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sabato, 10 maggio 2008

Le sette vite di Steve Winwood

Il musicista bianco dalla voce nera compie 60 anni

 Già 14enne Steve entrò a far parte dello Spencer Davis Group e li lanciò sull'onda del successo prestando la sua voce particolare, dal 1963 al '67, a hits come "Keep On Running", "Gimme Some Loving" e "I'm A Man".

Dopo questo periodo arrivarono altri anni gloriosi, anni ormai scritti a caratteri d'oro negli annali del rock: fu l'era dei Traffic (che Winwood fondò insieme a Chris Wood, Jim Capaldi e Dave Mason) e dei Blind Faith (formati con Eric Clapton, Ginger Baker e Ric Grech dei Family). Già a quel tempo Steve Winwood era noto come "il Mozart della musica pop", definizione coniata dal New York Times per sottolineare la bellezza e l'intelligenza delle sue canzoni.

Dopodiché Winwood decise di iniziare la carriera solista. All'album di debutto Steve Winwood (1977) seguirono Arc Of A Diver (1980), Talking Back To The Night (1982)... fino all'ultimo disco dal titolo assai significativo: Nine Lives (2008).

60 anni è una bella età anche per un artista navigato come Steve Winwood, ma possiamo essere certi che non è stato ancora scritto - ovviamente in musica - l'ultimo capitolo della vita di questo simpatico pur se taciturno inglese. 





postato da: frankobrain alle ore 16:01 | link | commenti (2)
categorie: musica, rock, blues, pop , jazz, progressive
martedì, 15 aprile 2008

Addio a Marisa Sannia

Era il tempo della tivù in bianco-e-nero quando lei ci fece innamorare cantando "Casa bianca", un brano di Don Backy. "Casa bianca", che in quel Festival di Sanremo del 1968 fu interpretata anche da Ornella Vanoni, arrivò al secondo posto.

 Aveva una voce assolutamente unica e bellissima, un viso incantevole o - come si dice - "acqua e sapone" - e un fisico longilineo (Marisa giocava a pallacanestro in una squadra femminile di Cagliari). Nel "libro degli ospiti" del sito della cantante si può leggere una testimonianza di Sergio Endrigo:

<<Verso la fine del '67 chiedemmo a Marisa se aveva voglia di andare a Sanremo. Lei rispose che assolutamente non ci voleva andare. E così io andai a Cuba e Bacalov in Argentina. Quando tornammo, ci fu una sorpresa: Marisa andava a Sanremo con "Casa bianca". A me e a Bacalov la cosa non dispiaque affatto anche se la canzone era di Don Backy.
Ma un dirigente della Fonit-Cetra (non ricordo il nome) disse che per fare i produttori era necessario scivere le canzoni per l'artista. Era la Fonit-Cetra... E così chiudemmo il rapporto di lavoro con Marisa, ma io e lei diventammo amici.
Era il 1968, io vinsi a Sanremo con "Canzone per te" insieme a Roberto Carlos e Marisa arrivò seconda con la Vanoni.
Quando poi Marisa passò alla CGD, nel suo primo LP cantò delle mie canzoni del passato, compresa "Mani bucate" che cantò anche nel 2001 quando il premio Tenco mi fece un grande omaggio alla carriera. Lei cantò insieme a Paoli, Lauzi, Jannacci, Tosca, Cammariere, Caposela e altri.
Quando ero il produttore di Marisa, dal '66 al '67, un settimanale scandalistico pubblicò alcune foto mie e di Marisa dicendo che l'allieva era innamorata del maestro... Ma la settimana dopo Stop smentì la storia e tutto finì li.
Da poco è uscito il suo nuovo disco Nanas e Janas, è veramente bello.>>

L'ultimo suo lavoro (di prossima uscita) è Rosa de papel, recital-concerto dedicato alla vita e alla poesia di Federico Garcia Lorca, cui ha dedicato gli ultimi anni e presentato l'estate scorsa a Roma.


