altre gare, compresa quella di Sanremo, è proprio questa gara su due fronti: quella dei cantanti e quella dei giudici. Anche se a mio parere e parlo di tutti e TRE, non sempre quando difendono i loro protetti riescono ad essere obbiettivi fino in fondo. Ma è comprensibile. La bugia detta su una esibizione non riuscita, spesso ha la funzione di dover tener conto le volte che invece è stata perfetta. Rimane comunque il fatto che Facchinetti non ha torto nel richiamare il bel Morgan, che io ammiro, come anche la simpatica Mara, quando nel dover decidere la sorte del cantante dicono: «Tu hai migliorato molto, ora sei perfetta per essere eliminata. Vattene e non farti più vedere sciagurata che non sei altro!...».
Non avendo visto le edizioni precedenti, devo però dire che la formazione dei giudici com’è adesso, mi appare straordinaria. Non pensavo, per esempio, che Claudia dopo tanti anni lontana dalle scene, recuperasse così in fretta, fin dalla prima puntata, una padronanza scenica che, non lo nego, ha spiazzato anche me, specialmente quando ha eliminato uno dei suoi cantanti. Mi sbaglierò ma la x dei «quattro cavalieri» credo sia la cosa più interessante che ho visto da quando la Rai ha iniziato il suo devastante declino. Il cui unico obbiettivo è tagliare le spese. A chi? Alle cose che funzionano naturalmente. Si parla già di eliminare il day time serale perché ritenuto una spesa inutile.
Adriano Celentano
11 novembre 2009
A X-Factor garantisce - in qualità di vocal coach - per una ventata di freschezza e professionalità: Gaudi (che negli Anni Novanta ancora si faceva chiamare con il suo nome per intero, Lele Gaudi, e faceva musica reggae) ha finito per sfondare la barriera della convenzionalità incuneando la sua ricerca sonora nel giro delle discoteche e dei club del mondo.
La sua arte, che è anche gioco, si esprime in una convinta sintesi culturale di Oriente e Occidente, e la sua tecnica si basa sul sound system, le cui radici si intrecciano con quelle dello ska e del reggae.
Su Gaudi vedi anche l'articolo "Il theremin".
Accurate recensioni dei suoi dischi e svariati soundclips sono disponibili su Allmusic.com.
The Bastard Sons of Dioniso - Spirit in the Sky
The Bastard Sons of Dioniso - Contessa
Matteo - Il cielo
Matteo ed Elisa - The Power of Love
Jury - Drops of Jupiter
Noemi - Extraterrestre
Enrico - Impressioni di settembre
Ambra Marie - Call Me
Chiarastella - Wuthering Heights
Daniele - Think
Aldo Grasso, American Idol, Amici di Maria De Filippi, Antonio Dipollina, Bruno Vespa, Daniele Magro
Record su iTunes per i ragazzi di X-Factor: occupano infatti 8 delle prime 10 posizioni (l'anno scorso furono 7 su 10). E molti giornalisti spiegano il perché questo talent show viene preferito da persone colte, mentre - in percentuale - le meno colte seguono Amici (e comprano i dischi del vincitore dell'anno scorso Marco Carta).
Elio e le storie tese, Festival di Sanremo, Francesco Facchinetti, Giusy Ferreri, Jury Magliolo, L'isola dei famosi, La Corrida, La fattoria, Le Iene, Magnolia, Mara Maionchi, Marco Carta, Marco Mangiarotti

Walter Siti (La Stampa): "Okèy allora, proviamo ad analizzare le ragioni di questo successo tra gli spettatori più acculturati. La prima ragione è certamente il livello dei cantanti e dei brani musicali; ci si trova di fronte a dei quasi-professionisti, anche perché qui non cantano solo ragazzini (uno dei finalisti è più anziano di uno dei giudici). I brani sono cover di pezzi «storici» del pop e rock e punk degli Anni 70-80 (dai Led Zeppelin ai Ramones) o anche brani rari dei cantautori italiani più difficili - roba che allora non passava in televisione; gli intellettuali quarantenni hanno la soddisfazione di ascoltare sulla Rai la musica che consideravano trasgressiva quand'erano giovani e i giovani vedono nel trentasettenne Morgan uno «che ci capisce» e può guidarli alle bellezze della musica. La seconda ragione è l'estrema sobrietà degli autori nel dosare gli elementi di reality: anche nella striscia quotidiana i concorrenti vengono spiati nelle prove e nei dubbi professionali, ma non si va a frugare nel loro privato (qui si dovrebbero formare le star e le star hanno bisogno di un po' di mistero); siccome il reality è ormai percepito come la quintessenza del trash, la sua assenza funziona come patente di nobiltà. Una terza ragione è la confezione accurata del programma: studio enorme e costosissimo, clip impeccabili sia tecnicamente che narrativamente; le coreografie internazionali e glamour di Luca Tomassini, fari come lame che tagliano il buio; un ritmo serrato e un presentatore che sembra un telepredicatore americano; abbastanza per soddisfare i bisogni cosmopoliti dello spettatore medio-colto, per dargli l'impressione di non essere alla Rai. Forse il segreto del successo di X Factor è proprio la sua disponibilità a esser letto con o senza virgolette; dal laureato standard o dall'impiegato del terziario, il programma viene ingenuamente goduto come approccio importante alla musica; le discussioni tra Morgan e la Maionchi vengono prese sul serio e fanno riflettere; tre giovanotti trentini con sonorità da coro di montagna possono essere considerati il massimo del rock duro e pericoloso."
