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lunedì, 27 aprile 2009

The Best from X-Factor 2009

The Bastard Sons of Dioniso  - Spirit in the Sky 




The Bastard Sons of Dioniso  - Contessa




Matteo - Il cielo




Matteo ed Elisa - The Power of Love

 




Jury - Drops of Jupiter




Noemi - Extraterrestre




Enrico - Impressioni di settembre




Ambra Marie - Call Me




Chiarastella - Wuthering Heights




Daniele - Think




postato da: frankobrain alle ore 00:07 | link | commenti
categorie: musica, video, soul, rock, funk, blues, pop , progressive, x factor, x-factor
martedì, 21 aprile 2009

La chiave del successo di 'X-Factor'

Aldo Grasso, American Idol, Amici di Maria De Filippi, Antonio Dipollina, Bruno Vespa, Daniele Magro

Record su iTunes per i ragazzi di X-Factor: occupano infatti 8 delle prime 10 posizioni (l'anno scorso furono 7 su 10). E molti giornalisti spiegano il perché questo talent show viene preferito da persone colte, mentre - in percentuale - le meno colte seguono Amici (e comprano i dischi del vincitore dell'anno scorso Marco Carta).

Elio e le storie tese, Festival di Sanremo, Francesco Facchinetti, Giusy Ferreri, Jury Magliolo, L'isola dei famosi, La Corrida, La fattoria, Le Iene, Magnolia, Mara Maionchi, Marco Carta, Marco Mangiarotti

Walter Siti (La Stampa): "Okèy allora, proviamo ad analizzare le ragioni di questo successo tra gli spettatori più acculturati. La prima ragione è certamente il livello dei cantanti e dei brani musicali; ci si trova di fronte a dei quasi-professionisti, anche perché qui non cantano solo ragazzini (uno dei finalisti è più anziano di uno dei giudici). I brani sono cover di pezzi «storici» del pop e rock e punk degli Anni 70-80 (dai Led Zeppelin ai Ramones) o anche brani rari dei cantautori italiani più difficili - roba che allora non passava in televisione; gli intellettuali quarantenni hanno la soddisfazione di ascoltare sulla Rai la musica che consideravano trasgressiva quand'erano giovani e i giovani vedono nel trentasettenne Morgan uno «che ci capisce» e può guidarli alle bellezze della musica. La seconda ragione è l'estrema sobrietà degli autori nel dosare gli elementi di reality: anche nella striscia quotidiana i concorrenti vengono spiati nelle prove e nei dubbi professionali, ma non si va a frugare nel loro privato (qui si dovrebbero formare le star e le star hanno bisogno di un po' di mistero); siccome il reality è ormai percepito come la quintessenza del trash, la sua assenza funziona come patente di nobiltà. Una terza ragione è la confezione accurata del programma: studio enorme e costosissimo, clip impeccabili sia tecnicamente che narrativamente; le coreografie internazionali e glamour di Luca Tomassini, fari come lame che tagliano il buio; un ritmo serrato e un presentatore che sembra un telepredicatore americano; abbastanza per soddisfare i bisogni cosmopoliti dello spettatore medio-colto, per dargli l'impressione di non essere alla Rai. Forse il segreto del successo di X Factor è proprio la sua disponibilità a esser letto con o senza virgolette; dal laureato standard o dall'impiegato del terziario, il programma viene ingenuamente goduto come approccio importante alla musica; le discussioni tra Morgan e la Maionchi vengono prese sul serio e fanno riflettere; tre giovanotti trentini con sonorità da coro di montagna possono essere considerati il massimo del rock duro e pericoloso."

Aldo Grasso (Corriere della Sera): "Con il genere dei talent show e con il trionfo di American Idol si sancisce qualcosa di nuovo. La tv riscrive le regole del gioco, come in passato ha fatto con lo sport, con la politica, con la serialità, con la divulgazione, con l'informazione, ecc. X Factor è un programma televisivo che appartiene alla grande famiglia dei reality (le nomination, la striscia quotidiana, la telecamera che spia le prove, le selezioni...) e si occupa di musica. Poi, certo, bisogna riconoscere che Simona Ventura è stata brava a "domare" Morgan (a far sì che il suo protagonismo non oscurasse i concorrenti), a trasformare Mara Maionchi in personaggio e a infonderci la certezza che X Factor fosse meglio di Amici."

Marco Mangiarotti (Qn): "Comunque vada sarà un successo. Non solo perché è il programma preferito dai laureati, come le famose cucine amate dagli italiani. E' cresciuto il format, sono arrivati gli ospiti star come nei serali di Raiuno. Migliorato lo spettacolo e l'equilibrio fra conduttore e giudici. X Factor è il nuovo gioco di società per chi ama la musica per adulti (e pensa che Amici sia roba da ragazzini, mamme e nonne). Se poi questa fetta di torta vale il 15 abbondante per cento, si può parlare di ascolti buoni per la rete ma sprattutto di un format che sfata un luogo comune: la musica non funziona in tv. E un altro ancora: che in un talent non si debba parlare troppo di musica sennò non è popolare. Bravi comunque tutti, Francesco, Simona, Mara, Morgan (quello che fa la differenza con chi ha laurea e dottorato), quelli di Magnolia."