Una lunga carriera in breve

Marisa Sannia nasce a Iglesias (Cagliari) il 15 febbraio 1947. Ancora oggi è una delle cantanti più collezionate e ricercate. La personalità complessa ed i molteplici interessi sono testimoniati dall'attività agonistica (ancora giovanissima) nella squadra del Cus Cagliari, dove si mise in luce per le spiccate doti atletiche, doti che le permisero di diventare una delle migliori cestiste di quegli anni e di approdare alla nazionale maggiore.

Esordì nel mondo della musica leggera nei primi anni '60 insieme a I Principi, un gruppo di Cagliari con il quale si esibiva prima di intraprendere la carriera solista. L’occasione le fu offerta dalla partecipazione ad un concorso di voci nuove, nel 1965 ad Iglesias, dove si classificò seconda con il brano di Adamo “Perduto amore”. La svolta decisiva per Marisa Sannia fu un concorso indetto dalla Fonit Cetra, che le permise di ottenere un contratto con la casa discografica torinese di ben quattro anni. Sergio Endrigo e Luis Enriquez Bacalov ascoltando la voce della giovane interprete durante un'audizione, decisero di diventarne i produttori: il primo 45 giri fu “Tutto o niente” (il retro “Dai” fu composto da Bruno Canfora). Il debutto televisivo avvenne in occasione della trasmissione Scala reale nell'ottobre del 1966, dove la Sannia ottenne giudizi favorevoli sia dalla critica che dal pubblico. Seguirono altri successi come “Una cartolina”, ”Sono innamorata (ma non tanto)” e “Sarai fiero di me”, brano che ottenne il premio della critica discografica e che conquistò il terzo posto nella “sezione giovani” al Festivalbar del '67.

La televisione contribuì ben presto alla sua popolarità. Nel 1967 partecipò al programma condotto da Pippo Baudo Settevoci, dove vinse per sette puntate di seguito: il pubblico apprezzò oltre che la bella voce e la garbata espressività, anche la semplicità e il suo viso “pulito”. La consacrazione definitiva arrivò nel con il secondo posto del Festival di Sanremo raggiunto insieme a Ornella Vanoni con “Casa bianca”, il cui testo simboleggia le ambivalenze squisitamente adolescenziali, tra la paura/bisogno di crescere e il timore di abbandonare la sicurezza dell'infanzia. Il brano fu inciso anche dallo stesso autore - Don Backy - e, in francese, da Dalida, ma l'interpretazione della Sannia risultò la più apprezzata dal pubblico.

Le oltre 500mila copie vendute furono la conferma del grande riscontro ottenuto, sull'onda del quale la Fonit Cetra emise, nell'estate seguente, il suo primo 33 giri che, oltre a canzoni già precedentemente edite su disco singolo, conteneva diversi brani incisi per l'occasione. La crescente popolarità aprì a Marisa Sannia le porte del cinema, come spesso avveniva per i cantanti più celebri del momento. Girò da co-protagonista il film Stasera mi butto insieme a Giancarlo Giannini. Sul finire dell'anno incise “Io ti sento”, un brioso brano di Armando Trovajoli, colonna sonora della commedia di Dino Risi Straziami ma di baci saziami.

Il ‘68 si concluse con la partecipazione a due importanti manifestazioni: Il Festival internazionale di musica leggera di Venezia con il brano “Non è questo l'addio” e Canzonissima, dove Marisa Sannia, con “Una donna sola”, entrò nella rosa dei dodici semifinalisti. All'inizio del 1969 la cantante firmò un nuovo contratto discografico con la Cgd. Alla manifestazione Una canzone per l'Europa a Lugano, dove la Sannia rappresentava l'Italia, viene presentata “La compagnia”, di Mogol e Carlo Donida, che piacque anche a Lucio Battisti che successivamente la inserirà in un suo album  (e che di recente è stata riproposta da Vasco Rossi).

Nello stesso periodo Marisa Sannia canta Sergio Endrigo e le sue canzoni e la finale di Canzonissima, dove presentò "La primavera", composta da Don Backy. Tra gli altri brani del 1969: “Una lacrima” - che riscosse un ottimo riscontro commerciale - e “La finestra Illuminata”, semifinalista della Canzonissima del '69-'70.

