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giovedì, 11 giugno 2009

Bruno Lauzi

Per non dimenticare

(Con Bindi, Paoli e Tenco fu uno dei fondatori della canzone moderna e del cantautorato italiano)


Bruno Lauzi, nato ad Asmara l'8 agosto 1937 ma cresciuto a Genova, viene considerato, insieme a Umberto Bindi, Gino Paoli e Luigi Tenco, uno dei fondatori della cosiddetta 'scuola genovese'. Ha conosciuto e condiviso con il suo amico e compagno di banco Tenco, al ginnasio Andrea Doria, la passione per i film musicali e per il jazz: con lui, nel 1953, faceva parte dello stesso gruppo, la Jelly Roll Morton Boys Jazz Band.

Nello stesso periodo i due iniziano a scrivere canzoni, sotto la guida di Gianfranco Reverberi e Giorgio Calabrese. Dopo il '56, trasferitosi a Varese, Lauzi conosce e collabora con lo scrittore Piero Chiara (di cui corregge le bozze dei primi libri) alla nascita del quindicinale politico liberale L'Altolombardo. E' il periodo in cui scopre la canzone francese di Brassens, Brel, Aznavour e inizia il suo percorso personale (mentre ancora studia Legge alla Statale di Milano) componendo il brano che darà l'impronta a tutta la sua produzione artistica futura: "Il poeta".

Si diploma in inglese alla Scuola Interpreti di Milano - che raggiunge quotidianamente viaggiando sul treno che da Varese porta al capoluogo lombardo assieme a studenti e operai: non prenderà mai la patente. Sono gli anni del boom economico e del fenomeno dell'emigrazione: da questi treni Lauzi vede con i propri occhi scendere famiglie di emigranti arrivate al Nord col miraggio del lavoro e per loro compone "La donna del Sud".

Vince due concorsi nazionali di traduzione, ma abbandona la Facoltà di Legge a un paio di esami dalla laurea, decidendo di dare alla sua vita un'ormai irrinunciabile svolta artistica. Compone "Ritornerai" e con questo brano cominciano ad arrivare i primi riconoscimenti.

 

A Milano frequenta e conosce l'ambiente artistico di quegli anni, dai Gufi a Enzo Jannacci, e lavora al mitico Derby di Milano, il locale del cabaret degli Anni Sessanta, assieme a Cochi e Renato, Felice Andreasi e Lino Toffolo. Il suo successo come autore, cantante e interprete diventa sempre più importante e inizia così la vera attività artistica, che lo impegna in concerti e tournée internazionali, fra cui una con Mina.

Alla fine degli Anni Sessanta Lauzi conosce e diventa amico di Lucio Battisti, che gli propone di entrare nella sua casa discografica, la Numero Uno: inizia così una proficua collaborazione col duo Battisti-Mogol, che Bruno suggellerà portando al successo, come interprete, pezzi storici come "E penso a te", "L'aquila" e "Amore caro, amore bello". Con quest'ultimo raggiunge il primo posto in hit parade. Vince vari premi della critica con canzoni cantate da lui o scritte per altri ("Lo straniero" per George Moustaki, "Quanto t'amo" per Johnnny Holliday, "L'appuntamento" per Ornella Vanoni, "Piccolo uomo" per Mia Martini) e incontra artisti internazionali come Vinicius De Moraes, Toquinho, Petula Clark, Dionne Warwick, Tony Bennet, Peter Ustinov, Gabriel Garcia Marquez, Serge Reggiani.

Scrive canzoni per bambini e inizia a collaborare praticamente con tutti gli artisti nazionali, tenendo a battesimo cantautori allora sconosciuti come Edoardo Bennato e Roberto Vecchioni (che gliene saranno sempre grati) o i Gatti di Vicolo Miracoli. Collabora con i fratelli La Bionda (per un periodo loro furono suoi chitarristi nei concerti dal vivo), è il primo a ospitare in televisione Claudio Baglioni e, forse, l'unico - insieme a Mina - ad avere Battisti in un suo ''special'' televisivo.

Sempre in quel periodo nasce una sincera simpatia personale con il suo avvocato di allora, un certo Paolo Conte, che gli fa ascoltare su un vecchio mangiacassette un brano ("Onda su onda") di cui subito Bruno s'innamora, portandolo al successo. Sarà poi la volta di canzoni come "Genova per noi" e "Bartali", tanto che lo stesso Conte ebbe a definirlo ''grande ambasciatore della mia musica''. Incide "Angeli" con Lucio Dalla, "Naviganti" con Ivano Fossati, "Maria dei parafulmini" con Ron e il proprio figlio Maurizio, fino a ospitare Paolo Conte al vibrafono nel proprio disco Back to jazz.