Norma Rangeri (Il Manifesto): "Si è parlato di musica con un linguaggio divulgativo non banale, analizzando le esibizioni con competenza tecnica, sceneggiando divertenti battibecchi tra esperti, portando in gara giovani con qualche talento da vendere, dando un ruolo agli ospiti musicali. Il fattore X, alla fine individuato nell'impiegato quarantenne, Matteo Becucci, va esteso anche alla coppia Maionchi-Morgan, giudici-sponsor dei concorrenti, diventati a loro volta personaggi della ribalta televisiva, insieme al giovane conduttore Facchinetti."

Il poeta Giuseppe Conte per Il Giornale: "X Factor non l'avevo mai visto prima dell'ultima puntata. Non sapevo bene in che cosa consistesse, e non mi veniva voglia di saperlo. Ma se dicessi di essermi annoiato seguendo sul piccolo schermo la finale di domenica, allora mentirei. Non mi sono neppure entusiasmato, d'accordo, ma l'entusiasmo lo riservo ad altre esperienze. Mi ha preso il clima iniziale, sin dalla sigla. Mi è sembrato di entrare in un luogo sospeso che fosse a metà discoteca e a metà astronave da film di fantascienza. Di essere risucchiato in un videogioco, con danze scatenate e supereroi di plastica. Devo dire che ero rimasto a Francesco Facchinetti come Dj Francesco, seminudo, saltellante e tatuato sino all'esasperazione:e me lo ritrovo in smoking portato bene, persino con le bretelle rosse, che presenta lo spettacolo con freschezza, semplicità, naturalezza, in una lingua che non si vieta niente: citazioni scolastiche («ai posteri l'ardua sentenza»), inglese maccheronico (push the botton, o bottom? Insomma qualcosa del genere), dialetto lombardo (ocio!). In fondo, la metamorfosi di questo ragazzo dimostra che per fare i conduttori televisivi, cioè assumere il ruolo più ambito nella società italiana di oggi, bastano fortuna e umiltà. Capisco che molto del successo della trasmissione dipende dalla giuria che seleziona e giudica gli aspiranti cantanti, e mi soffermo con attenzione sulle figure dei componenti della giuria stessa. Che dire di Simona Ventura? Sottratta al ruolo di conduttrice, mi sembra sottotono, quest'ultima sera. Stanca, il trucco in disfacimento, persino un po' gonfia in viso. La sua preoccupazione maggiore è quella di ravvivarsi con una mano la pettinatura a onde, senza quella esibizione di energia allo stato puro, incurante di apparire signorile e femminile, che le ha tanto giovato nella sua ricchissima carriera. Mara Maionchi, di cui non ho fatto in tempo a capire le competenze, ha ripetuto spesso di essersi molto divertita nel corso del programma, e ha sottolineato il concetto con clamorose risate, sottolineate a loro volta da una clamorosa dentatura. Infine Morgan, Sir Morgan, il pirata Morgan. È lui il responsabile della colorazione culturale che la trasmissione prende. Morgan è un intellettuale, ma un intellettuale che non teme di crearsi un personaggio, quasi una maschera, riconoscibile dai vestiti stravaganti e vagamente byroniani, dai capelli abilissimamente spettinati, dalle pose ora romantiche ora pop, dall'eloquio che tende sempre verso la concettosità critica, che conosce pause, esitazioni, messe a fuoco. Ricordo anni fa di aver ricevuto un suo volume di poesie. Già allora il suo aspetto tendeva alla maschera e all'ambiguità. La foto in copertina era quella di un essere androgino con i capelli lunghi, il nome per me poteva benissimo essere femminile. Mi incuriosì. Fui quasi deluso quando seppi che era il cantante dei Bluvertigo, gruppo che naturalmente non conoscevo. Nei discorsi del giurato Morgan si sente che sa di letteratura e di musica. Si sente il timbro di chi è capace di rivalutare la tradizione con iniezioni di modernità. Di chi non esita a parlare di «profondità dell'anima». Riferendosi a una canzone celebre di Riccardo Cocciante, se ne esce con una espressione geniale: «Sembra antica tanto è bella». Mi delude solo quando giudica da crooner, cioè da cantante confidenziale, da nigth club, una canzone deliziosamente urlata come A chi di Fausto Leali, che ai suoi tempi lontani ricordo intonata da garzoni di fornaio in bicicletta di primo mattino per Milano, vero segno di una popolarità che nessun crooner ha mai raggiunto. I concorrenti aspiranti cantanti sono i protagonisti della parte musicale del programma. Non sta a me parlare delle canzoni. I personaggi però sono interessanti. Un ragazzo bresciano teneramente bruttino ma con l'aria vispa e sveglia, un tempo si sarebbe detto da benzinaro, oggi magari da laureato al Dams. Tre punkettoni trentini, un po' simpatici e un po' truculenti, dalle facce che sembrano uscite dal Signore degli anelli, inenarrabili quando appaiono vestiti da sera. E un giovane livornese, alla fine risultato il vincitore, sobrio padre di famiglia trentottenne dalla voce appassionata e potente."