Al Festival di Sanremo tornò nel 1970 (in coppia con Gianni Nazzaro), nel 1971 (con Donatello) e l'ultima volta nel 1984 con "Amore, amore".

In seguito si affidò ancora una volta al duo Endrigo-Bacalov che composero per lei "La mia terra", quindi la partecipazione al 33 giri L'arca, raccolta di brani per bambini scritti da Vinicius De Moraes e, nel 1973, la pubblicazione di Marisa nel paese delle meraviglie, un disco con canzoni tratte dai film di Walt Disney. In questo stesso periodo la casa discografica Emi pubblicò il 45 giri "Un aquilone", il cui retro "Il mio mondo, il mio giardino" porta la firma di Francesco De Gregori, Amedeo Minghi e Edoardo De Angelis.

Dopo la musica e il cinema, Marisa Sannia intraprese un'altra esperienza artistica: il teatro. Il debutto avvenne nel 1973 con l'interpretazione di Giovanna D'Arco nel musical di Tony Cucchiara Caino e Abele, cui fece seguito Storie di periferia del 1975, sempre con la compagnia di Cucchiara e, nel 1995, Le memorie di Adriano, testo tratto da un racconto di Margherite Youcenar, insieme a Giorgio Albertazzi per la regia di Maurizio Scaparro.

 Nel 1976 il debutto come cantautrice con l'album La pasta scotta mentre gli anni '80 si aprono con una piccola apparizione nello sceneggiato televisivo George Sand diretto da Giorgio Albertazzi, cui segue una partecipazione al film di Pupi Avati Aiutami a sognare con Mariangela Melato e Antony Franciosa.
 
L'amore per la poesia e la riscoperta delle radici linguistiche sarde la portano agli inizi degli anni Novanta ad accostarsi ad alcuni poeti sardi come Antioco Casula, Francesco Masala e Antonio Canu, sui testi dei quali elabora e compone melodie che danno vita a Sa oghe de su entu e de su mare ("La voce del vento e del mare", 1993), Melagranada (1997) e Nanas e Janas (2003).

Nell'ottobre del 2001 partecipa al tributo a Sergio Endrigo nell'ambito del Premio Tenco, dove accompagnata da due musicisti e dalla sua chitarra interpreta i brani "Mani bucate" e "Melagranada ruja". Negli ultimi anni Marisa Sannia ha dedicato il suo tempo allo studio di Federico Garcia Lorca, lasciando in eredità un lavoro di canzoni originali cantate in spagnolo che saranno pubblicate in Rosa de papel, un album postumo (curato graficamente dalla stessa cantante), che costituirà il suo testamento artistico e che ha anche avuto un'anteprima la scorsa estate al Malborghetto Roma Festival

Vai al sito di Marisa Sannia

postato da: frankobrain alle ore 18:07 | link | commenti
categorie: musica, folk, pop
lunedì, 07 aprile 2008

Niente rottura per gli U2

u2-19637.jpgI fan degli ‘U2′ possono stare tranquilli. La notizia riportata una settimana fa circa la fine della carriera della band era un Pesce d'Aprile ideato dal sito RockIsland. E' tutto il contrario invece: sembra infatti destinata a durare ancora a lungo l’esperienza musicale di Bono e compagni, visto che il gruppo ha firmato pochi giorni fa un contratto di 12 anni con la ‘Live Nation’, società che si è accaparrata la gestione del merchandising, i diritti per la distribuzione digitale e quelli relativi al brand "U2". Non è trapelato il compenso arrivato alla band, ma basti pensare che Madonna, con un contratto simile, lo scorso anno ha guadagnato 120 milioni di dollari… 

postato da: frankobrain alle ore 23:10 | link | commenti
categorie: musica, elettronica, rock, pop , hip hop
martedì, 01 aprile 2008

Gli U2 si sciolgono

 E’ ufficiale: dopo una carriera durata quasi trent’anni gli U2 hanno deciso di interrompere il loro cammino insieme. Con un comunicato il leader, Bono Vox, ha sancito la fine di una delle band più importanti e famose del mondo. Dietro alla rottura ci sarebbero dei problemi tra lui e il resto del gruppo, causati dagli impegni extramusicali del frontman che rubano tempo all’attività del gruppo. Non sembra esserci spazio per ricuciture, viste anche le indiscrezioni che vorrebbero Bono in procinto di iniziare una propria carriera solista. Del tutto inaspettata arriva la fine di una band che ha contribuito, con la propria musica, a connotare il mondo del rock dagli anni ‘80 ad oggi.