Aldo Grasso (Corriere della Sera): "Con il genere dei talent show e con il trionfo di American Idol si sancisce qualcosa di nuovo. La tv riscrive le regole del gioco, come in passato ha fatto con lo sport, con la politica, con la serialità, con la divulgazione, con l'informazione, ecc. X Factor è un programma televisivo che appartiene alla grande famiglia dei reality (le nomination, la striscia quotidiana, la telecamera che spia le prove, le selezioni...) e si occupa di musica. Poi, certo, bisogna riconoscere che Simona Ventura è stata brava a "domare" Morgan (a far sì che il suo protagonismo non oscurasse i concorrenti), a trasformare Mara Maionchi in personaggio e a infonderci la certezza che X Factor fosse meglio di Amici."
Marco Mangiarotti (Qn): "Comunque vada sarà un successo. Non solo perché è il programma preferito dai laureati, come le famose cucine amate dagli italiani. E' cresciuto il format, sono arrivati gli ospiti star come nei serali di Raiuno. Migliorato lo spettacolo e l'equilibrio fra conduttore e giudici. X Factor è il nuovo gioco di società per chi ama la musica per adulti (e pensa che Amici sia roba da ragazzini, mamme e nonne). Se poi questa fetta di torta vale il 15 abbondante per cento, si può parlare di ascolti buoni per la rete ma sprattutto di un format che sfata un luogo comune: la musica non funziona in tv. E un altro ancora: che in un talent non si debba parlare troppo di musica sennò non è popolare. Bravi comunque tutti, Francesco, Simona, Mara, Morgan (quello che fa la differenza con chi ha laurea e dottorato), quelli di Magnolia."
Norma Rangeri (Il Manifesto): "Si è parlato di musica con un linguaggio divulgativo non banale, analizzando le esibizioni con competenza tecnica, sceneggiando divertenti battibecchi tra esperti, portando in gara giovani con qualche talento da vendere, dando un ruolo agli ospiti musicali. Il fattore X, alla fine individuato nell'impiegato quarantenne, Matteo Becucci, va esteso anche alla coppia Maionchi-Morgan, giudici-sponsor dei concorrenti, diventati a loro volta personaggi della ribalta televisiva, insieme al giovane conduttore Facchinetti."
