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sabato, 11 luglio 2009

Randone: nuovo album a settembre

Randone (www.randone.com) annuncia l'uscita del nuovo album che avrà il titolo Linea di Confine.

Il deadline è settembre.

La prog band siciliana si è lasciata parecchio tempo prima di realizzare una nuova fatica tentacolare, ma ricordiamo che di loro è già stato prodotto quest'anno il single "Sguardo verso il cielo", una cover delle Orme, e che spesso sono le case musicali (in questo caso l'Electromantic) a prendersela comoda. Nel  video sottostante: una sbirciatina alle sessioni chitarristiche di Linea di Confine.



postato da: frankobrain alle ore 22:01 | link | commenti
categorie: musica, internet, video, elettronica, rock, pop , progressive
martedì, 16 giugno 2009

I Mercury Rev a luglio in Italia

Doppio appuntamento dal vivo con i Mercury Rev. La band statunitense sarà il 13 luglio all’Anfiteatro del Parco Lago Nord di Paderno Dugnano (MI) e il 15 al Circolo degli Artisti di Roma. Il prezzo dei biglietti per entrambe le date è di 15 euro più prevendita.

Who are they

I Mercury Rev si formarono a Buffalo (N.Y.) alla fine degli Anni Ottanta e sono sempre stati attivi sulla linea di demarcazione tra alternative rock e agitpop. I membri fondatori: Jonathan Donahue (voce/chitarra acustica), "Grasshopper" alias Sean Mackiowiak (chitarre, clarinetto, "tettix wave accumulator"), Jeff Mercel (percussioni e tastiere), Dave Fridmann (basso, voce). All'inizio il gruppo si avvalse della collaborazione di altri musicisti, soprattutto di Suzanne Thorpe (flauto) e Jimy Chambers (percussioni) e usava riunirsi, suonare e registrare solo nel tempo libero. Un demo che loro fecero girare piacque all'etichetta Jungle/Mint e così arrivò il primo album dei Mercury: Yerself Is Steam (1991). 

Ottimo il successo riscontrato, rafforzato dall'EP ("extended playing") Car Wash Hair. Il gruppo iniziò a esibirsi davanti a un pubblico sempre più numeroso e ben presto ebbe addirittura l'onore di "aprire" un concerto di Bob Dylan alla Yale University.

Lego My Ego uscì nel '92, ma ancora più sensazionale è l'album Boces (1993, Columbia Records), che sancì il loro successo definitivo.

L'attuale formazione è questa: Jonathan Donahue (chitarra e voce), Sean "Grasshopper" Mackiowiak (chitarra), Jeff Marcel (tastiere e batteria) e Carlos Anthony Molina (chitarra, produttore e... molto altro).

La band è appena reduce da un tour mondiale con i Coldplay (febbraio-marzo 2009) e ha registrato una canzone dal titolo "Sailors & Animals" che apparirà sul "tribute" di beneficenza dedicato ai Miracle Legion e al loro lead singer Mark Mulcahy (http://www.mezzotint.com).

 

Gli album ufficiali dei Mercury Rev

Yerself Is Steam (1991)
Boces (1993)
See You On The Other Side (1995)
Deserter's Songs (1998)
All Is Dream (2001) 
The Secret Migration (2005)
Snowflake Midnight (2008)
Strange Attractor (2008)


                           MySpace ufficiale

 

 

postato da: frankobrain alle ore 15:32 | link | commenti
categorie: musica, internet, elettronica, rock, pop
domenica, 24 maggio 2009

Gaudi, maestro del dub

A X-Factor garantisce - in qualità di vocal coach - per una ventata di freschezza e professionalità: Gaudi (che negli Anni Novanta ancora si faceva chiamare con il suo nome per intero, Lele Gaudi, e faceva musica reggae) ha finito per sfondare la barriera della convenzionalità incuneando la sua ricerca sonora nel giro delle discoteche e dei club del mondo.
La sua arte, che è anche gioco, si esprime in una convinta sintesi culturale di Oriente e Occidente, e la sua tecnica si basa sul sound system, le cui radici si intrecciano con quelle dello ska e del reggae.
  