SITO degli U2

LEGGI IL COMUNICATO DELLA BAND

Gli U2 - La storia

 Gli U2 nascono nel 1976 a Dublino, quando Larry Mullen Jr. (drums), Adam Clayton (basso), "The Edge" (chitarre) e "Bono" (voce) erano ancora studenti alla Mount Tempie School di Dublino. La prima rampa verso il successo fu costituita dall'EP con 3 brani dal titolo U2 Three (CBS, 1979).
Durante i primi anni '80 il quartetto si costruì molto velocemente un seguito di fans grazie a numerose esibizioni live e dischi molto riusciti. I primi 3 album sono: Boy, pubblicato nell'ottobre del 1980 (singolo di punta: "I Will Follow"); October (ottobre 1981), con "Gloria", e War, (marzo 1983), che diede al gruppo il loro primo No. 1 della classifica UK grazie anche ai singoli "New Year's Day", "Two Hearts Beat as One", "Sunday Bloody Sunday".
Nel novembre del 1983 esce Under a Blood Red Sky, live album del concerto tenuto al Red Rocks Amphitheatre in Colorado. E' l'album della conferma negli USA; e, nel Regno Unito, un altro No. 1. Alla fine del 1983 i lettori di Rolling Stone decretano gli U2 "Gruppo dell'Anno". La band pubblica poi The Unforgettable Fire, che raggiunge direttamente il primo posto in classifica nel Regno Unito, e il single da esso tratto, "Pride (in the Name of Love)", stravende in tutto il mondo. 
Nel 1985 gli U2 sono in tour all'insegna del tutto esaurito, a New York (Madison Square Garden),  a Londra (Milton Keynes) e a Dublino (Croke Park). Nel Luglio del 1985 è la consacrazione sul palco del Live Aid.
Dal 1987 gli estimatori degli U2 crebbero a tal punto da catapultare la band nell'olimpo delle superstar di livello internazionale con l'uscita di The Joshua Tree.
Il seguito della loro produzione comprende:
Rattle and Hum (1988), Achtung Baby (1991), Zooropa (1993), Pop (1997), All That You Can’t Leave Behind (2000), How to Dismantle an Atomic Bomb (2004), The Joshua Tree 2007 (2007).

Uno dei segreti del loro successo consiste nel fatto che, a differenza di molti gruppi nati nello stesso periodo, gli U2 cambiarono il loro sound, spostandosi verso un pop-rock orientato alla dance con influenze dell'ultimo Bowie degli anni '70 e techno degli anni '90.

postato da: frankobrain alle ore 11:40 | link | commenti
categorie: musica, rock, pop
martedì, 25 marzo 2008

Morto il 'Quinto Beatle'

 Neil Aspinall, un amico intimo dei Beatles e capo dell'impero Apple, ha lasciato per sempre questo pianeta. Aveva 66 anni.

Aspinall frequentò il Liverpool Institute for Boys insieme a Paul McCartney e George Harrison. Poi lavorò come "roadie" per il quartetto, prima di diventare capo della Apple Corps. Era noto come the real Fifth Beatle ("il vero Quinto Beatle").  In una dichiarazione firmata da Paul McCartney e Ringo Starr, si legge che "era un grande uomo e amico". Anche Yoko Ono e Olivia Harrison (rispettivamente vedova di John Lennon e di George Harrison) hanno firmato la dichiarazione, in cui si attesta la sua umanità e le sue abilità imprenditoriali.

Come detto, Aspinall "crebbe" insieme ai Beatles. Divenne il loro "road manager", poi il loro assistente, finché nel 1968 non prese le redini della casa discografica Apple (secondo le sue stesse parole, "solo finché non trovano qualcun altro"). Si dimise dall'incarico soltanto l'anno scorso.