Vince il premio della critica nel 1989 al Festival di Sanremo con il brano "Almeno tu nell'universo", scritto con Maurizio Fabrizio. È anche autore di poesie e pubblica due titoli: I mari interni e Riapprodi, riuniti poi con il titolo Versi facili per le Edizioni Marittime dello stesso Lauzi. Nel tempo libero si occupa di politica, giornalismo, gastronomia e coltiva un'antica passione, quella di cercatore di funghi.

Nel 1999-2000, con le prime serie manifestazioni del morbo di Parkinson, la vita di Bruno Lauzi subisce un'improvvisa accelerazione: l'artista moltiplica le iniziative e decide di diventare discografico ed editore di se stesso. Fonda una casa di produzione che chiama significativamente Pincopallo e insieme a Maurizio Fabrizio pubblica per tale etichetta uno degli album più significativi della sua carriera, Il dorso della balena.

Seguiranno una nuova serie di dischi che ne testimoniano la vitalità dirompente e un secondo volume di poesie, Esercizi di sguardo, che si impone all'attenzione di alcuni critici e di qualche poeta (Nico Orengo, Giuseppe Conte, Elena Bono), ma soprattutto commuove il grosso pubblico. Una delle liriche, dedicata allo sfarfallio della mano colpita dal morbo di Parkinson ("La Mano"), diventa un gadget per la raccolta di fondi a favore della ricerca scientifica su questa malattia.

Gira il cortometraggio Ora dicono fosse un poeta, presentato da Felice Andreasi, che vince alcuni premi della critica. Scrive un musical con Gianfranco Reverberi, Una volta nella vita e, rinfrancato dal giudizio positivo di esperti del settore (Garinei si complimenta con lui dicendogli che nella sua lunga carriera non ha mai letto testi di maggior valore), scrive una nuova commedia musical con Pippo Caruso, Donna Flor. Diventa testimonial dell'AIP (Associazione Italiana Parkinson). Il suo ''non-romanzo'' dal titolo Il caso del pompelmo levigato è pubblicato nel corso del 2005 nei Tascabili Bompiani. Negli ultimi tempi Lauzi lavora all'uscita di un album intitolato Ciocco Latino, contenente alcuni brani inediti.


Si è spento a Peschiera Borromeo il 24 ottobre 2006.

 

 

postato da: frankobrain alle ore 14:49 | link | commenti (1)
categorie: musica, pop , sanremo
domenica, 22 febbraio 2009

59simo Festival di Sanremo - La finale

 

Il vocione di Maria De Filippi aggiunge qualcosa alla manifestazione? No, tutt'altro. Eppure ecco qui la moglie di Costanzo a rinfoltire la truppa di "V.I.P." che si sono succeduti su questa passerella con nessun altro compito che quello di spiccicare due parole.



Highlight di questa quinta e ultima serata: l'intervista ad Annie Lennox, non per la prima volta sul palco di Sanremo. La Lennox sostiene tra l'altro Amnesty International e Greenpeace. Ottimi questi inserti "sociali" voluti da Bonolis e, come da aspettativa, toccante la ballata dell'ex voce degli Eurythmics.

Già ieri le canzoni in gara sono sembrate belle e facilmente memorizzabili (al contrario di quanto accaduto al loro scalcagnato debutto), ma nessuna di esse possiede lo schietto charme di "Sincerità", che introduce la serata. Brava Arisa! Ma già fin d'ora ti tocca cercarti un vero e proprio repertorio. Quali altre canzoni canterai? Siamo tutti curiosi.

David Gandy è il modello della serata, per la gioia di ragazze e signore. "Gagliardo e tosto", per dirla alla Bonolis. Certo però che l'inglese parlato dal conduttore è proprio terribile... e Paolo non lo fa certo per finta: lui è veramente così maccheronico! ("In time of caresty...")