Su Gaudi vedi anche l'articolo "Il theremin".

Accurate recensioni dei suoi dischi e svariati soundclips sono disponibili su Allmusic.com.



postato da: frankobrain alle ore 03:28 | link | commenti
categorie: musica, world, video, elettronica, reggae, hip hop, hiphop, x factor, x-factor
lunedì, 16 febbraio 2009

Henze e gli spettri del passato

Hans Werner Henze, l'82enne compositore marxista che vive in una villa sui Colli Romani, deve difendersi dall'accusa di aver fatto parte della NSDAP, il partito nazionalsocialista. Esiste infatti una lista in cui compaiono il suo nome e il suo numero di appartenenza alle Camicie Brune.

Molti giganti della vita spirituale della Bundesrepublik si sono ritrovati, spesso in tempi recenti (e dunque ad età avanzata), a doversi confrontare con i loro trascorsi "hitleriani": da Günter Grass a Martin Walser, da Siegfried Lenz a Walter Jens... per citare solo i più noti.
Gli studiosi stanno raccogliendo le prove che il nazismo, quando era prossimo alla rovina finale, reclutò masse di giovani nati nel 1926/27; in alcuni casi, bastava la firma di uno dei genitori. E' il caso di Henze. Di anima sensibile, l'allora diciottenne soffriva sotto l'autoritario padre Franz, che era un convinto nazista. E fu questi ad apporre la firma per lui.
Al contrario di tanti altri della sua generazione, che per decenni hanno vissuto con una sorta di "amnesia", Henze non ha mai taciuto di essere stato reclutato. Ma già allora era un oppositore del regime, anche se più per odio verso la figura paterna che per concreti motivi politico-ideologici. Diversamente da Grass, non manovrò mai le "Flak", l'artiglieria che avrebbe dovuto respingere le truppe Alleate e abbattere gli aerei nemici. E' documentato che gli fecero frequentare una scuola per panzer-radiografisti e che partecipò a una curiosa missione come soldato-attore per film propagandistici destinati ai cinegiornali (si fingevano vittoriose azioni di guerra sul fronte orientale). 

   

I lati oscuri del passato "bruno" sono già ampiamente trattati nell'autobiografia Memoirs of an Outsider. Inoltre, a parlare a favore del compositore c'è il profondo antimilitarismo che risalta dalla sua opera così come dalla sua vita pubblica. Non solo in musica, ma anche in molti simposi Henze è intervenuto a favore della pace, della giustizia e della solidarietà tra gli uomini.
Hans Werner Henze emigrò nel 1953 nell'amata Italia per protestare contro l'omofobia, il dogmatismo diffuso negli ambienti culturali e le ingiustizie sociali della Germania del dopoguerra. Fu sempre un solitario e un po' rifiutò l'avanguardia musicale degli Anni Cinquanta (Nono, Boulez, Stockhausen), un po' venne emarginato da essa. Entrò a far parte del Partito Comunista Italiano subito dopo essere arrivato nel nostro Paese. A Ischia abitò insieme alla poetessa austriaca
Ingeborg Bachmann; la loro fu una relazione "casta", essendo Henze un omosessuale dichiarato. In politica appoggiò il socialismo di Cuba e, quando Rudi Dutschke (celebre bandiera del Sessantotto) venne ferito, lui lo accolse nel suo refugium a Marino. Fece campagna elettorale per il socialdemocratico Willy Brandt e la sua Nona Sinfonia, suonata in pubblico la prima volta nel 1997, è dedicata "agli eroi e martiri dell'antifascismo tedesco".