Neil Aspinall si è spento in un ospedale di New York dopo breve malattia. Lascia la moglie Suzy e cinque figli.

 

 

Il 'Quinto Beatle'? Un animale a sette teste

(piccola storia di un'ambita denominazione)

 

Sono stati definiti a turno "Quinto Beatle" Stuart Sutcliffe, per la sua forte personalità e perché da lui dipese l'idea del look poi caratteristico; Pete Best, licenziato dal gruppo di Liverpool a un passo dalla fama; il manager Brian Epstein (ma non certo per la sua relazione omosessuale con Lennon!); il produttore George Martin, forse con più ragione che negli altri casi, dato il suo fondamentale apporto musicale; Yoko Ono (in senso negativo), perché negli ultimi anni divenne presenza fissa nella vita di Lennon e, loro malgrado, degli altri tre; Billy Preston, grande tastierista che si aggiunse alla band per le registrazioni di Let It Be (uno dei pochissimi musicisti esterni, orchestrali esclusi, a suonare nei dischi dei Fab Four). Neil Aspinall, amico dei componenti della band e capo della Apple Corporation.  E, least but not last, George Best, l'asso del calcio.


Quinto Beatle / A

Stuart "Stu" Sutcliffe (nome completo: Stuart Fergusson Victor Sutcliffe, nato a Edimburgo, Scozia, il 23 giugno 1940; morto ad Amburgo, Germania, il 10 aprile 1962). Figlio di un marinaio scozzese stabilitosi a Liverpool dopo la guerra, "Stu" conobbe il coetaneo John Lennon alla scuola d'arte. Divenne il bassista dei Beatles e li accompagnò ad Amburgo, ma, quando il complesso nel 1961 tornò in Inghilterra, "Stu" Sutcliffe rimase nella città tedesca per proseguire gli studi artistici e soprattutto per amore di Astrid Kirchherr, la fotografa e stilista che inventò le pettinature del gruppo e con la quale si era fidanzato. Nel 1962, un aneurisma cerebrale fu fatale al giovane, che spirò tra le braccia di Astrid.
Stuart era, insieme a Paul McCartney, il "beau" del gruppo, ma covava anche aspirazioni da  intellettuale. Secondo alcuni, ebbe rapporti omosessuali con Lennon. Un suo quaderno venuto alla luce poco tempo fa contiene suoi testi di canzoni inedite e diverse annotazioni diaristiche. Secondo la sorella Pauline, "da molte cose" si arguisce che fu Lennon a provocare la morte di "Stu", colpendolo violentemente sulla testa durante una sciocca lite.


Quinto Beatle / B


Pete Best nacque il 24 novembre 1941 a Madras, India, come Randolph Peter Best. Quando si unì a John, Paul, George e "Stu" Sutcliffe, era ritenuto uno dei migliori batteristi (nonché musicisti) di Liverpool. I Beatles ottennero gran parte del loro successo iniziale grazie alla sua fama. Per ragioni rimaste tuttora oscure, fu licenziato da Lennon e McCartney (probabilmente sotto pressione di Brian Epstein) qualche settimana prima della messa sotto contratto da parte della Parlophone (agosto 1962) e il suo posto fu preso da Ringo Starr. Successivamente, pur non rimanendo mai del tutto fuori dalla scena musicale, Pete Best si impiegò in un ufficio pubblico a Liverpool, dove rimase fino alla pensione. Recentemente, dopo la pubblicazione, da parte dei Beatles superstiti, di alcuni brani inediti che lo vedevano alla batteria, pare che Pete sia stato gratificato di un assegno dell'ordine del milione di sterline... Un'inezia, comunque, rispetto alla montagna di quattrini che avrebbe guadagnato se fosse rimasto nella band.
E' stato presente al Beatles Day a Brescia di qualche anno fa.
Un vero e proprio "monumento al rimpianto" è il suo
sito ufficiale, dove lui, forse a ragione, si autodefinisce "the man who put the beat in Beatles".