Gianluigi Paragone (Libero): "Anche X Factor invecchierà, nel frattempo però teniamocelo stretto perché è un giocattolo divertente. Teniamoci stretti questi ragazzi. Scarichiamo, compriamo e duplichiamo i loro pezzi. Facciamoli girare in radio e se ci capita buttiamo la testa quando sappiamo di loro concerti. Li abbiamo adottati in tv, facciamoli ora crescere nelle nostre giornate, nei nostri momenti. Perché a questo serve la musica, a sottolineare dei momenti. Quando la musica sta appesa lì e nessuno se la prende vuol dire che è muta. E poi confrontiamo le nostre emozioni, anche quelle più banali. Io mi sono divertito a televotare, ho giocato con mia moglie, qualche collega e qualche amico. Non mi è piaciuto Matteo (bravo sì, ma mi sembra un Massimo Di Cataldo qualsiasi). Mi sono piaciuti i Bastards (se ve ne frega siete in una delle mie playlist), ascolterei ancora Noemi e Daniele. Infine ho tifato Jury. Peccato che sia finito? Certo che no, lunedì è finito il programma. Ora ricomincia a battere la musica. Altrove, cioè dappertutto."

Marco Molendini, Matteo Becucci, Milly Carlucci, Mirella Poggialini, Morgan, Noemi, Norma Rangeri, Quelli che il calcio e...

Beh, non bisogna necessariamente essere supercolti per preferire X-Factor: qui non si tratta di lauree, ma di cervello. Basta possederne una minima parte per rendersi conto delle enormi differenze tra il programma presentato da DJ Francesco e il semi-reality della DeFilippi. Se poi la concorrenza di X-Factor è rappresentata da La Fattoria anziché da Amici, la scelta riesce ancora più facile. Ma è praticamente sempre stato così: Mediaset per chi ha i pensieri "pigri"; la RAI per i meno deficienti.

Simona Ventura, The Bastard Sons of Dioniso, X Factor

postato da: frankobrain alle ore 16:19 | link | commenti (4)
categorie: musica, world, rock, funk, blues, reggae, pop , x factor, x-factor
lunedì, 16 febbraio 2009

X-Factor: esce Ambra Marie

Giustificata la rabbia di Simona Ventura: "Questo programma ha preso una piega che non mi piace. Invece di votare i cantanti, si votano i giudici". E, dopo un "Porco Giuda!" nei confronti di Morgan, decide clamorosamente di eliminare Ambra Marie.

 Dopo Elisa e Serena, esce dunque un'altra ragazza con un altissimo potenziale discografico. Ovviamente Daniele Magro è una forza a sé stante (rimane il mio favorito), ma se avessi dovuto fare io la scelta estrema avrei escluso lui. Ambra Marie avrebbe infatti le chances migliori per sfondare sul mercato: possiede non solo la voce e una immagine strabilianti, ma anche quella carica trasgressiva in cui possono identificarsi tante girrrrlz.

La rosa si restringe sempre di più e sarà ancora più difficile per i giudici e per il pubblico esprimersi a favore dell'uno o dell'altro candidato. Grandi perplessità suscitano i Farias (pur se bravi) e lo stravagante Andrea, ma intanto loro sono ancora in gioco mentre altri certamente più quotati di loro hanno dovuto già fare le valigie. Fragile appare anche la posizione di Noemi.
Di contro, la new entry Juri, il sunnominato Daniele, Enrico Nordio (che ha magnificamente interpretato "Impressioni di Settembre"), Matteo Becucci e ovviamente i Bastard Sons Of Dioniso sono lanciatissimi verso la finale.

postato da: frankobrain alle ore 23:51 | link | commenti (1)
categorie: musica, soul, rock, funk, blues, pop , progressive, x factor, x-factor
martedì, 13 gennaio 2009

X-Factor: Gaudi un analfabeta della musica?

E' tornato alla grande X-Factor, speziato dalle polemiche dell'eclettico Morgan e dalle solite parolacce (più un gesto dell'ombrello) di Mara Maionchi.

Morgan ha praticamente mandato a quel paese Pippo Baudo (in collegamento telefonico) e si è accapigliato con il suo ex vocal coach, Gaudi. Lo ha accusato di essere bugiardo, di avergli detto che non sarebbe mai tornato a X-Factor e invece rieccolo accanto a Mara, di non essersi davvero diplomato in pianoforte a Bologna, come sostiene, visto che è "un analfabeta della musica". Alle critiche contro Gaudi, si aggiunge anche il vocal coach di Morgan, il serioso Andrea Rodini, il quale accusa: "Se l'Aram Quartet non ha avuto il successo di Giusy è colpa sua. Non è abbastanza preparato". Gaudi tace, poi ribatte, poi boccheggia. E' paonazzo. E sulla questione del conservatorio cala il silenzio.


  I tre giudici ai provini

Sul palco, appena citati, tornano gli Aram, vincitori della prima edizione. Autoironici, intonano la canzone di Giusy Ferreri. Questa spunta a sorpresa alle loro spalle e canta il brano di Morgan "Chi Who" che ha portato il gruppo pugliese alla vittoria. Giusy incassa gli applausi e gli 8 dischi di platino che Simona Ventura, sua madrina, le consegna. Gli Aram, dal canto loro, sono felici: "Da sette mesi a questa parte facciamo la vera vita dei musicisti e stiamo lavorando a un disco che uscirà presto".

Le esibizioni mostrano il buon livello di tutti i concorrenti. Nella categoria 16-24 anni (Simona Ventura) piace abbastanza Daniele Magro, siculo-bergamasco dalla voce "black" (un nuovo Mario Biondi). Brava anche Serena ("Georgia On My Mind"), ma dovrà confermarsi nel corso del programma. Bravissima la rockettara Ambra Marie, nostra favorita ("Wish You Were Here"). Non convince fino in fondo il diciottenne Giacomo.