Le opere più significative di Henze

1951: Boulevard Solitude, dramma lirico (una variante della Manon Lescaut)
1956: König Hirsch (Il Re Cervo), opera in tre atti ispirata a una fiaba di Carlo Gozzi
1960: Der Prinz von Homburg (Il Principe di Homburg), messa in musica del dramma di Kleist
1961: Elegie für junge Liebende (Elegia per giovani amanti), opera in tre atti
1968, 1971: Das Floß der Medusa (La zattera di Medusa), oratorio
1976: We Come to the River, opera in due atti
1983: Die englische Katze (Il gatto inglese), opera in due atti
1989: Das verratene Meer (Il mare tradito), dramma ad ambientazione giapponese

Come librettisti Henze si è servito tra gli altri di Ingeborg Bachmann, Wystan Hugh Auden e Hans Magnus Enzensberger. Per una delle sue ultime e più acclamate opere, ovvero L'Upupa (2000-03), ha scritto lui stesso il testo.

Tra le numerose composizioni del suo catalogo si contano anche dieci sinfonie, musica da camera, balletti, corali, sonate, ecc. Notevoli le sue Voices (1973), una raccolta di 22 canzoni (da "Los poetas cubanos ya no suerñan", su testo di Hernan Padilla, passando per Brecht, Mario Tobino e Ho Chi Minh fino a "Das Blumenfest", di Enzensberger) per mezzo soprano, tenore, 15 strumentalisti, vari impianti elettronici e 70 strumenti da tutto il mondo. Voices fa uso di frammenti radiofonici, di un discorso di John F. Kennedy e di un estratto della Seconda Sinfonia di Sibelius.

 

postato da: frankobrain alle ore 10:02 | link | commenti (1)
categorie: musica, elettronica, classica
mercoledì, 14 gennaio 2009

Il theremin

 Compiendo alcune ricerche su Gaudi di X-Factor, scopriamo cose davvero straordinarie sul suo conto; la biografia di questo musicista sembra sbugiardare il collega Morgan (vedi post precedente) e, anzi, dei due è quest'ultimo che ha, obiettivamente, il curriculum meno prestigioso.

Gaudi può vantare una lunga serie di riconoscimenti, sia in Italia sia all'estero. Nel mondo anglosassone (vive a Londra) è molto apprezzato - leggi questo articolo sul sito della BBC. Gaudi riesce a sposare la sua grande passione per il reggae con quella per le sperimentazioni sonore. Tra l'altro, a lui si deve la rivalutazione di uno strumento bislacco e semidimenticato quale il theremin, antenato del mellotron e del moog. 

Storia del theremin

L'inventore è il russo Leon Theremin. L'anno il 1920, all'indomani della Rivoluzione bolscevica. Allora tutto ciò che era elettrico funzionava con le valvole. Theremin, un fisico appassionato di musica e di filosofia, costruì questo strumento che presenta una curiosa particolarità: si suona senza toccarlo, ma semplicemente ondeggiando le mani davanti ad esso.

Fu il primo sintetizzatore della storia. 

Al suo apparecchio Theremin non applicò una tastiera di comando (come fece nel 1928 Maurice Martenot con il suo "ondes Martinot"), ma due antenne in grado di interpretare i movimenti del musicista e di tradurli in dinamica e altezza. L'antenna verticale interpreta l'altezza della nota, l'altra antenna la dinamica. Più ci si allontana dall'antenna e più il suono si fa profondo.

 

Il primo prototipo funzionava con le cuffie, poi nel 1925  fu applicato allo strumento un altoparlante, ed ecco le prime apparizioni nelle orchestre. Nel 1927 tutta l'Unione Sovietica conosceva il theremin: concerti in onore di Lenin, tour europei e negli Stati Uniti... L'inventore vendette i diritti di fabbricazione alla RCA, che modificò lo strumento applicandovi tastiere o antenne particolari in modo da poter produrre suoni con i movimenti non solo delle mani ma di tutto il corpo. Clara Rockmore fu la più straordinaria virtuosa di theremin.

Nei film horror e di fantascienza degli Anni '40-'50, il theremin si sente spesso (appena si avvicina il disco volante, un sibilo, fischio o canto). Fu usato anche dai Beach Boys nel celebre brano "Good Vibrations".