Quinto Beatle / C


Brian Epstein (1934-1967), George Martin, Yoko Ono e Billy Preston non hanno certo bisogno di presentazioni, essendo noti a tutti gli appassionati di musica. Non ne avrebbe bisogno nemmeno l'altro Best, ovvero George, il celebre calciatore nordirlandese; ma è proprio a quest'ultimo che dedichiamo un appassionato epitaffio, in quanto fu molöto più che un asso del calcio. 

                     UN LEGGENDARIO NUMERO 7

Georgie Best George "Georgie" Best (Belfast, 22 maggio 1946 - Londra, 25 novembre 2005). Tra il 1963 e il 1975 giocò come attaccante del Manchester United indossando la maglia con il numero 7. Con i "Red Devils" disputò 466 partite ufficiali realizzando 178 reti. Per la nazionale del  Nordirlanda giocò 37 volte segnando 9 goal. La sua capacità di dribblare negli spazi più stretti, liberandosi dell'avversario con colpi di tacco e finte di corpo, cementò la sua fama di abile giocoliere. Pelè lo considerò "il migliore calciatore del mondo". Best fu, tra le altre cose, protagonista della finale della Coppa dei Campioni del '68, in cui il Manchester United si impose sul Benfica di Eusebio allo stadio di Wembley. In quell'anno fu anche capocannoniere del campionato inglese con 28 reti e vinse il titolo di migliore calciatore d'Europa. Nel 1970, in un match contro il Northampton valevole per la FA Cup e in cui i Red Devils trionfarono per 8-2, Best marcò ben sei reti.
"Georgie" fu il primo calciatore a divenire una vera e propria pop star; per il suo modo di vestirsi, di agire e di portare i capelli, fu soprannominato "il Quinto Beatle". Ma, dopo quel fantastico 1968, e dunque all'età di soli 22 anni, fu proprio la sua celebrità, insieme al suo stile di vita (alquanto sconsiderato per uno sportivo e non solo), a sancire l'inizio della fine. 
Nel 1975 i dirigenti del Manchester United lo costrinsero a lasciare il club a causa del suo comportamento indisciplinato (arrivava agli allenamenti quasi sempre sbronzo). La sua carriera terminò nel 1983, dopo aver giocato, oltre che a Manchester, per lo Stockport County, i Los Angeles Aztecs, Cork Celtic, Fulham, Fort Lauderdale Strikers, Hibernian, San Josè Earthquakes e Bournemouth.
Negli ultimi tempi faceva parlare di sé per via del suo alcolismo. Nel 2000 dovette sottomettersi a un trapianto di fegato e nel 2004 gli fu sequestrata la patente per guida in stato di ubriachezza. La sua morte, avvenuta dopo lunga agonia, fu causata da un "collasso generale di tutti gli organi interni".
Da decenni sembrava molto più vecchio della sua età effettiva;  poco prima di morire (a 59 anni) ammonì i i giovani: "Guardate come sono ridotto. Non diventate come me".

Best 
Molte le sue frasi celebri. Notando quanto fosse cambiato il mondo del calcio, asserì: "Quando giocavo io, lo facevo sempre col sorriso sul volto. Il calcio era un gioco. E dovrebbe esserlo ancora. Ma è invece diventata una faccenda troppo seria". Criticò i moderni "campioni", non risparmiando nemmeno il beniamino-della-Nazione David  Beckham: "Non sa calciare di sinistro, non sa colpire di testa, non riesce a togliere la palla all'avversario e non segna molti goal. Ma, a parte questo, è a posto". ("He cannot kick with his left foot, he cannot head a ball, he cannot tackle and he doesn't score many goals. Apart from that he's all right.")

