E' soltanto un giochino sulla rete, ma ormai ci stanno cascando tutti. "Youcube" è un cubo - appunto - sulle cui sei facce si possono inserire altrettanti video presenti su Youtube.
Anche Topolàin lo ha fatto, e il risultato è...
(Musiche di Joni Mitchell, Neil Young, Badfinger, Bob Dylan, Leonard Cohen.)
Le immagini sono venute fuori soltanto adesso e spiegherebbero in gran parte il perché delle tante operazioni chirurgiche e delle imperfette condizioni di salute (fu allora che il cantante iniziò la sua battaglia contro il dolore a suon di farmaci). Trattasi di un video risalente al 1984 e ora pubblicato da US Magazine. Nel video, si vede la testa di Jackson prendere letteralmente fuoco mentre si esibisce per una pubblicità per la Pepsi.
Dopo il cordoglio, le polemiche e le accuse, dunque ecco arrivare ancora uno scoop, una verità rivelatrice, sulla vita del defunto "King of Pop".
Randone (www.randone.com) annuncia l'uscita del nuovo album che avrà il titolo Linea di Confine.
Il deadline è settembre.
La prog band siciliana si è lasciata parecchio tempo prima di realizzare una nuova fatica tentacolare, ma ricordiamo che di loro è già stato prodotto quest'anno il single "Sguardo verso il cielo", una cover delle Orme, e che spesso sono le case musicali (in questo caso l'Electromantic) a prendersela comoda. Nel video sottostante: una sbirciatina alle sessioni chitarristiche di Linea di Confine.
A X-Factor garantisce - in qualità di vocal coach - per una ventata di freschezza e professionalità: Gaudi (che negli Anni Novanta ancora si faceva chiamare con il suo nome per intero, Lele Gaudi, e faceva musica reggae) ha finito per sfondare la barriera della convenzionalità incuneando la sua ricerca sonora nel giro delle discoteche e dei club del mondo.
La sua arte, che è anche gioco, si esprime in una convinta sintesi culturale di Oriente e Occidente, e la sua tecnica si basa sul sound system, le cui radici si intrecciano con quelle dello ska e del reggae.
Su Gaudi vedi anche l'articolo "Il theremin".
Accurate recensioni dei suoi dischi e svariati soundclips sono disponibili su Allmusic.com.
La rivista Uncut ha scritto: "Bill Fay si posiziona tra Nick Drake, Ray Davies e Bob Dylan". La verità è ben più complessa. Questo artista britannico è una sorta di Syd Barrett un po' più savio, ed è un peccato che di lui siano usciti solo tre-quattro dischi.
Iniziò a comporre canzoni nei primi Anni Sessanta e ben presto la qualità dei suoi testi e delle sue melodie raggiunse vette altissime. Ma solo a iniziare dal 1970 gli fu concesso di incidere. Bill Fay e il più "rude" Time Of The Last Persecution sono due capolavori. Poiché le vendite furono scarse, la Deram/Decca recise il contratto.
Bill non si arrese e alla fine degli Anni Settanta registrò un terzo album, Tomorrow Tomorrow & Tomorrow, che però non venne pubblicato prima del 2005 (e dunque un quarto di secolo più tardi!) dalla piccola label di David Tibet, la Durtro. Ad accompagnare Fay in Tomorrow Tomorrow & Tomorrow è The Acme Quartet, che provvede ad atmosfere richiamanti i primi Pink Floyd (quelli del rock psichedelico) e i Soft Machine.
L'anno prima, nel 2004, la Wooden Hill Records aveva raccolto una quantità di vecchi demos di Bill Fay raccogliendoli nell'album From The Bottom Of An Old Grandfather Clock. Intanto l'artista aveva fatto perdere ogni traccia di sé; e difatti non esiste da nessuna parte un solo attendibile accenno al suo attuale luogo di permanenza.
Chi scompare di punto in bianco dalla scena diventa automaticamente leggenda. Quella creatasi intorno a Fay è di pessimo gusto: viene fuori il ritratto di un solitario psicotico la cui musica "era chiaramente il risultato di paranoia e droghe assortite". La rivista The Wire arrivò a scrivere di lui come di "un folle Rasputin barbuto che assomiglia a Charles Manson" (in riferimento alla fotografia sulla cover del secondo LP Time Of The Last Persecution). Tale accusa spinse Fay a uscire allo scoperto con una lettera di protesta, dove spiega che il giovanotto ritratto era semplicemente un cantautore con la barba e i capelli lunghi "come tanti ce n'erano allora" e che, se era sparito, lo si doveva a circostanze avverse: nessuno gli aveva più offerto un contratto discografico. "Io continuo a scrivere e a registrare, pur non avendo un'etichetta."
Ascoltate le sue canzoni. Bill Fay naviga in un mondo di simboli cristiani, guidato tuttavia da un'illuminazione personale. Se Time Of The Last Persecution rappresentava una sublime esegesi dell'Armageddon, Tomorrow è stata la via d'uscita dalle tribolazioni e dal purgatorio.
Alcuni musicisti hanno riscoperto Fay per sé e traggono ispirazione dalle sue songs: dai Wilco a David Michael Bunting (alias David Tibet dei Current 93 - band di accompagnamento per poesie a sfondo apocalittico).
The Bastard Sons of Dioniso - Spirit in the Sky
The Bastard Sons of Dioniso - Contessa
Matteo - Il cielo
Matteo ed Elisa - The Power of Love
Jury - Drops of Jupiter
Noemi - Extraterrestre
Enrico - Impressioni di settembre
Ambra Marie - Call Me
Chiarastella - Wuthering Heights
Daniele - Think