Come costruire un theremin


Clara Rockmore suona Il cigno di Camille Saint-Saëns

 

Links

Gaudi su MySpace

Il theremin della RCA

Theremin World

postato da: frankobrain alle ore 17:03 | link | commenti (1)
categorie: musica, elettronica, reggae
venerdì, 10 ottobre 2008

Torino - 'Dalle Nuove Musiche Al Suono Mondiale'

Al via una rassegna “Dalle Nuove Musiche Al Suono Mondiale” più attenta alle avanguardie elettrojazz che all'ambito puramente world.

La 19sima edizione del festival torinese organizzato da "Musica 90" inizierà con la Matthew Herbert Big Band al Teatro Colosseo l'11 ottobre.
 Poi, il 22, sempre al Colosseo, sarà la volta del Kronos Quartet, che proporrà il suo concerto di rilettura dei classici del Novecento spaziando da Jimi Hendrix a Sigur Rós, attraverso Thelonious Monk e Ornette Coleman fino a varie schegge pop.
Il 30 al Teatro Valdocco ci sarà Jon Hassell, tra i padrini del minimalismo, accompagnato dal trio Maarifa Street, progetto con cui ha già inciso Magic Realism 2, ideale proseguimento di un progetto di cui lui stesso aveva smarrito le tracce dopo l'uscita del primo volume, nel 1983. Rivolti spiritualmente a Oriente, Peter Freeman, Dino J.A. Deane e Pedram Khavarzamini supporteranno tromba e tastiere del leader in una serata cui si potrà assistere con 15 euro.
Il duo femminile svedese Midaircondo, che incrocia elettronica soft, strumenti e voci, ha già  conquistato fama sufficiente per partecipare al Sonar di Barcellona. I Midaircondo saranno al Cavallerizza Reale il 14 novembre.
Il 20 novembre allo Spazio 211 ci sarà Angel, trio finnico-tedesco in cui convergono esperienze maturate nei marchi Pan Sonic e Schneider TM.
Infine, il 4 dicembre al Teatro Valdocco, si esibiranno Asif Ali Khan & Party, formazione pakistana di area sufi guidata dal cantante cui molti conferiscono l'eredità dello scomparso maestro Nusrat Fateh Ali Khan.

Sabato 11 ottobre - ore 21.00
  Teatro Colosseo - Poltronissima € 25, Poltrona € 21, Galleria € 18
THE MATTHEW HERBERT BIG BAND
(Uk)
 
Mercoledì 22 Ottobre - ore 21.00
  Teatro Colosseo - Poltronissima € 25, Poltrona € 21, Galleria € 18
KRONOS QUARTET
(Usa)
 
Giovedì 30 Ottobre - ore 21.00
  Teatro Valdocco - Posto unico €15
JON HASSELL and MAARIFA STREET
(U.S.A.)
 
Venerdì 14 Novembre - ore 21.00
  Cavallerizza Reale - Posto unico €12
MIDAIRCONDO
(Svezia)
 
Giovedì 20 Novembre - ore 21.00
  Spazio 211 - Posto unico €12
ANGEL
(Germania/Finlandia)
 
Giovedì 4 Dicembre - ore 21.00
  Teatro Valdocco - Posto unico €15
ASIF ALI KHAN & PARTY
(Pakistan)

 

Prevendite: Punto Info Piemonte di piazza Castello, angolo via Garibaldi. Informazioni: "Musica 90" è raggiungibile al sito www.musica90.net e al numero telefonico 011/4343333.

postato da: frankobrain alle ore 03:43 | link | commenti (1)
categorie: musica, world, folk, elettronica, rock, pop , jazz, classica
lunedì, 15 settembre 2008

Morto Richard Wright dei Pink Floyd

Il tastierista e co-fondatore dei Pink Floyd Richard Wright è morto oggi di cancro. Aveva 65 anni.