Anche Morgan (categoria over 24) ha un pezzo da 90 (chili), come il Daniele Magro di Simona: Enrico Nordio. Un vero talento, dalla voce serafica. Il riccioluto Matteo, simpatico, umano e di una freschezza sorprendente nonostante i suoi 38 anni, ha interpretato magistralmente "La Notte" del grande, rimpianto Adamo. Bella anche  l'interpretazione di Mina fatta - in ginocchio - dalla "hippy" Noemi.  Invece Elisa, al terzo mese di gravidanza, non è stata troppo convincente con la sua versione di "Sì viaggiare" di Battisti.

I gruppi capitanati dalla Maionchi hanno pagato le difficoltà proprie di questa categoria. Sono infatti finiti allo spareggio le tre Sisters of Soul e i bravissimi, probabilmente addirittura i migliori in assoluto di questa competizione, Sinacria. A farne le spese purtroppo sono stati questi ultimi. Spesso l'universo dell'entertainment è ingiusto... Salvi invece i Farias (secondo noi completamente fuori posto in una manifestazione del genere: non diventeranno mai "pop"; dovrebbero piuttosto conservare la loro dimensione etnica) e il trio trentino - già abbastanza famoso su Internet - Bastard Sons of Dioniso.
 


  Bastard Sons of Dioniso

Splendida la conduzione dell'ormai collaudato Francesco Facchinetti, dalla Maionchi appellato "Bastardo dei Pooh".

postato da: frankobrain alle ore 13:22 | link | commenti (4)
categorie: musica, world, soul, rock, funk, blues, pop
sabato, 01 novembre 2008

Il ritorno dei Led Zeppelin?

Jimmy Page (chitarra) e John Paul Jones (basso), membri storici dei Led Zeppelin, si sono evidentemente spazientiti con il cantante Robert Plant, che si mostra riluttante a unirsi a loro nella tournée di riunione, che potrebbe rappresentare uno degli eventi musicali più importanti del 2009. La rivista Billboard ci informa che Page e Jones si stanno esercitando per il come-back insieme a Jason Bonham, figlio di John Bonham (il deceduto batterista dei Led).

 I Led Zeppelin nel 1975: Jimmy Page, Robert Plant 

Finora i due hanno aspettato che Robert Plant si convincesse, ma quest'ultimo è sempre oberato di impegni; attualmente si trova in tour con la cantante e violinista Alison Krauss, la quale sta lanciando il suo ultimo album di bluegrass dal titolo Raising Sand. Perciò Page e Jones si sono messi a cercare un sostituto per il loro vecchio compagno. 

Ecco una lista di altre bands che hanno dovuto rimpiazzare loro elementi-chiave, e i risultati dei cambiamenti:

Van Halen - David Lee Roth, esuberante frontman dei Van Halen, lasciò il gruppo nel 1985. Venne rimpiazzato da Sammy Hagar. Da allora i fans dei Van Halen sono divisi in due schieramenti: quelli che preferiscono il cantante originale e quelli che stanno dalla parte del "blue-collar" Hagar. Con entrambi, la band ha venduto milioni di album. La fortunata reunion del 2007 segnò il ritorno di David Lee Roth, che tornò a esibirsi con gli altri co-fondatori Eddie e Alex Van Halen.

Queen - Nel 1991, quando Freddie Mercury morì, ci fu una cessione delle attività per i Queen, almeno come band (i membri superstiti si dedicarono a progetti solisti; un album finale con la "partecipazione" di Mercury uscì quattro anni dopo la scomparsa del cantante). Nel 2005, Brian May e Roger Taylor decisero di far risuscitare i Queen ingaggiando Paul Rodgers (ex Bad Company). Riempirono le arene, ma molti vecchi fans rimasero scontenti: impossibile, infatti, trovare un altro showman con il carisma di un Freddy Mercury.

Bad Company Accennavamo appunto a Paul Rodgers. Quando questi lasciò i Bad Company, venne rimpiazzato non da uno ma da due cantanti. Con il primo, Brian Howe (1986-'94), la band ebbe un più che discreto successo di vendite. Invece con il secondo, Robert Hart (1995-'97), i Bad Company rischiarono il declino. Rodgers tornò nel 1998 e rimase per quattro anni, ma adesso, come abbiamo visto, è con i Queen (i quali tra l'altro hanno inciso un nuovo album, dal titolo The Cosmos Rocks).

Genesis - Parecchi aficionados di quest'altro grande gruppo inglese prospettarono "l'inevitabile fine" dopo che Peter Gabriel scelse di andarsene. Correva l'anno 1975. Occorsero parecchi mesi ai rimanenti membri per riprendersi dal brutto colpo; mesi in cui vennero fatti provini per scegliere il sostituto del grande Peter, finché il loro batterista, tale Phil Collins, non dichiarò: "Sentite, so cantare anch'io!". Phil, unico componente dei Genesis di origini proletarie, divenne non solo la voce solista ma anche il capo incontrastato della band (che finora si era attenuta a metodi democratici). A un paio di album "di assestamento" seguì una caterva impressionante di successi, ma anche un mutamento di stile che, in fondo, dava ragione ai vecchi fans: i Genesis senza Peter Gabriel, in effetti, erano tutt'altra cosa. [Per la storia dei Genesis in lingua italiana vedi qui.]