Il poeta Giuseppe Conte per Il Giornale: "X Factor non l'avevo mai visto prima dell'ultima puntata. Non sapevo bene in che cosa consistesse, e non mi veniva voglia di saperlo. Ma se dicessi di essermi annoiato seguendo sul piccolo schermo la finale di domenica, allora mentirei. Non mi sono neppure entusiasmato, d'accordo, ma l'entusiasmo lo riservo ad altre esperienze. Mi ha preso il clima iniziale, sin dalla sigla. Mi è sembrato di entrare in un luogo sospeso che fosse a metà discoteca e a metà astronave da film di fantascienza. Di essere risucchiato in un videogioco, con danze scatenate e supereroi di plastica. Devo dire che ero rimasto a Francesco Facchinetti come Dj Francesco, seminudo, saltellante e tatuato sino all'esasperazione:e me lo ritrovo in smoking portato bene, persino con le bretelle rosse, che presenta lo spettacolo con freschezza, semplicità, naturalezza, in una lingua che non si vieta niente: citazioni scolastiche («ai posteri l'ardua sentenza»), inglese maccheronico (push the botton, o bottom? Insomma qualcosa del genere), dialetto lombardo (ocio!). In fondo, la metamorfosi di questo ragazzo dimostra che per fare i conduttori televisivi, cioè assumere il ruolo più ambito nella società italiana di oggi, bastano fortuna e umiltà. Capisco che molto del successo della trasmissione dipende dalla giuria che seleziona e giudica gli aspiranti cantanti, e mi soffermo con attenzione sulle figure dei componenti della giuria stessa. Che dire di Simona Ventura? Sottratta al ruolo di conduttrice, mi sembra sottotono, quest'ultima sera. Stanca, il trucco in disfacimento, persino un po' gonfia in viso. La sua preoccupazione maggiore è quella di ravvivarsi con una mano la pettinatura a onde, senza quella esibizione di energia allo stato puro, incurante di apparire signorile e femminile, che le ha tanto giovato nella sua ricchissima carriera. Mara Maionchi, di cui non ho fatto in tempo a capire le competenze, ha ripetuto spesso di essersi molto divertita nel corso del programma, e ha sottolineato il concetto con clamorose risate, sottolineate a loro volta da una clamorosa dentatura. Infine Morgan, Sir Morgan, il pirata Morgan. È lui il responsabile della colorazione culturale che la trasmissione prende. Morgan è un intellettuale, ma un intellettuale che non teme di crearsi un personaggio, quasi una maschera, riconoscibile dai vestiti stravaganti e vagamente byroniani, dai capelli abilissimamente spettinati, dalle pose ora romantiche ora pop, dall'eloquio che tende sempre verso la concettosità critica, che conosce pause, esitazioni, messe a fuoco. Ricordo anni fa di aver ricevuto un suo volume di poesie. Già allora il suo aspetto tendeva alla maschera e all'ambiguità. La foto in copertina era quella di un essere androgino con i capelli lunghi, il nome per me poteva benissimo essere femminile. Mi incuriosì. Fui quasi deluso quando seppi che era il cantante dei Bluvertigo, gruppo che naturalmente non conoscevo. Nei discorsi del giurato Morgan si sente che sa di letteratura e di musica. Si sente il timbro di chi è capace di rivalutare la tradizione con iniezioni di modernità. Di chi non esita a parlare di «profondità dell'anima». Riferendosi a una canzone celebre di Riccardo Cocciante, se ne esce con una espressione geniale: «Sembra antica tanto è bella». Mi delude solo quando giudica da crooner, cioè da cantante confidenziale, da nigth club, una canzone deliziosamente urlata come A chi di Fausto Leali, che ai suoi tempi lontani ricordo intonata da garzoni di fornaio in bicicletta di primo mattino per Milano, vero segno di una popolarità che nessun crooner ha mai raggiunto. I concorrenti aspiranti cantanti sono i protagonisti della parte musicale del programma. Non sta a me parlare delle canzoni. I personaggi però sono interessanti. Un ragazzo bresciano teneramente bruttino ma con l'aria vispa e sveglia, un tempo si sarebbe detto da benzinaro, oggi magari da laureato al Dams. Tre punkettoni trentini, un po' simpatici e un po' truculenti, dalle facce che sembrano uscite dal Signore degli anelli, inenarrabili quando appaiono vestiti da sera. E un giovane livornese, alla fine risultato il vincitore, sobrio padre di famiglia trentottenne dalla voce appassionata e potente."
Gianluigi Paragone (Libero): "Anche X Factor invecchierà, nel frattempo però teniamocelo stretto perché è un giocattolo divertente. Teniamoci stretti questi ragazzi. Scarichiamo, compriamo e duplichiamo i loro pezzi. Facciamoli girare in radio e se ci capita buttiamo la testa quando sappiamo di loro concerti. Li abbiamo adottati in tv, facciamoli ora crescere nelle nostre giornate, nei nostri momenti. Perché a questo serve la musica, a sottolineare dei momenti. Quando la musica sta appesa lì e nessuno se la prende vuol dire che è muta. E poi confrontiamo le nostre emozioni, anche quelle più banali. Io mi sono divertito a televotare, ho giocato con mia moglie, qualche collega e qualche amico. Non mi è piaciuto Matteo (bravo sì, ma mi sembra un Massimo Di Cataldo qualsiasi). Mi sono piaciuti i Bastards (se ve ne frega siete in una delle mie playlist), ascolterei ancora Noemi e Daniele. Infine ho tifato Jury. Peccato che sia finito? Certo che no, lunedì è finito il programma. Ora ricomincia a battere la musica. Altrove, cioè dappertutto."

