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mercoledì, 29 aprile 2009

Bill Fay

http://www.billfay.co.uk

La rivista Uncut ha scritto: "Bill Fay si posiziona tra Nick Drake, Ray Davies e Bob Dylan". La verità è ben più complessa. Questo artista britannico è una sorta di Syd Barrett un po' più savio, ed è un peccato che di lui siano usciti solo tre-quattro dischi.

Iniziò a comporre canzoni nei primi Anni Sessanta e ben presto la qualità dei suoi testi e delle sue melodie raggiunse vette altissime. Ma solo a iniziare dal 1970 gli fu concesso di incidere. Bill Fay e il più "rude" Time Of The Last Persecution sono due capolavori. Poiché le vendite furono scarse, la Deram/Decca recise il contratto.
Bill non si arrese e alla fine degli Anni Settanta registrò un terzo album, Tomorrow Tomorrow & Tomorrow, che però non venne pubblicato prima del 2005 (e dunque un quarto di secolo più tardi!) dalla piccola label di David Tibet, la Durtro. Ad accompagnare Fay in Tomorrow Tomorrow & Tomorrow è The Acme Quartet, che provvede ad atmosfere richiamanti i primi Pink Floyd (quelli del rock psichedelico) e i Soft Machine.
L'anno prima, nel 2004, la Wooden Hill Records aveva raccolto una quantità di vecchi demos di Bill Fay raccogliendoli nell'album From The Bottom Of An Old Grandfather Clock. Intanto l'artista aveva fatto perdere ogni traccia di sé; e difatti non esiste da nessuna parte un solo attendibile accenno al suo attuale luogo di permanenza.

Chi scompare di punto in bianco dalla scena diventa automaticamente leggenda. Quella creatasi intorno a Fay è di pessimo gusto: viene fuori il ritratto di un solitario psicotico la cui musica "era chiaramente il risultato di paranoia e droghe assortite". La rivista The Wire arrivò a scrivere di lui come di "un folle Rasputin barbuto che assomiglia a Charles Manson" (in riferimento alla fotografia sulla cover del secondo LP Time Of The Last Persecution). Tale  accusa spinse Fay a uscire allo scoperto con una lettera di protesta, dove spiega che il giovanotto ritratto era semplicemente un cantautore con la barba e i capelli lunghi "come tanti ce n'erano allora" e che, se era sparito, lo si doveva a circostanze avverse: nessuno gli aveva più offerto un contratto discografico. "Io continuo a scrivere e a registrare, pur non avendo un'etichetta."  

Ascoltate le sue canzoni. Bill Fay naviga in un mondo di simboli cristiani, guidato tuttavia da un'illuminazione personale. Se Time Of The Last Persecution rappresentava una sublime esegesi  dell'Armageddon, Tomorrow è stata la via d'uscita dalle tribolazioni e dal purgatorio.
Alcuni musicisti hanno riscoperto Fay per sé e traggono ispirazione dalle sue songs: dai Wilco a David Michael Bunting (alias David Tibet dei Current 93 - band di accompagnamento per poesie a sfondo apocalittico).












Ascolta Bill Fay su Last.fm

 

postato da: frankobrain alle ore 03:36 | link | commenti
categorie: musica, folk, video, rock, pop
mercoledì, 01 aprile 2009

Chumbawamba

I Chumbawamba sono un collettivo musicale di Leeds (GB) formatosi agli inizi degli Anni Ottanta e originariamente dedito al punk rock. In questi due decenni i Chumbawamba hanno cambiato più volte formazione, intraprendendo i più disparati percorsi di ricerca sonora. Si va dalla redenzione di canti e inni di lotta proletaria (l'Internazionale, ballate di Victor Jara, ecc.) al rock discotecaro di Tubthumper (erano gli Anni Novanta e il gruppo si autoproiettò nel mainstream grazie al fortunato singolo "Tubthumping").

Chumbawamba Chumbawamba - Singsong And A Scrap Nel 2006, con A Singsong And A Scrap, i Chumbawamba sono tornati a riabbracciare la tradizione folk, dopo aver deviato dal loro sentiero con il controverso output precedente.  
E' una band eccezionale, in qualsiasi veste stilistica si presenti. Ma la vera forza dell'armata Chumbawamba consiste nelle esibizioni dal vivo. Alice, Dunstan, Jude, Luc, Harry, Danbert & Co. hanno fatto negli ultimi anni alcune tournée sia con la loro formazione acustica sia con quella "urban folk". In tanti si chiedono quando torneranno finalmente in Italia. Nel nostro Paese c'erano stati nel novembre 1997, ma allora Danbert Nobacon, il cantante, venne scambiato dalla polizia di Firenze per un travestito e trattenuto in stato di fermo per ben sei ore in questura, e noi pensiamo che quell'esperienza sia stata sufficiente per loro... "Italy? No thanks!"