Pink Floyd - Roger Waters, autore di numerosi testi dei Pink Floyd, sbatté la porta nel 1984.  Il chitarrista David Gilmour e il batterista Nick Mason tennero in vita il gruppo dopo aver vinto una sequela di fastidiosi procedimenti penali intentati dallo stesso Waters, il quale voleva vietare loro di continuare a usare il nome della band. Senza il vecchio membro e con l'appoggio del tastierista Richard Wright, che poteva finalmente tornare a unirsi ai compagni (fu proprio Wright, con la sua presunta "passività", uno dei motivi del litigio tra Waters e gli altri), i Pink Floyd sfornarono un paio di altri buoni album e ripresero a esibirsi in tutto il mondo, mostrando di essere ancora un'autentica "money machine". [Vedi Atom Heart Mother - una homepage sui Pink Floyd, in lingua inglese.] Nel 2005, nel corso di Live 8 (spettacolo contro la povertà nel mondo), Roger Waters salì sul palcoscenico per suonare insieme agli amici di un tempo. E quella fu l'ultimissima volta che si rividero i Floyd uniti e, in qualche modo, contenti.

The Who - Ormai sono chiamati "The Two", con ovvio riferimento al cantante Roger Daltrey e al chitarrista Pete Townshend, i quali continuano a esibirsi come "The Who" nonostante la tragica dipartita degli altri due membri fondatori. Nel 1978 fu Keith Moon a "lasciarci le penne", come si suol dire, per via dei suoi eccessi di alcool, droghe e quant'altro. Per il batterista-folletto ci furono molti sostituti, ma quello che riuscì a convincere maggiormente fu, alla metà degli Anni Novanta, Zak Starkey, figlio del leggendario Ringo Starr. Quando nel 2002 morì anche il bassista John Entwistle (esattamente il giorno prima dell'avvio del tour estivo degli Who che avrebbe interessato Stati Uniti e Canada), fu il bassista Pino Palladino - scozzese, ma con antenati partenopei - il prescelto di turno. Altri collaboratori dei "superstiti" Daltrey & Townshend sono stati il drummer Steve White e il bassista Dave Minchella. The Who - o, meglio, "The Two plus Friends" - proseguono a sfornare dischi e a dare concerti mantenendo alta la qualità e raccogliendo ovunque enormi consensi.

Kiss - Venticinque anni segnati da abbandoni e disgrazie assortite, eppure questa formazione newyorchese continua a esistere.  Nel 1980 getta la spugna il drummer Peter Criss. Viene sostituito da Eric Carr, che muore nel 1991. Le bacchette passano allora nelle mani di Eric Singer, che militerà contemporaneamente nei Kiss e nella Alice Cooper's Band. Anche l'abbandono del chitarrista Ace Frehley è stato assorbito abbastanza bene dagli altri membri: numerosi i sostituti per Frehley; ultimo, in ordine di tempo, il bravo e simpatico Tommy Thayer (nelle foto sotto).

  

postato da: frankobrain alle ore 19:54 | link | commenti (1)
categorie: musica, folk, punk, soul, rock, funk, blues, country, pop , progressive
mercoledì, 28 maggio 2008

X-Factor - vince l’Aram Quartet

 Colti, sofisticati e versatili; almeno rispetto alla concorrenza. La band salentina, il cui nome è l'acronimo delle iniziali dei suoi quattro membri (Antonio, Michele, Raffaele e Antonio), si è aggiudicata il contratto da 300.000 euro con la SonyBmg, e proprio ieri c'è stato il lancio del loro primo – sgangheratissimo e pretenzioso – singolo, "Chi (Who)", scritto dal loro mentore Morgan insieme al maestro Gaudi.

 

 Morgan, Morgan… Morgan chi? Sì, lui, quello dei Bluevertigo: il nuovo guru della cultura italiana, portatore sano di massime e aforismi orwelliani, baudeleriani e… battiateschi.

 

Il quartetto di vocalists si è meritato il podio più alto già solo per le cover di “In The Jungle The Lion Sleeps Tonight” e per “Pinball Wizard” degli Who. A competizione conclusa si è appreso che gli Aram hanno vinto con un largo margine di vantaggio non solo il televoto della finale, ma quello di tutt’e 11 le puntate precedenti.

â–’â–‘â–’â–’â–’â–’â–’â–’â–‘â–’â–’â–’â–’â–’â–’â–’â–’â–‘â–’â–’â–’â–’â–’â–’â–’â–’â–‘â–’â–’â–’â–’â–’â–’â–‘â–’

 

Non è stato sempre facile rimanere sintonizzati su RAI2 per seguire X-Factor. Chi ha parlato di “trionfo della musica” ama evidentemente le esagerazioni: infatti, a parte alcune proposte deliziose dei Sei Ottavi, di Emanuele Dabbono e dello stesso Aram Quartet, il resto dei partecipanti ha alquanto annoiato – colpa, naturalmente, anche delle scelte imposte dai loro “caposquadra”. Molto gonfiati dalla critica (e dallo stesso trio Maionchi-Ventura-Morgan) sia il gruppo Cluster sia la cantante “dalla voce particolare” (e, incredibilmente, finalista) Giusy Ferreri. Il più simpatico di tutti: il 19enne Tony Maiello, al quale sicuramente arride una bella carriera; se non proprio da cantante, perlomeno da attore.  