Marco Molendini, Matteo Becucci, Milly Carlucci, Mirella Poggialini, Morgan, Noemi, Norma Rangeri, Quelli che il calcio e...
Beh, non bisogna necessariamente essere supercolti per preferire X-Factor: qui non si tratta di lauree, ma di cervello. Basta possederne una minima parte per rendersi conto delle enormi differenze tra il programma presentato da DJ Francesco e il semi-reality della DeFilippi. Se poi la concorrenza di X-Factor è rappresentata da La Fattoria anziché da Amici, la scelta riesce ancora più facile. Ma è praticamente sempre stato così: Mediaset per chi ha i pensieri "pigri"; la RAI per i meno deficienti.
Simona Ventura, The Bastard Sons of Dioniso, X Factor
E' una cosa indecente. I giornali, persino nelle loro edizioni online (e che dunque dovrebbero essere aggiornate) riportano quasi tutti il falso. In alcuni articoli si legge addirittura della "grande finale di Pasquetta". Svegliatevi! Informatevi! Prima di tutto si tratta della semifinale, e poi verrà trasmessa domani sera, non stasera. Basta andare sul sito dedicato per scoprirlo.
C'è naturalmente il sospetto che le infos errate vengano diramate appositamente per favorire la concorrenza... ma nella maggior parte dei casi si tratta certamente dell'asineria tipica dell'italico giornalismo.
Anche la RAI, però, con il suo continuo tentativo di "dribblare" Amici e/o il Grande Fratello, non fa che aumentare la confusione. Queste guerre di audience vanno a discapito dei telespettatori, e così, cari responsabili di emittenti televisive, non meravigliatevi se la gente sta sempre più snobbandovi e se presto smetterà di seguirvi del tutto, in favore del più stabile, meno nevrotico Internet.
Allora, pare definitivo: semifinale di X-Factor domani, 14 aprile, su RAI 2 alle ore 21 circa.
E' X-Factor l'unico, "originale" talent show musicale del panorama televisivo italiano! Il programma valorizza effettivamente alcuni tra i più interessanti artisti di casa nostra, che attendevano soltanto la giusta rampa di lancio per farsi conoscere; e, anche se Renato Zero - non sbagliando - afferma che sia X-Factor sia Amici trasformano i ragazzi in gladiatori, "come se si fosse al Circo Massimo", va detto che almeno il primo è un reality dove ancora va rispettata la dignità.
Rimane da criticare la lungaggine: molti di noi la mattina devono alzarsi presto e non ce la fanno a seguire lo show fino alla fine; forse si potrebbe "snellire" riducendo i siparietti tra i giudici ed eliminando i "semi-gossip" delle clip. E poi, se proprio bisogna discutere, che si discuta di più di musica!

Questa volta di uscire è toccato a Enrico, purtroppo, eliminato dopo la sua sfida con Noemi, altra pupilla di Morgan. A favore di Noemi ha giocato forse il fattore look, in quanto non si può dire che la sua voce risulti molto più interessante di quella del cantante chioggiotto.
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Comunque Enrico tornerà la prossima settimana per duettare con uno dei concorrenti rimasti, e con quello suo ci sarà il gradito come back dei Farias, Elisa, Giacomo, Sinacria Sinphony, lo scapestrato Andrea, le Sisters of Soul, Serena, Chiarastella (la Kate Bush italiana!) e Ambra Marie.
Non mi ha convinto la scelta della new entry, Laura, esibitasi in una tremenda interpretazione di "Grace", di Jeff Buckley. Secondo me era meglio Silvia, la ventenne brindisina tutto pepe presentata dalla Ventura. Ma Morgan (Laura è una delle "sue") sembra volere insistere sull'eccentricità e finora ha (quasi sempre) avuto ragione...
... e infine sono usciti loro.