Wright era nato a Londra il 28 luglio 1943. Negli Anni Sessanta, assieme a due altri studenti, il chitarrista Roger Waters e il batterista Nick Mason, fondò il gruppo Sigma 6, che venne poi chiamato Pink Floyd e sarebbe ben presto diventato uno dei più importanti del rock psichedelico (soprattutto ai tempi di Syd Barrett) e quindi del progressive.

Wright fu co-autore di cinque brani dell'LP Dark Side of the Moon, che, uscito nel 1973, è stato per 14 anni tra i 200 album della classifica di Billboard, diventando uno dei dischi più venduti di tutti i tempi.

Il tastierista lasciò la band dopo dissensi con Waters durante le registrazioni di The Wall, riunendosi nuovamente ai compagni nel 1987.

 Gilmour, Waters, Mason & Wright

 

          Visita Atom Heart Mother, l'homepage sui Pink Floyd

postato da: frankobrain alle ore 20:54 | link | commenti (3)
categorie: musica, elettronica, rock, blues, progressive
domenica, 07 settembre 2008

Popol Vuh

"La musica è il mezzo che mi aiuta ad avvicinarmi in modo realistico all'utopia".
                                (Florian Fricke, 1944-2001)  

Fricke nacque il 23 febbraio 1944 in una cittadina sul Lago di Costanza, e più precisamente a Lindau, sul confine austro-svizzero. Iniziò a suonare il pianoforte a sette anni e, dopo gli studi al Conservatorio di Friburgo, lavorò come critico musicale e cinematografico per la Süddeutsche Zeitung, Der Spiegel e la Neue Züricher Zeitung. Mentre si ingegnava a girare alcuni corto- e mediometraggi, divenne amico dell'allora aspirante regista Werner Herzog. Fricke partecipò al primo film ufficiale di Herzog, Segni di Vita (Lebenszeichen): come assistente tecnico e come attore, nel ruolo di un soldato che suona Chopin.

 

Di lui esistono poche fotografie, tanto era schivo. Una delle poche che fece inserire nelle copertine dei primi album lo ritrae durante un concerto in posa contemplativa.
E "contemplativa" è proprio l'aggettivo più adatto per descrivere la musica del gruppo formatosi intorno a questo notevole rappresentante della moderna avanguardia.

Il luogo era Monaco di Baviera e l'anno il 1969 quando, ad opera di Florian Fricke (tastiere), Holger Trülzsch (drums) e Frank Fiedler (sintetizzatore), nacquero i Popol Vuh. Fricke, appassionato di culture e religioni antiche, scelse come nome quello del libro sacro degli indiani Quiché del Guatemala.

[N.B.: c'è anche un gruppo progressive norvegese che scelse di chiamarsi così, e questa circostanza provocherà una certa confusione almeno fino al 1975, quando Florian Fricke minacciò di ricorrere a vie legali contro i "colleghi" nordeuropei. Questi altri Popol Vuh (autori, almeno ad inizio carriera, di un interessante rock psichedelico con influenze genesiane), riconobbero di essere "arrivati secondi" e si ribattezzarono Popol Ace.]

Amante della musica elettronica, Fricke fu uno dei primi a voler sfruttare le potenzialità del moog, che allora pochissimi possedevano non solo perché costava una fortuna ma anche perché assai ingombrante.

 L'LP del debutto, Affenstunde, che i Popol Vuh pubblicarono nel 1971 per la Liberty (al tempo la label tedesca più progressiva - basti pensare che aveva sotto contratto Amon Düül II e CAN), consisteva in "Kosmische Musik" mista a percussioni etniche. A produrre l'album furono l’americano Gerhard Augustin (titolare della Liberty) con la moglie di Florian, Bettina, responsabile anche della maggior parte delle scelte grafiche nelle copertine dei dischi.
In Germania c'erano già diversi folletti siderali, tutti figli putativi di Karlheinz Stockhausen (Ash Ra Temple, Klaus Schultze, Tangerine Dream, i suddetti Amon Düül, e inoltre Jane, Neu!...), tuttavia i Popol Vuh si differenziavano per la componente misticheggiante. Se il loro tipo di musica rientrava nel Krautrock, ciò accadeva solo per via della locazione geografica. In realtà nel loro caso non si può parlare nemmeno di rock. Le sperimentazioni sonore dei Vuh  sembrano scaturire da una cattedrale sotterranea; come Haydn in un concerto onirico di formiche tibetane.