George Best Ecco altre sue perle (e si tratta solo di una breve selezione!):


- "Nel 1969 rinunciai all'alcool e alle donne. Furono i venti minuti più terribili della mia vita." ("In 1969 I gave up women and alcohol. It was the worst 20 minutes of my life.")
- "Tutti dicono che ho dormito con sette Miss Mondo. Peccato deluderli: sono state solo tre."
- "Quando giocavo negli Stati Uniti, abitavo in una casa sul mare. Ma non ho mai fatto una nuotata: sul tragitto c'era un bar..."
- "Ho speso un sacco di soldi in alcool, donne e macchine veloci. Il resto l'ho sperperato." ("I spent a lot of money on booze, birds and fast cars. The rest I just squandered.")
- "Avrei potuto entrare nell'Anonima Alcolizzati. Il problema però è che io non posso restare anonimo."
postato da: frankobrain alle ore 23:10 | link | commenti (1)
categorie: musica, pop
venerdì, 21 marzo 2008

Portishead - "Machine Gun" (Video)

Nuovo video a presentazione del terzo, attesissimo album
Cliccare qui per guardarlo

Per le cose buone ci vuole tempo: i Portishead si sono concessi una pausa di ben dieci anni - pausa costellata da varie complicazioni - per portare a termine il loro terzo album che reca il titolo - appunto - Third. "Machine Gun" è il primo single tratto da quest'opera.
E' un pezzo che sorprende per l'aggressività della e-drum e per un'atmosfera oltremodo "da fine del mondo". Inoltre, andando controcorrente, il filmato fa bellamente a meno di effetti spettacolari.

I dieci anni trascorsi si sentono, eccome: l'unico elemento che in questa canzone risulta familiare ai fans è la voce di Beth Gibbons, la quale una volta di più riesce a metterci tutta l'anima. A fronte di tale track d'esempio, incomincia a esserci chiaro come mai il gruppo inglese fondato da Geoff Barrow ha impiegato così tanto tempo per registrare il seguito di quei due dischi (Dummy e Portishead) che a suo tempo indicarono a tanti artisti la strada da seguire.


                                            Portishead - Third
postato da: frankobrain alle ore 18:53 | link | commenti
categorie: musica, rock, pop , hip hop, progressive
sabato, 15 marzo 2008

Deep Purple in Italia a luglio

deeppurple_2.jpgSaranno cinque le date italiane del tour mondiale 2008 dei Deep Purple. La band inglese, arrivata al quarantesimo anno di carriera, si esibirà  il 12 luglio in Piazza Duomo a Pistoia e la sera successiva al Parco Certosa Reale di Collegno; il 15 e il 16 il gruppo di Ian Gillan suonerà  al Teatro Ventaglio di Milano mentre a chiudere il minitour italiano sarà  la data del 18 al Castello Scaligero di Villafranca.

 

I prezzi dei biglietti, disponibili sul circuito TicketOne, variano dai 34 agli 80 euro.

I Deep Purple furono fondati nel 1968 a Londra da Jon Lord (keyboards, piano) e Ritchie Blackmore.

Molti i componenti che hanno fatto parte di questa formazione. Non pochi di loro hanno lasciato (o sono stati gettati fuori dall'egocentrico Jon Lord, fino a quando questi annunciò di non voler più suonare hard rock), per poi magari tornare.

Jon Lord (il tastierista, nato il 9.6.1941). Dal 1968 al 2002. 
Ritchie Blackmore (chitarra, *14.4.45). 1968-75, 1984-93, 1995.
Ian Paice (percussioni, *29.6.48). 1968-76, 1984-oggi.
Ian Gillian (voce, *19.8.45). 1969-73,  1992-oggi.
Roger Glover (basso, *30.11.45). 1969-73,  1984-oggi.
Rod Evans (voce, *19.1.45). 1968-69.
Nick Simper (basso,  *3.11.46). 1968-69.
Glenn Hughes (basso, voce, *21.8.52). 1973.
David Coverdale (voce, *22.9.49).
Tommy Bolin (chitarra, *18.4.51).
Joe Lynn Turner (voce, *2.8.51).
Don Airey (tastiere, *21.6.48). Attuale componente.
Steve Morse (chitarra, *28.7.54). Attuale componente.
Joe Satriani
(voce, *15.7.56).

La formazione più recente (o una delle più recenti, per meglio dire):
Don Airey (tastiere), Ian Paice (percussioni), Roger Glover (basso), Ian Gillan (voce) e Steve Morse (chitarra).