A Singsong And A Scrap  è un ennesimo gioiello della loro ormai solida discografia, anche se rimangono comunque insuperabili English Rebel Songs 1381-1984, Readymades and Then Some, Un  e il programmatico Anarchy. In A Singsong..., i toni non vengono mai calcati, pur se i temi sono, come al solito, politically incorrect: il fondamentalismo, l'animalismo, racconti di vecchi punk incontrati al pub sotto casa, operai morti sul lavoro... Dalla nostra tradizione hanno recuperato una "Bella ciao" a cui, subito dopo il G8 di Genova, hanno mutato il testo (la canzone è un omaggio a Carlo Giuliani). Inoltre, evocano la memoria di Joe Strummer (vedi post precedente) con una versione a cappella di "Bankrobber" ("Mio padre era un rapinatore / Ma non ha mai fatto male a nessuno / Gli piaceva vivere a quel modo / Gli piaceva rubare i tuoi soldi").

Nonostante sia stato gettato nel bollente calderone della mercificazione, questo gruppo anarchico di Leeds rimane sempre fedele a se stesso, al principio "democratico" che ne giustifica l'esistenza. Prova ne è che sul sito www.chumba.com ci sono molti .mp3 da scaricare gratuitamente.

 

postato da: frankobrain alle ore 20:06 | link | commenti (2)
categorie: musica, world, folk, rock, blues, country, pop , hip hop, hiphop, progressive
lunedì, 23 marzo 2009

Andy Fairweather-Low

 Wide Eyed And Legless: The A&M Recordings

Il primo album di Andy Fairweather-Low, Spider Jiving, risale al 1974, quando lui, a 24 anni, era già un veterano della musica. Andy era stato infatti il bassista degli Amen Corner, che con "If Paradise Was Half As Nice" (Lucio Battisti) avevano lasciato la scena provinciale gallese per ergersi nelle classifiche di vendita mondiali vantando una manciata di hits dal 1967 al '69
Spider Jiving raccoglie composizioni a firma di Andy F.-L. che dimostrano come il ragazzo fosse già maturo per la carriera solista. Si va da ballate blueseggianti come "Standing On The Water" a pezzi musicalmente allegri tipo "Mellow Down", che rispecchia le atmosfere londinesi del tempo degli Amen Corner. "The Light Is Within" è poi un capolavoro da pub. La voce "ubriaca" di Andy è di quelle che portano ad accendersi tutti gli accendini.
Spider Jiving lanciò la sua carriera e la A&M, che credeva nelle potenzialità del giovane, lo imbarcò per l'America, mentre il singolo estratto dalla sua opera prima, "Reggae Tune" si piazzava al decimo posto nelle charts britanniche.

Il suo primo prodotto americano fu La Booga Rooga: soltanto dieci brani, ma tutti abbastanza corposi. Uno di essi è una cover di "My Bucket's Got A Hole In It" (Hank Williams) e un altro, "Wide Eyed And Legless", raggiunse come single il sesto posto della hit parade (dicembre 1975). A La Booga Rooga collaborarono musicisti d'eccezione, tra i quali Georgie Fame e B.J. Cole (pedal steel guitar). Gli arrangiamenti orchestrali qua e là risultano un po' troppo gonfiati, ma questo è anche un segno di quanto la A&M credesse nel suo pupillo britannico, tanto da volerlo presentare in maniera bombastica. Segnalo ai collezionisti di perle malinconiche la ballata "Halfway To Everything" e a chi invece ama dimenarsi lo stomp "Inner City Highwayman".

Seguì Be Bop n' Holla, altro disco di soft rock con influenze blues e swing. Be Bop n' Holla contiene tra le altre una cover di "Rocky Racoon" dei Beatles. Andy Fairweather-Low sembra qui volersi scrollare di dosso le ultime briciole di troubadour pierrotesco e ingrana la marcia di ritmo superiore. Stupendo però proprio un brano lento: "Rhythm'n'Jazz", che ricorda sia Leonard Cohen sia Tom Waits.
 