Ania, la vincitrice del premio Sanremo Web, si esibisce mentre aspettiamo di conoscere i nomi dei tre artisti che passeranno al prossimo - e decisivo - turno.
Di tutte le canzoni a noi è piaciuta maggiormente quella di Marco Masini ("è un paese l’Italia / che resta tra i pali / come Zoff"). A conti fatti, ha il testo più "vero". Esprime la rabbia di molti italiani e, nel contempo, è una dichiarazione d'amore al nostro Paese.
Come alternativa ci sarebbe Patty Pravo, per via della raffinatezza (atmosfera à la Kate Bush, anche se la voce è diversa diversissima).

Marco Carta, Povia e Sal Davinci sono coloro che vanno alla manche finale. Povia, dopo l'esibizione, mostra un ennesimo cartello: "Ci prendiamo troppo sul serio!" Forse ha ragione...





In quanto a modernità (parlo della musica, ma anche della struttura del testo), dovrebbe vincere Povia, chiaro. Ma ovviamente faranno vincere Carta o Sal Davinci.

Viene decretato il vincitore:



Come volevasi dimostrare. Bravi comunque.

postato da: frankobrain alle ore 00:11 | link | commenti (2)
categorie: musica, pop , sanremo
sabato, 21 febbraio 2009

59simo Festival di Sanremo - quarta serata

Autogoal di Povia



E' stata la volta dei duetti dei Big e Povia ha sprecato tutto con una mostra di quadretti volanti (che peraltro non si sono visti bene) e il banale cartello "Serenità è meglio che felicità". Asserzione tra l'altro reazionaria, in un periodo di ronde notturne.



Alla "serenità" provocatorio-compromissoria di Povia preferiamo la "Sincerità" di Arisa, vincitrice della Categoria Nuove Proposte. A volte le favole accadono e i brutti anatroccoli si impongono sui presunti cigni.



Bonolis si è nuovamente dimostrato un eccellente intrattenitore e ha spesso dovuto improvvisare a fronte di una scaletta non proprio perfetta.

Eliminati tra i Big: Dolcenera e i Gemelli Diversi. Ingiustamente! I brani di Albano e Sal Davinci (soprattutto il primo) non dicono niente di più o di meglio, così come non vedo cosa ci sia di tanto speciale ne "La forza mia", che Carta (mi perdonino i suoi fans) ha cantato insieme ai Tazenda. Comunque, queste sono le regole e ormai il dado è tratto. Dolcenera e i Gemelli Diversi venderanno sicuramente molti dischi: che ciò sia loro di consolazione!



Rivelazione della serata: Ivan Olita, di padre russo e madre italiana. Simpatico, sveglio e furbo (ha capito che in fondo non ci vuole molto per fare bella figura sul palco dell'Ariston). Io gli affiderei fin da subito la conduzione di Sanremo 2010, così svecchiamo un po'. 

postato da: frankobrain alle ore 11:55 | link | commenti
categorie: musica, soul, rock, pop , classica, sanremo
venerdì, 20 febbraio 2009

59simo Festival di Sanremo - terza serata

La rock band attorno a Zucchero Fornaciari (con Battaglia, Vandelli e Zanotti, tutti vestiti con giacche à la Sgt. Pepper) e l'esibizione al piano dell'86enne Maestro Luttazzi sono stati i due momenti più brillanti in una serata che, magnanimamente, definiremo "di transizione". Di transizione in tutti i sensi. Nemmeno l'intervista a Kevin Spacey è riuscita... Carino il reggae di The Easy Stars (dall'album Dub Side of the Moon).

 Arisa Rosalba Pippa, 26 anni: la sua canzone è tra le più orecchiabili

Alla fine, ma proprio alla fine, ripescati dal televoto Albano e Sal Davinci, i due vocioni meridionali. Fuori Iva Zanicchi, Tricarico, Nicky Nicolai e Afterhours.

postato da: frankobrain alle ore 08:02 | link | commenti (1)
categorie: musica, soul, rock, reggae, pop , sanremo
giovedì, 19 febbraio 2009

59simo Festival di Sanremo - seconda serata

Puntata meno carica di tensione e perciò ci si è divertiti maggiormente, con il clou rappresentato dall'omaggio della P.F.M. a Fabrizio De Andrè e dalla lettera dello scrittore Paolo Giordano (La solitudine dei numeri primi) letta da Alessandro Haber.

 La Premiata Forneria Marconi

La conduzione di Bonolis è stata addirittura scintillante. Splendida e anche simpaticissima Eleonora Abbagnato, palermitana, premiere danceuse dell'Opera di Parigi.