Album consigliati:

 

 

postato da: frankobrain alle ore 12:21 | link | commenti
categorie: musica, rock, blues, pop , progressive
mercoledì, 12 marzo 2008

Sanremo duemilacotto

Eh sì, stavolta ci abbiamo messo molto a digerire la kermesse sanremese; tant'è vero che riusciamo a scriverne soltanto adesso.

Sanremo 2008 è stato il trionfo delle baggianate. Pippo Baudo, le due vallette ("una mora e una bionda": ancora!), la cosiddetta "giuria di qualità", molte delle stesse canzoni, il notaio stonato in collegamento satellitare... niente ci è realmente piaciuto. Uniche eccezioni: Piero Chiambretti e, tra gli ospiti, l'immensa Fiorella Mannoia.

Men che meno abbiamo però gradito il risultato finale. Far vincere un duo da musical  che presenta una canzone della Nannini che è copia di copie e regalare un secondo posto alla Tatangelo che canta una composizione del maritino è stato veramente un colpo sotto la cintola! Ci si chiede che tipo di pubblico segue e soprattutto sostiene (con il ditino sulla tastiera del cellulare) questo programma. Tricarico non è stato votato nemmeno tra i primi dieci ed Eugenio Bennato ha acciuffato a malapena il decimo posto. A parte ogni cosa, molto dubbio il fatto che, per l'ordine di esibizione della serata decisiva, proprio questi due artisti (tra i nostri preferiti in assoluto) siano stati "sorteggiati" rispettivamente come ultimo e penultimo. Strange. Very strange. 

Ad ogni modo, la votazione ci ha proprio buttati giù. Gradire un tipo di musica anziché un altro non è un fattore da prendere sottogamba. La musica non è solo "una questione di gusti", ma un atteggiamento verso la vita. Possibile che gli italiani siano davvero così indietro con l'educazione culturale, come suggerisce la graduatoria ufficiale di Sanremo 2008? Sad. Very sad. 

 

La classifica di Topolàin

  1) Tricarico: "Una vita tranquilla"

2) Eugenio Bennato: "Grande Sud"

3) Frankie hi-nrg mc: "Rivoluzione" 

4) Amedeo Minghi: "Cammina cammina"

4) (a pari merito): Sergio Cammariere: "L'amore non si spiega"

 

Nella categoria "Giovani" ci sono oltremodo piaciuti Frank Head e il duo vincitore, i Sonhora.

postato da: frankobrain alle ore 17:51 | link | commenti
categorie: musica, folk, soul, rock, blues, pop , jazz
domenica, 17 febbraio 2008

'Everybody Hurts'

R.E.M. - "Everybody Hurts"

When the day is long and the night, the night is yours alone,
When you're sure you've had enough of this life, well hang on.
Don't let yourself go, everybody cries and everybody hurts sometimes.

Sometimes everything is wrong. Now it's time to sing along.
When your day is night alone, (hold on, hold on)
If you feel like letting go, (hold on)
When you think you've had too much of this life, well hang on.

Everybody hurts. Take comfort in your friends.
Everybody hurts. Don't throw your hand. Oh, no. Don't throw your hand.
If you feel like you're alone, no, no, no, you are not alone

If you're on your own in this life, the days and nights are long,
When you think you've had too much of this life to hang on.

Well, everybody hurts sometimes,
Everybody cries. And everybody hurts sometimes.
And everybody hurts sometimes. So, hold on, hold on.
Hold on, hold on. Hold on, hold on. Hold on, hold on. (repeat & fade)
(Everybody hurts. You are not alone.)

                                      I R.E.M. : non-macho rock band

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categorie: musica, rock, pop
sabato, 02 febbraio 2008

Margini Sonori II

Audiorassegna per orecchie titaniche
noise, industrial, elettronica, ambient, body language, experimental

Margini Sonori II

Sul palco il 5 Febbraio 2008

Metzengerstein - noise ambientale

GentleJunk - experimental
http://gentlejunk.net/

ODRZ - ambient industrial
www.odrz.org

Al Barrio's Cafè - Via Barona ang. Via Boffalora - Milano
Inizio ore 22,00
Ingresso libero

Direzione artistica: ODRZ www.odrz.org

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categorie: musica, elettronica, pop