Nel 1976 il panorama musicale slittò definitivamente verso il punk con la fondazione della Stiff Records e, a parere di molte case discografiche, l'èra del cantautorato "tradizionale" era al tramonto. Andy Fairweather-Low riuscì comunque a sopravvivere al cambiamento, mettendosi a suonare con altri artisti. Fu (e ancora è) uno dei session men più richiesti in assoluto. Entrò a far parte della Eric Clapton Band e apparve anche nel tribute concert per George Harrison Evening for George (alias A Concert for George; album + DVD).


La raccolta Wide Eyed And Legless si apre con "Spider Jiving", brano davvero groovy che dà il titolo al primo long playing, e spazia, su due CD, attraverso il trittico di album che Andy F.-L. incise per la A&M a metà degli Anni Settanta. Tra i collaboratori ci sono Bernie Leadon, il già citato Georgie Fame, Gerry Rafferty e Dave Mattacks dei Fairport Convention.

postato da: frankobrain alle ore 18:33 | link | commenti
categorie: musica, folk, rock, blues, country, pop
sabato, 21 marzo 2009

Rod Stewart - 'Unplugged... and Seated'

  Chi ama il soft rock e la voce tutta particolare di Rod Stewart troverà sollazzo con Unplugged... and Seated, un live risalente al 1993  che, tra gli special guests, annovera l'ex compagno dei Faces Ronnie Wood. Si va dal rock dei primordi evocato nella prima traccia "Hot Legs" a una collana di ballate d'amore (trovato e perduto) che sfocia in una sorta di crescendo con il classico "Highgate Shuffle", con "Stay With Me" e con "Having a Party" .

Questa è una ristampa fresca fresca, in vendita anche come "collector's edition" insieme a un DVD.

Niente di eclatante, secondo me. Ma forse è perché ho sempre trovato Rod alquanto "chioccio". Ho ascoltato il CD più volte, tuttavia ciò non mi ha aiutato ad apprezzarlo maggiormente; anzi. Le buone intenzioni vengono annientate dalle corde vocali del londinese di origine scozzese, che, come al solito, sembrano appannate da una patina di stanchezza post coitum. La patina si direbbe venga un po' raschiata unicamente nelle ballads non sue: "Reason to Believe" di Tom Hardin, "People Get Ready" di Curtis Mayfield, "Have I Told You Lately" di Van Morrison, "Tom Traubert's Blues (Waltzing Matilda)" di Tom Waits e "Having a Party" di Sam Cooke.

D'accordo che è un "unplugged", ma le chitarre viaggiano con il freno a mano tirato e le tastiere cuociono a mezza fiamma. Dei pezzi firmati da Stewart, "Mandolin Wind" è sicuramente il più riuscito, con il suo giro di accordi folk. Lodevole anche quando questa voce da eunuco un po' raffreddato si lancia avventurosamente nell'interpretazione del già citato "Waltzing Matilda" e del quasi obliato - ingiustamente - "The First Cut Is the Deepest" (di Cat Stevens): contro tutti i pronostici, il tentativo riesce, ma è soprattutto per la bontà stessa delle composizioni.  

Sono in totale 15 brani, destinati ai momenti crepuscolari, tra una lacrima nostalgica e uno sbadiglio.

   

postato da: frankobrain alle ore 15:54 | link | commenti
categorie: musica, folk, soul, rock, country, pop
sabato, 14 marzo 2009

40 anni di Beatles

Al Movieum di Londra si è aperta un'esposizione di fotografie rare o inedite dei "Fab Four". Per vedere alcune di queste immagini davvero suggestive, cliccare qui.

Qui sotto invece il nostro omaggio figurativo ai più celebri figli di Liverpool.  

 

postato da: frankobrain alle ore 17:31 | link | commenti
categorie: musica, folk, rock, blues, pop , progressive
martedì, 10 marzo 2009

X-Factor: ciao ai Farias

... e infine sono usciti loro.

 I quattro fratelli Edelmiro (Namun), Justo (Nahuel), Raùl (Newen) e Walter (Kimen)

Nel carosello di brani sbagliati assegnati ai singoli artisti, i Farias sono stati tra i più tartassati. Hanno dovuto esibirsi in pezzi melensi e più volte rettificare la loro immagine - da Indios della Patagonia a pseudofighetti di discoteca di provincia. Eppure sono grandi anche loro... se vengono lasciati al naturale (vedi e senti qui). Questa volta inoltre hanno avuto la sfortuna di andare al duello con Enrico Nordio, uno dei candidati alla vittoria finale. I quattro ragazzi argentini forse se l'aspettavano; del resto in Italia non vivono così tanti loro connazionali, e i televotanti italiani pronti a sostenerli non superano certamente in numero quelli di (ad esempio) Matteo o Noemi.