In Internet scaricano tutti: studenti, lavoratori, casalinghe, i figli per i genitori, non poche volte persino i genitori per i figli, i ministri... Impossibile negarlo. Addirittura i preti che non vogliono o non hanno tempo di scivere un sermone se lo scaricano dalla Rete (il caso è già stato discusso in Vaticano). La dura condanna del tribunale di Stoccolma ai quattro responsabili di The Pirate Bay (un anno di prigione e il pagamento di circa 2,7 milioni di euro) non cambia nulla: il sito continua a funzionare, e anche una sua eventuale cancellazione porterebbe ben poco ai censori: di "baie" telematiche, infatti, ce ne sono tantissime, e ogni giorno ne nasce una nuova.
Il governo di Berlusconi, il primo al mondo a oscurare il server, non ha fatto i conti con l'abilità dei cibernauti, che in pochi minuti possono facilmente aggirare il blocco degli ISP (vedi qui).

Don't worry - we're from the internets. It's going to be alright. :-)
"Le masse" ha assicurato Peter Sunde, che è un membro di Piratbyrån, "capiscono che l'informazione deve essere libera". Al processo, Sunde ha mostrato alla giuria i dati di una ricerca secondo cui l'80% dei contenuti scambiati sul tracker è perfettamente legale; ma i colossi dell'industria d'entertainment non hanno voluto sentire ragioni: loro pretendevano il carcere per i quattro imputati e una richiesta di risarcimento pari a ben 117 milioni di corone svedesi, ovvero 10,6 milioni di euro. Dicono i ragazzi di PirateBay.org: "La sentenza non ha conseguenze formali ed è priva di valore giuridico".

Più che legale, il problema è economico. Un CD o un DVD nuovo hanno un prezzo troppo alto. E' facile diventare ricchi vendendo a peso d'oro una cosa che viene replicata a un costo irrisorio. In Italia la questione è particolarmente grave in quanto un CD che negli USA costa 10$ da noi viene posto in commercio a una cifra almeno tre volte superiore.