 Anche il secondo disco - In den Gärten Pharaos; per l'etichetta OHR-Pilz - ricorda perlopiù i Tangerine Dream dell'èra Alpha Centauri / Zeit (cosa che non deve sorprendere, dato che fu proprio Fricke a "presentare" il Moog III ai Tangerine, suonandolo come guest player in Zeit) o, come nota Piero Scaruffi, i Pink Floyd di A Saucerful of Secrets (soprattutto nel secondo dei due lunghi brani, "Vuh", registrato nella cattedrale di Baumburg).

Subito dopo i suoni diventano più eterei, gli accordi celestiali, in un'unità di antico e moderno, di sacro e profano. Fricke rinuncia all'elettronica. "Non voglio usare il sintetizzatore per riprodurre la musica religiosa cristiana" spiegherà in un'intervista del 1972. "Pur tuttavia, la nostra non può essere definita 'musica da chiesa', a meno che non consideriate il corpo come un tempio sacro e le orecchie come porte". Con lui ora collaborano il chitarrista/percussionista Daniel Fichelscher (ex Amon Düül II; Fischelscher parteciperà a oltre una dozzina di incisioni dei Popol Vuh) e la soprano coreana Djong Yun. Testi e suoni si ispirano non solo a passi della Bibbia e di altri testi sacri delle religioni mondiali, ma anche a visioni dei popoli dell'Himalaya e ai canti dei Curdi della regione dell'Eufrate.

La svolta minimalistica è segnata da Hosianna Mantra, a base di pianoforte (Fricke), violino (Fritz Sonnleitner), oboe (Robert Eliscu), chitarra (Conny Veit) e tamboura (Klaus Wiese). Come suggerisce il titolo, è un album in cui si fondano miti orientali e leggende cristiane.

 Il successivo Seligpreisung (Kosmische Musik, 1973) approfondisce lo studio intorno alle possibilità dei mantra pur avvalendosi di estratti dal Vangelo di Matteo, condendo la formula con maggiore dinamismo e un tocco di psichedelia grazie agli assoli di Fichelscher.

 Quindi è il turno di un’altra opera miliare a titolo Einsjäger & Siebenjäger (1974, per l’italiana PDU e per la tedesca Kosmische Musik), con veri e propri inni alla gioia ("King Minos") e ambiziose composizioni bagnate nel lago di un progressive mai fine a se stesso (i venti minuti della traccia di chiusura che dà il titolo all'album).

Con il successivo Das Hohelied Salomos (United Artist, 1975) si mettono in musica alcuni dei Salmi del Re Salomone. E' l'album in cui si registra il ritorno della soprano Yun. La proto-world-music di Fricke si inabissa nelle atmosfere di epoche e paesaggi remoti con l'ormai sperimentato connubio tra grandiosità wagneriana e momenti di raccoglimento meditativo (un rigore giustificato dalla sua passione per il medioevo e per il misticismo di origine soprattutto asiatica). In questo periodo il Nostro si decide a vendere il gigantesco e ormai inutilizzato moog modulare all’amico Klaus Schulze, che, come sappiamo, ne farà buon uso.

 Il primo concerto all'estero dei Popol Vuh avviene a Milano nel 1976. E' anche l'anno dell'uscita di Letzte Tage - Letzte Nächte (United Artists), con il quasi-pop ritmato della titletrack cantato da Renate Knaup degli Amon Düül II, e Yoga, registrazione di due jam sessions con musicisti indiani, pubblicata dall’italiana PDU dapprima illegalmente e poi ufficializzata (è riscontrabile infatti nel catalogo della band).