Quest'ultima, rimasta l'unica donna in gara dopo la scandalosa eliminazione di Ambra Marie e il breve volo della dolce Chiarastella, continua a non convincermi. E' solo un'opinione personale, bien entendu. Checché ne dicano Anastasia e Andrea Rodini, la voce di Noemi è tutt'altro che portentosa. La ragazza ha problemi quando prende le note basse e spesso in quelle alte si ode un fastidioso vibrato.
Ma vabbe', il mio parere vale poco: anche di Giusy Ferrero (alias GaetanaF) dicevo che non sapeva cantare...

 Sinergia Sky-Rai-Mediaset: Valerio Staffelli consegna a Fiorello il "Tapiro d'Oro". E lo showman siciliano: "Si è compiuta Skraiset!"

I miei favoriti rimangono Daniele e Jury. Se parliamo di mera "collocazione discografica", vedo molto bene lo stesso Jury e naturalmente The Bastard Sons of Dioniso. Nel mondo può, di sicuro, accadere di tutto (citazione da Maionchi), ma se non sfondano Jury e The Bastard, allora significa che il mercato dei suoni è affidabile quanto la lotteria nazionale.  


          La partita a calcetto




          ¡Farias, gracias para la música fantástica!

 

postato da: frankobrain alle ore 04:02 | link | commenti (1)
categorie: musica, folk, soul, rock, pop , x factor, x-factor
martedì, 10 febbraio 2009

Tutti i Grammy 2009

- Album dell'anno: Raising Sand, Robert Plant e Alison Krauss

- Singolo dell'anno: "Please Read The Letter", Robert Plant e Alison Krauss

- Record of the Year: "Please Read The Letter" - Robert Plant and Alison Krauss

- Canzone dell'anno: "Viva la vida", Coldplay

- Rivelazione dell'anno: Adele (cantante britannica)

- Miglior interpretazione vocale femminile pop: "Chasing Pavements", Adele

- Miglior interpretazione vocale maschile pop: "Say", John Mayer

- Pop Instrumental Performance: "I Dreamed There Was No War" - Eagles

- Country Performance By A Duo Or Group With Vocals: "Stay" - Sugarland

- Miglior duo o collaborazione pop: "Rich Woman", Robert Plant e Alison Krauss

- Miglior album vocale pop: Rockferry, Duffy

- Miglior album rock: Viva la vida or Death and All His Friends, Coldplay

- Miglior album R'n'B: Jennifer Hudson, Jennifer Hudson

- Miglior album rap: Tha Carter III, Lil' Wayne

Pop Instrumental Album: Jingle All the Way - Bela Fleck & The Flecktones

- Pop Performance by a Duo or Group with Vocals: "Viva La Vida" - Coldplay

- Alternative Music Album: In Rainbows - Radiohead

- Solo Rock Vocal Performance: "Gravity" - John Mayer

- Rock Performance by a Duo or Group with Vocals: "Sex on Fire" - Kings of Leon

- Hard Rock Performance: "Wax Simulacra" - The Mars Volta

- Metal Performance: "My Apocalypse" - Metallica

- Rock Instrumental Performance: "Peaches En Regalia" - Dweezil Zappa

- Rock Song: "Girls in Their Summer Clothes" - Bruce Springsteen

- Rap Solo Performance: "A Milli" - Lil' Wayne

- Rap Performance by a Duo or Group: "Swagga Like Us" - Jay-Z and T.I. featuring Kanye West and Lil' Wayne

- Producer of the Year, Non-Classical: Rick Rubin

- Producer of the Year, Classical: David Frost

 

postato da: frankobrain alle ore 08:52 | link | commenti (3)
categorie: musica, folk, soul, rock, rap , country, pop , hip hop, hiphop, rapper
sabato, 10 gennaio 2009

Due bei pezzi di pop etnico grazie a Matt

Matt Harding è un americano a cui non piace lavorare, non possiede nessun talento e non ha neppure frequentato il college (troppo povero per farlo). In compenso ha avuto una bella idea: quella di mettersi a ballare (anzi: ballicchiare) in diverse località, anche le più esotiche.

 Sulla sua homepage "Where the hell is... Matt?" spiega il perché e il percome. Dopo che i suoi primi videoclips incominciarono a spopolare su Internet, la ditta di gomme da masticare Stridegum decise di finanziargli un "ballo intorno al mondo".