Il galeone dei corsari continerà sempre a solcare i mari
Il giudice svedese è stato fazioso e ha palesemente voluto punire il ruolo "filosofico" di PirateBay, che con grande impudenza si permette di ridere in faccia ai colossi della disco/cinematografia. Se la sentenza passasse, Internet cadrebbe defnitivamente nelle mani dei profittatori, degli squali della pubblicità, dei manipolatori dell'informazione, smettendo di essere il "luogo" in cui ci si scambiava in maniera totalmente libera idee e opinioni (cosa che accadeva soprattutto dal suo nascere a verso la fine degli Anni Novanta; i pionieri della Rete se lo ricorderanno e mi daranno certamente ragione).

Dalle News Apcom di venerdì 17 aprile 2009:
Internet. Autore libro su Pirate Bay: diventerà caso politico
Dopo sentenza, secondo giornalista Luca Neri, non cambia nulla
Roma, 17 apr. (Apcom) - "Dal punto di vista pratico non cambia nulla. Il sito continua e continuerà a funzionare. Ciò che è interessante è che lo scontro passerà a livello politico". E' quanto prevede lo scrittore e giornalista Luca Neri, autore de "La baia dei pirati - Assalto al copyright" (edizioni Cooper), il primo libro uscito in Italia che racconta la storia e i retroscena del caso di PirateBay.org, nel giorno in cui il tribunale di Stoccolma ha condannato a un anno di prigione e al pagamento di circa 2,7 milioni di euro i quattro creatori del popolare sito di file sharing, ritenendoli colpevoli di complicità nella violazione delle leggi sul diritto d'autore.
[...] "Si tratta di una sentenza di primo grado, dobbiamo aspettare quella definitiva - ha detto Neri al telefono con Apcom da New York, aggiungendo - e in ogni caso i gestori del sito hanno già annunciato a fine 2006 di aver distribuito il sistema in giro per il mondo, moltiplicando i server sui quali si appoggia".
PirateBay.org ha innescato il più importante processo nella battaglia dell'industria culturale contro la pirateria. I quattro corsari - i tre gestori Frederik Neij, Gottfrid Svartholm Warg e Peter Sunde, e il principale finanziatore Carl Lundstrom - dovranno versare 30 milioni di corone per i danni causati all'industria musicale, del cinema e degli audiovisivi che chiedeva 117 milioni di corone per i mancati introiti causati dal download illegale: "Questa sentenza si differenzia dai casi precedenti, come Kazaa o Napster, perchè non siamo di fronte a imprese commerciali che perseguono fini di lucro, ma a veri e propri paladini di internet libero, ragazzi portavoce di un movimento che crede di essere nel giusto". Per loro - ha spiegato il freelance che vive da più di vent'anni negli Stati Uniti - la tecnologia offre la possibilità di far circolare il sapere e la cultura, un'opportunità non va persa.
Ma cosa si deve leggere tra le righe della sentenza di oggi, seppur di primo grado? "Il messaggio è che la legge non è pronta ad accettare questa rivoluzione tecnologica - ha affermato Neri, per il quale la pubblicità delle multinazionali dell'audiovisivo contro la pirateria è pura propaganda, preannunciando - ora lo scontro si sposterà a livello politico". A inizio 2006 è nato "Piratpartiet", il partito pirata, che ha intenzione di presentarsi alle Europee. "E' una formazione piccola, ma gli iscritti hanno già superato quelli del partito verde, un'istituzione in Svezia", ha detto Neri, ricordando che il successo di internet è legato al concetto di "piattaforma libera", e le leggi di regolamentazione di cui si discute in Europa vanno contro la stessa natura del mezzo. "Negli Stati Uniti non se ne parla proprio - conclude il giornalista - sarà perchè il primo emendamento della Costituzione sulla libertà d'espressione è intoccabile". Nel suo libro c'è anche un riferimento a Roberto Maroni, musicista mancato, che in un'intervista a Vanity Fair due anni fa rivendicava la "libera scaricabilità della musica".