Ma veniamo alla gara: n
ella Categoria Big, molto meno smagliature di ieri (tranne Patty Pravo, che dà l'impressione di non essere intonata; ma forse dipende dallo sgangherato arrangiamento orchestrale), e nella nostra classifica, stilata ieri, dobbiamo fare qualche correzione: un punto in più ai Gemelli Diversi, Povia, Marco Carta, Sal Davinci e al trio Pupo-Belli-'N Dour; uno in meno a Patty Pravo, Renga e Niki Nikolai & Stefano Di Battista.

La giuria demoscopica boccia Albano, Sal Davinci e Niki Nikolai & Stefano Di Battista.


DolceNera 6
Leali 6
Tricarico 2
(allo spareggio)
Carta 5
Patty Pravo 3
Masini 7
Renga 4
Pupo & Co. 6
Gemelli 4
Albano 3
(allo spareggio)
Afterhours 2 (allo spareggio)
Iva Zanicchi 3 (allo spareggio)
Niki Nikolai & Stefano Di Battista 3 (allo spareggio)
Povia 8
Sal Davinci 6
(allo spareggio)
Alexia & Mario Lavezzi 6

La Categoria Nuove Proposte oggi ha deluso. Fino alla fine, nessuna segnalazione positiva; nemmeno la 62enne Iskra. Sarà anche perché l'orchestra, troppo bombastica, ha spesso coperto la voce delle interpreti. Ma è proprio da questo gruppo "in margine" che è uscita la canzone che finora ci ha convinto maggiormente, in assoluto: “Sincerità“, cantata (a notte fonda!) da Arisa. Melodia e parole accattivanti e accompagnamento strumentale non troppo invadente. Voto: 9.


Categoria Nuove Proposte:

 (ieri:)
Malika Ayane 6
Irene Fornaciari 7
Simona Molinari 8
Filippo Perbellini 4

 (oggi:)
Silvia Aprile 6
Chiara Canzian 4
Karima 5
Iskra  5
Barbara Gilbo 3
Arisa 9

postato da: frankobrain alle ore 01:04 | link | commenti (1)
categorie: musica, pop , sanremo
mercoledì, 18 febbraio 2009

'Luca era gay' - il testo

Fu vero scandalo o bufera mediatica studiata a tavolino? Fatto sta che, ante Festival, Povia, parlando dai microfoni del TG2, ha definito i giornalisti "pennivendoli al servizio del potere" per averlo etichettato come avverso all'omosessualità.

Finalmente arriva la sua attesa esibizione. Mentre canta, lui mostra il cartello "Nessun uomo in fondo sa come è fatto un altro". Terminato il numero, c'è qualche rimostranza da parte di Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay, ma Bonolis si mette a difendere il cantante a spada tratta.

A me la musica di "Luca era gay" non è dispiaciuta. Riguardo al testo, ognuno deve farsene un'idea da sé. Sembra proprio che Povia faccia risalire l'omosessualità a problemi familiari, ma d'altra parte si può anche considerare la storia da lui narrata come un caso particolare ("è una storia sentita sul treno"; boh!). Ecco comunque il testo integrale, e... honni soit qui mal y pense:



 

LUCA ERA GAY

INTRO:
Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo

1 STROFA:
Luca dice:
prima di raccontare il mio cambiamento sessuale
volevo chiarire che se credo in Dio
non mi riconosco nel pensiero dell’uomo
che su questo argomento è diviso,
non sono andato da psicologi psichiatri preti o scienziati
sono andato nel mio passato
ho scavato e ho capito tante cose di me
mia madre mi ha voluto troppo bene
un bene diventato ossessione
piena delle sue convinzioni
ed io non respiravo per le sue attenzioni
mio padre non prendeva decisioni
ed io non ci riuscivo mai a parlare

stava fuori tutto il giorno per lavoro
io avevo l’impressione che non fosse troppo vero
mamma infatti chiese la separazione
avevo 12 anni non capivo bene
mio padre disse è la giusta soluzione
e dopo poco tempo cominciò a bere
mamma mi parlava sempre male di papà
mi diceva non sposarti mai per carità
delle mie amiche era gelosa morbosa
e la mia identità era sempre più confusa