I quattro fratelli Edelmiro (Namun), Justo (Nahuel), Raùl (Newen) e Walter (Kimen)
Nel carosello di brani sbagliati assegnati ai singoli artisti, i Farias sono stati tra i più tartassati. Hanno dovuto esibirsi in pezzi melensi e più volte rettificare la loro immagine - da Indios della Patagonia a pseudofighetti di discoteca di provincia. Eppure sono grandi anche loro... se vengono lasciati al naturale (vedi e senti qui). Questa volta inoltre hanno avuto la sfortuna di andare al duello con Enrico Nordio, uno dei candidati alla vittoria finale. I quattro ragazzi argentini forse se l'aspettavano; del resto in Italia non vivono così tanti loro connazionali, e i televotanti italiani pronti a sostenerli non superano certamente in numero quelli di (ad esempio) Matteo o Noemi.
Quest'ultima, rimasta l'unica donna in gara dopo la scandalosa eliminazione di Ambra Marie e il breve volo della dolce Chiarastella, continua a non convincermi. E' solo un'opinione personale, bien entendu. Checché ne dicano Anastasia e Andrea Rodini, la voce di Noemi è tutt'altro che portentosa. La ragazza ha problemi quando prende le note basse e spesso in quelle alte si ode un fastidioso vibrato.
Ma vabbe', il mio parere vale poco: anche di Giusy Ferrero (alias GaetanaF) dicevo che non sapeva cantare...
Sinergia Sky-Rai-Mediaset: Valerio Staffelli consegna a Fiorello il "Tapiro d'Oro". E lo showman siciliano: "Si è compiuta Skraiset!"
I miei favoriti rimangono Daniele e Jury. Se parliamo di mera "collocazione discografica", vedo molto bene lo stesso Jury e naturalmente The Bastard Sons of Dioniso. Nel mondo può, di sicuro, accadere di tutto (citazione da Maionchi), ma se non sfondano Jury e The Bastard, allora significa che il mercato dei suoni è affidabile quanto la lotteria nazionale.
La partita a calcetto
¡Farias, gracias para la música fantástica!
Quelle del vocal coach e del direttore artistico sono due figure importanti nell'ambito di uno spettacolo come X-Factor, ma, com'è tipico per l'Italia, da noi hanno finito per recitare un ruolo rilevante anche "al di qua" delle quinte. L'airing di cui godono i pur bravi Stefano Magnanensi, Andrea Rodini e Gaudi, e il coreografo Luca Tommasini, all'estero non esiste per i loro corrispettivi colleghi. E, sarà forse per mania di protagonismo, questi signori spesso strafanno. Non si capisce per esempio l'assegnazione di certi brani. Soprattutto il chioggiotto Enrico Nordio e l'agrigentino Daniele Magro vengono penalizzati da titoli che non rispecchiano le loro qualità vocali il genere da loro preferito e le loro naturali tendenze. Ieri abbiamo così assistito (di nuovo!) a un'esibizione a dir poco loffia di Enrico ("Once Upon A Long Ago" di Paul McCarthy) e Daniele è finito per la seconda volta al ballottaggio.
Quest'ultimo è stato costretto a cantare "Another One Bites the Dust" dei Queen o, come ha detto Simona Ventura in un eccesso di confusione mentale, "del più grande artista di tutti i tempi, Freddy Mercueeuery" (??). Ottima la prestazione dell'occhialuto soulman malgrado la canzone in questione è un ibrido, e dei meno belli: più dance che rock. E stavolta Daniele ha ricevuto persino l'apprezzamento del suo detrattore Morgan. Ma che fatica!
Nelle edizioni straniere di X-Factor (American Idol, Deutschland sucht den Superstar, ecc.) sono gli stessi candidati a scegliere le songs da proporre al pubblico e ai giudici. Da osservare inoltre che, quando vengono fatte delle cover, bisogna citare l'artista cui il pezzo appartiene de facto e non un altro che l'ha riprodotto. E, nel caso, puntualizzare se si tratta della cover di una cover.
Negli Stati Uniti c'è stata una mezza rivolta dei fans di Chris Cornell quando uno dei concorrenti, David Cook, ha cantato “Billie Jean”. Tutt'e tre i giudici hanno lodato il giovane interprete per l'"originalità" mostrata nel brano di Michael Jackson, ignorando o volendo ignorare che si trattava in effetti di una ripresa fedele (arrangiamenti e tutto) della "Billie Jean" già proposta dal rocker Cornell (ex leader di Soundgarden e Audioslave).
In parecchio di quello che noi vediamo e soprattutto sentiamo non c'è alcuna originalità, in quanto, appunto, spesso si tratta di cover di cover.