La canzone del primo video si intitola "Sweet Lullaby" (by Deep Forest). Quella del secondo, "Praan", è stata composta da Garry Schyman su versi del grande poeta indiano Rabindranath Tagore. Canta la giovane bangladese di Minneapolis Palbasha Siddique.

 

postato da: frankobrain alle ore 01:18 | link | commenti
categorie: musica, world, folk
domenica, 07 dicembre 2008

Bob Dylan nel 2009 in Italia

Queste le date:


15 aprile a Milano (Mediolanum Forum??? Probabilmente è il Datchforum di Assago)
17 aprile a Roma (PalaLottomatica)
18 aprile a Firenze (Nelson Mandela Forum, alias Palazzetto)


 

L'ultimo disco del menestrello di Duluth (doppio CD):

 Tell Tale Signs (the Bootleg Series Vol. 8)

 

postato da: frankobrain alle ore 11:36 | link | commenti (1)
categorie: musica, folk, rock, blues, country, pop
martedì, 11 novembre 2008

E' morta la Makeba, "Mama Africa"

Se n'è andata una grande cantante ed una grande donna con un cuore immenso; una vera regina di dolcezze e note magiche

Subito dopo il luttuoso evento arrivano numerosi attestati: dallo scrittore Saviano fino ai vertici delle istituzioni. Miriam è morta  mentre ancora una volta lottava con dolci e dolorose canzoni contro il razzismo - ma ha voluto mettere la sua firma anche contro la camorra che ogni giorno dissangua così tante persone. E´ morta cantando per Saviano e per quei sei ragazzi africani che il 18 settembre scorso furono uccisi dalla mafia calabrese. Miriam Makeba, "Mama Africa", la voce dell´anti-apartheid, 76 anni compiuti lo scorso 4 marzo, a Castel Volturno ha eseguito con la sua band cinque canzoni in tutto; e in chiusura la famosa "Pata Pata". Subito dopo, il malore. Si è accasciata sul palco, sorretta dai suoi orchestrali. Sono accorsi due medici che hanno tentato di rianimarla, ma inutilmente. Dopo pochi minuti è arrivata un´ambulanza dalla vicina clinica di Pineta Grande. La dichiarazione di morte è stata fatta alle 23,55.

Ha conquistato il mondo con jazz, Free Africa e world music. Miriam Zenzi Makeba (in realtà il suo vero nome è molto più lungo) appartiene alla categoria dei grandi anticipatori. E' stata lei, dapprima insieme al suo marito numero uno Hugh Masekela e poi sotto l'ala protettrice di Harry Belafonte, a miscelare i suoni del Sud Africa con il jazz, e questo una trentina d'anni prima che il mondo scoprisse la world music. Non è un caso che il suo soprannome fosse “Mama Africa”.
Era nata a Johannesburg nel 1932, quando nel suo Paese impazzava la segregazione razziale. Miriam Makeba si è rivoltata contro l'apartheid negli anni '50, quando, nonostante fosse già un'artista di successo, riceveva pochi dollari di compenso. L'occasione di andare all'estero l'ha avuta nel 1959: venne in Italia, al Festival di Venezia, per presentare Come back, Africa, un documentario contro l'apartheid. Da lì si è trasferita a Londra dove ha incontrato Harry Belafonte, che l'ha aiutata a trasferirsi negli Stati Uniti e a inserirsi nell'ambiente musicale che lei sognava da sempre. I suoi più grandi successi sono "Pata Pata", "The Click Song" e "Malaika". Nel 1966 ha vinto il Grammy Award per l'album An evening with Belafonte/Makeba, quando già il governo segregazionista del Sud Africa le aveva ritirato il passaporto e revocato la cittadinanza per punirla di averne denunciato la politica razzista all'O.N.U.
Quando nel 1968 ha sposato Stokely Carmichael, leader dei Black Panther, la sua carriera negli U.S.A. è stata compromessa e allora lei si è trasferita in Guinea. Nel 1974 era nel cast dello show che ha preceduto il leggendario match tra Muhammad Ali e George Foreman, nel 1987 ha partecipato alla tournèe di Graceland con Paul Simon, nel 1992 ha fatto parte del cast di Sarafina. In patria è tornata nel 1990, su invito di Nelson Mandela. In quell'anno ha partecipato al Festival di Sanremo in coppia con Caterina Caselli. Il suo ultimo album importante è Homeland, candidato al Grammy.

postato da: frankobrain alle ore 14:51 | link | commenti (2)
categorie: musica, world, folk, soul, blues, jazz