Dal 1978 il gruppo torna sotto la supervisione di uno dei loro primi scopritori, il produttore Augustin. Ma Fricke, già allora amareggiato nei confronti del mondo discografico, guadagna uno scampolo di indipendenza mettendosi a comporre colonne musicali insieme a Fiedler e intraprendendo con lui e altri amici fidati viaggi intorno al mondo.
 
Brüder Des Schattens, Söhne Des Lichts (Brain, 1978) sarà il punto di partenza per la realizzazione
della colonna sonora del Nosferatu di Herzog. L’omonima suite d’apertura è forse uno degli episodi più ispirati e riassuntivi di tutta la discografia frickiana: paesaggi metafisici e spaziali vengono solcati dal pathos primordiale proprio di tutti gli umani. Il passo successivo è l’oscuro e, sì, depressivo Die Nacht Der Seele - Tantric Songs (Brain, 1979), nel quale alcuni intravedono le prime stanchezze compositive dell'ensemble e del suo leader. Grazie alla magniloquenza delle cento voci della Corale dell’Opera Bavarese, Sei Still, Wisse Ich Bin (‘81, per la Innovative Communication di Schulze) fa sperare a un secondo decennio ricco di opere memorabili. Purtroppo il successivo Agape-Agape (Uniton, 1983) porgerà il fianco alle accuse di manierismo spirituale. Si
tratta di composizioni indianeggianti poco brillanti, buone giusto per esercizi di yoga casalingo: insomma, proprio quella New Age che Fricke sconfessò fin dall'inizio. Spirit Of Peace (Cicada, 1985) e For You And Me (Milan, 1991) seguono la stessa linea. Sono dischi in tutti i sensi lenti, sia pure immersi in una certa solarità bucolica.
 A metà degli Anni Novanta c'è un'impennata, una sorta di come back non privo di fascino, con City
Raga, album che utilizza l'angelica voce di Maya Rose, un'esperta delle tecniche di respirazione originaria dello Yucatan.

A questo punto inizia l'èra della "modernizzazione": nella musica dei Popol Vuh subentrano i suoni dell'universo techno, per via anche dell'apporto del nuovo componente, il tastierista Guido Hieronymus. Nel 1999 l'ultimo album: Messa di Orfeo (Spalax, 1999), risultato di uno spettacolo multimediale al festival d’Arte Contemporanea di Molfetta (Bari), con il recitato dell’attrice Guillermina De Gennaro e una serie di improvvisazioni d’atmosfera che inseguono utopiche estasi.

Il resto della discografia consiste in raccolte e in alcuni "mix" ad opera di Gerhard Augustin. Un posto di merito, in questa lista, occupano le colonne sonore per i film herzogiani.

Si parte con Aguirre, furore di Dio (il disco porta il titolo Aguirre; 1976, Cosmic Music), nel quale l'eternamente spiritato Klaus Kinski, "pallino" del regista bavarese, si cala in maniera naturale nell'identità di un caposoldato folle. Dopo è la volta del documentario La grande estasi dell’intagliatore Steiner, la cui colonna sonora non è mai stata ufficialmente pubblicata su CD. Vediamo indi un Florian che già mostra i segni dell'invecchiamento fisico apparire personalmente nella pellicola L’enigma di Kaspar Hauser, vestendo i panni di un pianista cieco in una lacerante interpretazione dell’Agnus Dei.
La collaborazione tra il regista e il compositore prosegue con Cuore di vetro (Herz aus Glas; 1976), Nosferatu (1978), lo stupendo Fitzcarraldo
(1979), Cobra Verde (1990) e Grido di Pietra (Cerro Torre: Schrei aus Stein; 1991).
Tra queste, Nosferatu è sicuramente l’opera più riuscita per quanto riguarda la simbiosi tra le immagini del film e lo stupore estatico di una musica mai, per fortuna, didascalica
.