Ma torniamo allo specifico dell'italica serata, che stavolta si è svolta con la "benedizione" di Patty Pravo. I Bastard Sons Of Dioniso hanno reso un po' punkeggiante "Ma che colpa abbiamo noi" dei Rokes. Mai la frase "sarà una bella società / fondata sulla libertà" assunse significato tanto ironico, tanto più che, mentre noi la trallalliamo, là fuori si aggirano le ronde neofasciste... Applausi in fondo meritati per i Bastard e tanti saluti al mitico Shel Shapiro.
L'altra esibizione che ci ha convinto è quella dei Farias (in "I'm not in love" dei 10 CC). Il resto dei concorrenti così così. Non tanto per colpa loro ma di chi ha scelto i brani.

Peccato per l'uscita di Chiarastella. La Kate Bush nostrana è finita in ballottaggio contro l'invincibile Daniele ed è stato giusto salvare quest'ultimo, che è una forza della natura e sicuramente interessante anche a livello discografico. Ma la voce e il look della ragazza sono molto accattivanti e lei si sarebbe meritata di mettersi in mostra più a lungo. Comunque la seguiremo, perché di sicuro la sua carriera non è finita qui. Tra l'altro ha già alle spalle un percorso assai costruttivo, com'è testimoniato su MySpace:
Little Odd Relationship (con Cristian Chierici).
E qui c'è la recensione di uno dei suoi dischi: (link, Ondalternativa).
Un'eliminazione e una new entry: nella settima puntata di X-Factor è la squadra di Morgan ad essere protagonista. La categoria dai 24 anni in su ha infatti prima visto il ballottaggio tra il 23enne bresciano Andrea, amante del reggae, con Noemi. Quest'ultima ha avuto la meglio. E poi l'ingresso di Chiarastella, premiata dal pubblico per la sua stupenda interpretazione di "Wuthering Heights" di Kate Bush.
Chiarastella va immediatamente a rimpolpare le file del gruppo capitanato da Morgan. Gli altri in ballottaggio per conquistarsi un posto nel programma erano il gruppo heavy metal dei John Frog e la rocker Giulia.

Giunto ormai al giro di boa, X-Factor non ha risparmiato colpi di scena. Il primo arriva subito, con l'ingresso in studio di James Morrison accompagnato sul palco da Ambra Marie, eliminata la scorsa puntata in seguito alla decisione di Simona Ventura di salvare Daniele. In "Broken Strings", Morrison normalmente duetta con Nelly Furtado.
Tocca poi a Laura Pausini, che presenta, tra l'entusiasmo del pubblico, il suo ultimo singolo "Primavera in anticipo". Mentre nel finale fa il suo ingresso Arisa, fresca vincitrice del Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte.

Tra Noemi e Andrea, l'ex cantante dei Bluvertigo ha deciso, dopo lungo tentennamento, di eliminare quest'ultimo sebbene, con "I Shot the Sheriff", il reggaeman bresciano abbia fornito un'ottima prestazione - praticamente la migliore sul palco del reality. Il giudizio di Morgan: "Troppo discografico!"
"Broken Strings"Giustificata la rabbia di Simona Ventura: "Questo programma ha preso una piega che non mi piace. Invece di votare i cantanti, si votano i giudici". E, dopo un "Porco Giuda!" nei confronti di Morgan, decide clamorosamente di eliminare Ambra Marie.
Dopo Elisa e Serena, esce dunque un'altra ragazza con un altissimo potenziale discografico. Ovviamente Daniele Magro è una forza a sé stante (rimane il mio favorito), ma se avessi dovuto fare io la scelta estrema avrei escluso lui. Ambra Marie avrebbe infatti le chances migliori per sfondare sul mercato: possiede non solo la voce e una immagine strabilianti, ma anche quella carica trasgressiva in cui possono identificarsi tante girrrrlz.

La rosa si restringe sempre di più e sarà ancora più difficile per i giudici e per il pubblico esprimersi a favore dell'uno o dell'altro candidato. Grandi perplessità suscitano i Farias (pur se bravi) e lo stravagante Andrea, ma intanto loro sono ancora in gioco mentre altri certamente più quotati di loro hanno dovuto già fare le valigie. Fragile appare anche la posizione di Noemi.
Di contro, la new entry Juri, il sunnominato Daniele, Enrico Nordio (che ha magnificamente interpretato "Impressioni di Settembre"), Matteo Becucci e ovviamente i Bastard Sons Of Dioniso sono lanciatissimi verso la finale.