RITORNELLO:
Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo

2 STROFA:
sono un altro uomo ma in quel momento cercavo risposte
mi vergognavo e le cercavo di nascosto
c’era chi mi diceva “è naturale”
io studiavo Freud non la pensava uguale
poi arrivò la maturità ma non sapevo che cos’era la felicità
un uomo grande mi fece tremare il cuore
ed è li che ho scoperto di essere omosessuale
con lui nessuna inibizione
il corteggiamento c’era e io credevo fosse amore
sì con lui riuscivo ad essere me stesso
poi sembrava una gara a chi faceva meglio il sesso
e mi sentivo un colpevole
prima o poi lo prendono
ma se spariscono le prove poi lo assolvono
cercavo negli uomini chi era mio padre
andavo con gli uomini per non tradire mia madre

2° RITORNELLO:
Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo

SPECIAL:
Luca dice per 4 anni sono stato con un uomo
tra amore e inganni spesso ci tradivamo
cercavo ancora la mia verità
quell’amore grande per l’eternità
poi ad una festa fra tanta gente
ho conosciuto lei che non c’entrava niente
lei mi ascoltava lei mi spogliava lei mi capiva
ricordo solo che il giorno dopo mi mancava
questa è la mia storia solo la mia storia
nessuna malattia nessuna guarigione
caro papà ti ho perdonato
anche se qua non sei più tornato
mamma ti penso spesso ti voglio bene
e a volte ho ancora il tuo riflesso
ma adesso sono padre e sono innamorato
dell’unica donna che io abbia mai amato

RITORNELLO FINALE:
Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo

postato da: frankobrain alle ore 10:22 | link | commenti
categorie: musica, pop , sanremo

59simo Festival di Sanremo - prima serata

Le Nuove Proposte molto meglio dei Big!

Il palloncino si è immediatamente sgonfiato. Prima serata alquanto penosa, troppe banalità, con pochissimi brani senza infamia e senza lode e un'infinità di stonature. Unica highlight: il solito Roberto Benigni. Oltre che la patonza e Berlusconi, Benigni inserisce nel suo show Oscar Wilde. Stupendo. 


 
Bonolis è un bravo presentatore e tiene insieme l'intero meccanismo con collaudata efficacia; da dimenticare le sue "spalle" o valletti che dir si voglia, sia quello maschile che quella femminile (quest'ultima evidentemente stupida). Fa tutto lui, il Paolo nazionale.

Bello l'incipit con la bambina che studia musica, poi il video di Mina (spot autopubblicitario) e quindi parte la competizione, che ha tante, troppe ombre.

A Bonolis si devono muovere pesanti rimproveri nel suo ruolo come direttore artistico: ha fatto delle scelte davvero discutibili. Un altro appunto verso la sua persona è che, con il mestiere che fa (e con i soldi che prende), non ha ancora imparato l'inglese.

Ha stonato pure l'ospite straniero che avrebbe dovuto fare "bum!", ovvero la cantante Katy Perry con la sua canzoncina pop, che era già pop al tempo dei Queen e che ora è stata definitivamente resa insulsa. Incredibile ma vero: a questa Perry qui hanno pure dato un Grammy... Ciò per far capire a che punto è arrivata la cosiddetta cultura musicale non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

"Che c'ha la febbre alta, Ketiperri?" chiede Bonolis
"I got a couple of shots at my butt" risponde lei
"Hhhhhhhhhhhh" traduce la Fernando.



Niente da fare: davvero una serata disastrosa.
Ecco comunque i nostri voti ai cantanti, Categoria Big:

DolceNera 6
Leali 6
Tricarico 2
Carta 4
Patty Pravo 4
Masini 7
Renga 5
Pupo & Co. 5
Gemelli 3
Albano 3
Afterhours 2
Iva Zanicchi 3
Niki Nicolai & Stefano Di Battista 4
Povia 7
Sal Davinci 5
Alexia & Mario Lavezzi 6


Categoria Nuove Proposte:

Malika Ayane 6
Irene Fornaciari 7
Simona Molinari 8
Filippo Perbellini 4

 

Ed ecco il verdetto della giuria demoscopica: Afterhours, Tricarico e Iva Zanicchi rimangono fuori. Lo aveva preannunciato la Gialappa's, ma d'altronde questi sono i tre Big che anche da noi hanno ricevuto il voto più basso. C'è ancora il ripescaggio, ma io la vedo brutta - anche per Ivona.


Torna a prendere questa mano, zingara! Iva Zanicchi non convince nessuno con la sua canzoncina da balera a luci rosse... anzi rosè

Buona notte e a domani!

postato da: frankobrain alle ore 01:25 | link | commenti
categorie: musica, sanremo