Non è stato sempre facile guardare il programma; ma proprio la formula dei “giudici-capisquadra” (e dunque in aspra concorrenza tra di loro) ci ha tenuti un po’ svegli. Ce l’abbiamo fatta fino alla fine tra le affermazioni qualunquiste stramaledettamente popolari della Ventura e l’indecisione e i vaffa di Mara Maionchi. Rivelazioni vere di questa prima edizione dell’X-Factor italiano: Francesco Facchinetti (ottimo presentatore televisivo!) e - lo ribadiamo - Morgan. Morgan: anarchico come ogni eterno adolescente, fuori dalle righe, eccentrico, talvolta superbo… e abile con il make up: capello sfatto e occhio cerchiato nel day time e messa in piega con cipria e matita per la grand soirée.

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La trasmissione è finita solo ieri sera e oggi, a poche ore dalla pubblicazione su iTunes, la X-Factor Compilation, la raccolta delle canzoni del programma, è già al primo posto nella classifica degli album più scaricati.

Tra i singoli il più scaricato in assoluto è il brano di Giusy Ferreri "Remedios", mentre l'Aram Quartet è al secondo posto con "Per Elisa". Sesta posizione per la splendida Ilaria Porceddu con il suo cavallo di battaglia "Oceano".

 La dolcissima Ilaria di X Factor

Il CD della compilation sarà nei negozi il 6 giugno per Sony Bmg Music.

postato da: frankobrain alle ore 18:30 | link | commenti (1)
categorie: musica, folk, soul, rock, funk, blues, pop , progressive
mercoledì, 09 gennaio 2008

La musica del sottomondo

(segnalazione da sottomondo edizioni)

 

salve a tutti


con la presente  volevamo segnalarvi i seguenti concerti :

Sabato 12 Gennaio 2008 suoneranno a Ponzano Veneto, all'UBIK, i METAL MUSIC MACHINE, formazione di cui abbiamo pubblicato un Cd in collaborazione con Rustblade
(http://www.sottomondo.com/view.php?id=7956)

per tutte le info  sul dove si terrà il concerto consultate il sito di
Ubik : http://ubiklab.altervista.org

anche del Teatro Satanico abbiamo pubblicato un paio di dischi (vedete: http://www.sottomondo.com/view.php?id=5505    +      
http://www.sottomondo.com/view.php?id=7745)

anche loro suoneranno dal vivo il 02.02.2008 ad Este (PD), presso il
Sottosopra Rockzone, all'interno di un "Avantgarde Simposio" assieme a
MALATO e SPACE ALLIANCE

alleghiamo jpg del flyer:

 

 

 

 

 

PROMOZIONE IN CORSO

Poi, per gli interessati, vi ricordiamo che fino ad esaurimento scorte (od avviso contrario)  continua la PROMOZIONE VHS, ovvero avrete l'opportunità di usufruire della spedizione in contrassegno senza spese
semplicemente aggiungendo al vostro ordine una VIDEOCASSETTA (potete interpretare questa come una opportunità di risparmiare sulle spese postali oppure per procurarvi degli articoli rari per un prezzo
irrisorio)

per meglio consultare la lista dei titoli disponibili inserite la parola chiave "VIDEOCASSETTA" nel motore di ricerca in alto a destra - la seguente offerta è valida SOLO PER GLI ISCRITTI in territorio
italiano e fino ad esaurimento scorte

ricordate di non preoccuparvi se nel carrello comparissero ugualmente le spese di spedizione in contrassegno anche nel momento che effettuavano un ordine aderendo alla promozione in corso, è normale che questa cosa accada nel carrello, in quanto il programma non distingue tra chi come voi è già iscritto alla newsletter e chi no

Nel momento dell'ordine il modulo riporterà sempre le spese di spedizioni, ma poi sarà nostra cura CONTROLLARE CHE L'ORDINE CI SIA STATO INVIATO DA UN ISCRITTO e quindi stornare dal modulo le spese di spedizione


cordiali saluti a tutti

e "buon resto dell'anno!"

a presto

sottomondo edizioni                http://www.sottomondo.com

 

postato da: frankobrain alle ore 23:14 | link | commenti
categorie: musica, folk, rock, rap , funk, blues, pop , jazz, hip hop
mercoledì, 10 ottobre 2007

TV On The Radio

 

TV On The Radio ama le sperimentazioni. Sapendo che sono originari di Brooklyn, e più precisamente del quartiere di Williamsburg - senza dubbio attualmente la fucina più prolifica dell'universo pop -, comprendiamo meglio la loro originalità. Una classificazione della loro arte è impresa ardua: anzitutto il suono è quello del Terzo Millennio (niente canzonette alla Britney Spears, quindi), con molteplici richiami alla musica "che conta": si va dal blues al rock attraverso soul, doo-wop e boogaloo; una miscela avanguardistica degli stili più disparati... e la voce di Tunde Adebimpe richiama alla mente in qualche maniera il Peter Gabriel dei tempi dei Genesis. Non si tratta di progressive ma certamente di "art pop", con un lodevole investimento di cellule neuronali. 