Con la precoce morte di Florian Fricke avvenuta il 29 dicembre 2001 a causa di complicazioni dopo un infarto, termina la storia dei Popol Vuh; ma il seme delle loro idee prosegue a germogliare. Non è New Age; non è vera e propria World Music. "Chiamatela, se preferite, musica per lo spirito." 

 

POPOL VUH - Discografia essenziale

1970 Affenstunde (Liberty, Ger)
1971 In den Gärten Pharaos (Pilz, Ger)
1972 Hosianna Mantra (Pilz, Ger) 
1973 Seilegpreisung (Kosmische Musik, Ger)
1974 Einsjäger & Siebenjäger (Kosmische Musik, Ger)
1975 Das Hohelied Salomos (United Artists, Ger)
1976 Letze Tage - Letze Nächte (United Artists, Ger)
        Yoga (PDU, Ita)
1979 Die Nacht Der Seele - Tantric Songs (Brain, Ger)
1981 Sei Still, Wisse Ich Bin (Innovative Communication, Ger)
1982 Agape–Agape (Uniton, Nor)
1985 Spirit Of Peace (Cicada, Nor)
1991 For You & Me (Milan, Fra)
1995 City Raga (Milan, Fra)
1997 Shepherd's Symphony (Mystic Records, UK)
1998 Messa di Orfeo (Spalax, Fra)
 

Soundtracks, soundtrack-compilations
1974 Aguirre (OHR, Ger)
1976 Herz Aus Glas - Coeur De Verre (Brain, Ger)
1978 On The Way To a Little Way - Nosferatu (Egg, Fra)
         Brüder Des Schattens - Söhne des Lichts (Nosferatu) (Brain, Ger)
1982 Fitzcarraldo (Pilz, Ger)
1987 Cobra Verde (Milan, Fra)
1993 Best of Popol Vuh – From Films of W.H. (Milan, Fra)
1994 Movie Music (Weltbild Verlag, Ger) 
1996 Soundtracks from Werner Herzog (3 cd box) (Spalax, Fra)
2005 Coeur de Verre (SPV, USA) 
 

postato da: frankobrain alle ore 16:42 | link | commenti (1)
categorie: musica, world, folk, elettronica, rock, pop , classica, progressive
venerdì, 05 settembre 2008

Nextech Festival 2008

Un incontro immancabile per tutti gli appassionati di musica elettronica e arti digitali

Dal 18 al 20 settembre 2008 alla Stazione Leopolda di Firenze si terrà la terza edizione del Nextech Festival, appuntamento dedicato alla musica elettronica e alle arti digitali. Questi alcuni degli artisti che si esibiranno:
Chicks On Speed , Crookers, Monolake, John Tejada & Arian Leviste, Poni Hoax.
Per sabato 20 settembre è previsto un live set di 3 ore del dj producer americano Jeff Mills, uno dei massimi esponenti a livello mondiale di musica elettronica e techno.

Scopri tutte le info sul blog dedicato all’evento.

postato da: frankobrain alle ore 12:39 | link | commenti
categorie: musica, elettronica
lunedì, 07 aprile 2008

Niente rottura per gli U2

u2-19637.jpgI fan degli ‘U2′ possono stare tranquilli. La notizia riportata una settimana fa circa la fine della carriera della band era un Pesce d'Aprile ideato dal sito RockIsland. E' tutto il contrario invece: sembra infatti destinata a durare ancora a lungo l’esperienza musicale di Bono e compagni, visto che il gruppo ha firmato pochi giorni fa un contratto di 12 anni con la ‘Live Nation’, società che si è accaparrata la gestione del merchandising, i diritti per la distribuzione digitale e quelli relativi al brand "U2". Non è trapelato il compenso arrivato alla band, ma basti pensare che Madonna, con un contratto simile, lo scorso anno ha guadagnato 120 milioni di dollari… 

postato da: frankobrain alle ore 23:10 | link | commenti
categorie: musica, elettronica, rock, pop , hip hop