Tunde e l'altro fondatore di TV On The Radio, il multistrumentista Dave Andrew Sitek, sono artisti tout court. Insieme dipingono, lavorano a progetti visuali (Dave ha frequentato la Film School nell'università di N.Y.) e fanno, appunto, anche musica - attività, quest'ultima, inizialmente secondaria.

 Dopo l'uscita del loro primo EP per l'etichetta Touch & Go Records nel 2003, il duo divenne un trio grazie all'entrata in scena di Kyp Malone (voce, chitarre, loops); e nel frattempo TV On The Radio è un quintetto...

Chi trova che la "normale" musica pop sia scialba e inappagante per l'intelletto, apprezzerà senz'altro questo gruppo. Dietro a effetti più o meno sofisticati come beats reiterantisi, riff chitarristici suonati all'incontrario ed echi "cinemascopici", si innalza tutta una serie di steccati che racchiudono il meglio della musicologia pop: Family Stone, Love... Brian Eno... ma "in nessun caso i Beach Boys!", ci tiene a far sapere Adebimpe. Non c'è da stupirsi che David Bowie sia un loro sostenitore. Nell'album Return to Cookie Mountain, il "White Duke" in persona ha prestato la sua voce per il track "Province".
L'"impegno politico" di Sidek e Adebimpe è tutto concentrato in una manciata di songs. Dovremmo però piuttosto parlare di impegno sociale. Nel 2004 scrissero e registrarono "Dry Drunk Emperor" dedicandolo alle vittime dell'uragano Katrina con queste parole:
"we ( tvotr ) were back in the studio thinking and feeling again and made this song for all our everybody... in the absence of a true leader we must not forget that we are still together.... hearts are sick ... minds must change ... it is our hope that this song inspires, comforts, fosters courage,and reminds us... this darkness cannot last if we work together. let us help each other... heal each other .... look after one another ... the human heart is our new capitol.... this song is for you.... us.....we....them... it is free. pass it on.  TO THOSE AFFECTED BY HURRICANE KATRINA : NEW YORK CITY'S HEART IS WITH YOU... STAY STRONG ! WE LOVE YOU . -tvotr"


Discografia:
OK Calculator (2002; Demo LP)
Young Liars (2003; Maxi-CD)
Desperate Youth, Blood Thirsty Babes (2004)
New Health Rock (2004; Maxi-CD)
Return to Cookie Mountain (2006)
Wolf Like Me (2006; Maxi-CD)
Live at Amoeba Music (EP; 2007)

Homepage ufficiale: http://www.tvontheradio.com

Referenze:
Liars; Yeah Yeah Yeahs; Radiohead; Thom Yorke; Oneida; Sonic Youth; Pere Ubu; The Good Good; Grizzly Bear; Diane Cluck; The Fall; Test Icicles

Da vedere:
il videoclip "Wolf Like Me"  (regia: Jon Watts)

 

postato da: frankobrain alle ore 20:30 | link | commenti (1)
categorie: musica, folk, rock, funk, blues, country, pop , jazz, hip hop
domenica, 22 luglio 2007

Gli Shocking Blue

Sono una sorpresa ancora oggi e vale la pena (ri)ascoltarli, anche se qualcuno li ha soprannominati "i Middle Of The Road in versione più rockeggiante".
Celebri tutt'al più per il loro superhit "Venus" del 1969, con il famoso riff di chitarra preso in prestito da "Pinball Wizard" degli Who, questi olandesi facevano quello che è stato definito "un pop psichedelico" sostenuto dalla stupenda voce della mezza-ungherese mezza-tedesca Mariska Veres, che a molti rammenta Grace Slick. E, in effetti, un'altra band a cui gli Shocking Blue furono associati erano i Jefferson Airplane: un paragone che calza loro a pennello molto più di quello con i M.O.T.R. ...  

Quasi ogni track da loro sfornato è una vera gemma, e non è un caso che i Nirvana decisero di fare la cover di un loro brano: "Love Buzz".

Gli Shocking avevano un suono molto particolare e inconfondibile, che scavalcava le barriere tra gli stili, barriere allora molto accentuate e di cui tenevano gran conto i critici e lo stesso pubblico. "Sally Was A Good Old Girl", per esempio, è un country, la dolce "Water Boy" si avvale degli arabeschi di un sitar, "Little Cooling Planet" è alquanto funky... ma, tutto insieme, è il tipico sound "azzurro scioccante" di questa band.

Non è difficile procacciarsi una loro raccolta. Se potete, ascoltate "I Love Voodoo Music", la sunnominata "Love Buzz" o lo scatenato rock di "Daemon Lover". Robbie van Leeuwen (chitarra e sitar), che scrisse quasi tutte le loro canzoni - compresi i testi -, è senz'altro da annoverarsi tra i migliori "songwriters" del mondo.

Il gruppo andò in tour negli States insieme a Ike & Tina Turner, Sly & The Family Stone e Three Dog Night; fu in Sud America, Indonesia, Giappone, Hong Kong... Ma nel 1974 finì per  sciogliersi, anche perché Robbie van Leeuwen si era stancato di fare da collante tra i singoli componenti e di sopportare la pressione della Elephant Pink, la loro label, che pretendeva almeno tre album all'anno.

La cantante Mariska Veres si dedicò quindi a una carriera solista, presentando brani in olandese, tedesco e inglese, ma ottenne un discreto successo unicamente in Olanda. Nel 1993 cercò di organizzare una reunion, ma gli altri ex componenti degli Shocking mostrarono scarso interesse e lei richiamò in vita il progetto con musicisti completamente nuovi. Per anni, i neoformati Shocking Blue parteciparono a numerosi festival di gruppi "Oldies". Mariska si dedicò a latere al blues, al jazz e alla musica tzigana. Non si sposò mai e, come ai vecchi tempi del "sex, drugs and rock'n'roll", condusse vita morigerata, non fumava e non beveva (la sua bevanda preferita era da sempre il tè...).

Di lei dobbiamo parlare purtroppo al passato, in quanto la leader degli Shocking Blue si è spenta il 4 dicembre 2006 all'Aja; aveva soltanto 59 anni. Paradossalmente, a ucciderla è stata un tumore: proprio lei, che non era mai caduta vittima dei vizi..

Veres fu la prima cantante europea a incarnare, nell'epoca del beat, l'ideale della giovane sexy, in grado di ammaliare con la sua voce sensuale milioni di fans. Emblema della sensualità vocale di quell'epoca fu  "Venus", che decretò il clamoroso successo della band, restando per oltre sei mesi nelle classifiche dei dischi più venduti in Europa e negli Stati Uniti. "Venus" è stata poi rifatta da altri gruppi ed è stata utilizzata spesso anche per spot pubblicitari.

 Discografia essenziale:

The Best of Shocking Blue

Shocking Blue - 20 Greatest Hits

Ink Pot / Attila (i loro primi 2 album su un CD)

Scorpio's Dance (1969)

At Home (1970)

Dream On Dreamer / Good Times (1973/75; 2 album su un CD)

 

                                                     Link di approfondimento:

The Shocking Blue Memorial Website

postato da: frankobrain alle ore 16:54 | link | commenti (3)
categorie: musica, folk, soul, rock, funk, blues, country, pop
giovedì, 31 maggio 2007

James Brown

 I fans di Ray Charles e Sam Cooke possono pure contestargli di essere lui il vero re del soul, ma fatto sta che con Brown nel 2006 scomparve una figura leggendaria, che seppe trasformare il gospel in rhythm'n'blues e creare un genere del tutto originale, il funk, fatto di ritmi incalzanti. Con la sua fisicità dirompente, l'improbabile acconciatura, gli occhi truccati e gli stavaganti costumi da palcoscenico, James Brown influenzò rock stars del calibro di Mick Jagger, Iggy Pop, Michael Jackson e Prince. Indiscusso anche il suo influsso sul rap. "E' stato James ha tracciare la strada" riconosce il rapper Chuck D dei Public Enemy.

Nato da una famiglia poverissima della Carolina del Sud nel 1933, a sei anni viveva in un bordello ad Augusta, Georgia, e per pagarsi l'affitto lavorava come lustrascarpe e nelle piantagioni di cotone. A otto anni provava a rubare la sua prima macchina e finiva in un riformatorio. E' qui che avviene la sua svolta: conosce Bobby Byrd, leader di un gruppo di gospel. Nel 1952 fonda la sua prima band: The Flames.
E' del 1956 "Please, Please, Please", primo hit mondiale scritto da lui stesso, e nel 1961 esegue all'Apollo Theatre di Harlem, tempio della musica nera, canzoni come "I Got You (I Feel Good)" e "Get Up (I Feel Like Being A Sex Machine)". L'album che fu ricavato da quello storico concerto è un culto intramontabile.



Il giorno dell'assassinio di Martin Luther King tiene una performance teletrasmessa in cui invita alla calma la popolazione di colore. Il presidente Lyndon Johnson lo ringrazierà per questo.
Capace di suonare 350 serate all'anno, James Brown si trasforma, con la ricchezza, in un esempio di "capitalismo nero", ancor prima che il termine fosse inventato; apre ristoranti e negozi ed esorta i neri a vivere il Sogno Americano.
Negli Anni Ottanta diviene anche un volto cinematografico, interpretando il ruolo del predicatore nel film Blues Brothers di John Landis e cantando una delle sue canzoni più note - "Living in America" - in Rocky IV
Avrà ancora diversi guai con la giustizia per detenzione di armi, possesso di droghe e aggressione a pubblico ufficiale, ma niente e nessuno può più scalzarlo dal piedistallo. "Say It Out Loud - I'm Black and I'm Proud", brano del 1968, è un punto fermo dell'orgoglio afroamericano. Accanto alla musica, infatti, James Brown ha svolto un ruolo importante nelle battaglie contro la discriminazione razziale. "Quella canzone" ha ricordato l'artista in un'intervista del 2003 "ha mostrato al pubblico dell'epoca che anche la musica poteva cambiare la società."
Nel 1992 riceve il premio Grammy alla carriera, dopo che già nel 1965 gliene era stato assegnato uno per "Papa Got A Brand New Bag" e un altro nel 1987 per "Living in America". Nel 1986 è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame insieme con Presley, Chuck Berry e altri padri fondatori del genere.




Il leggendario "padrino del soul" morì poco dopo lo scoccare della mezzanotte del 25 dicembre 2006 nell'Emory Crawford Long Hospital di Atlanta, dove era stato ricoverato per un'acuta forma di polmonite. Per la settimana successiva erano fissati altri suoi concerti...

postato da: frankobrain alle ore 07:16 | link | commenti
categorie: musica, soul, rap , funk, blues