


Dopo l'uscita del loro primo EP per l'etichetta Touch & Go Records nel 2003, il duo divenne un trio grazie all'entrata in scena di Kyp Malone (voce, chitarre, loops); e nel frattempo TV On The Radio è un quintetto... 
Sono una sorpresa ancora oggi e vale la pena (ri)ascoltarli, anche se qualcuno li ha soprannominati "i Middle Of The Road in versione più rockeggiante".
Celebri tutt'al più per il loro superhit "Venus" del 1969, con il famoso riff di chitarra preso in prestito da "Pinball Wizard" degli Who, questi olandesi facevano quello che è stato definito "un pop psichedelico" sostenuto dalla stupenda voce della mezza-ungherese mezza-tedesca Mariska Veres, che a molti rammenta Grace Slick. E, in effetti, un'altra band a cui gli Shocking Blue furono associati erano i Jefferson Airplane: un paragone che calza loro a pennello molto più di quello con i M.O.T.R. ...

Quasi ogni track da loro sfornato è una vera gemma, e non è un caso che i Nirvana decisero di fare la cover di un loro brano: "Love Buzz".

Gli Shocking avevano un suono molto particolare e inconfondibile, che scavalcava le barriere tra gli stili, barriere allora molto accentuate e di cui tenevano gran conto i critici e lo stesso pubblico. "Sally Was A Good Old Girl", per esempio, è un country, la dolce "Water Boy" si avvale degli arabeschi di un sitar, "Little Cooling Planet" è alquanto funky... ma, tutto insieme, è il tipico sound "azzurro scioccante" di questa band.

Non è difficile procacciarsi una loro raccolta. Se potete, ascoltate "I Love Voodoo Music", la sunnominata "Love Buzz" o lo scatenato rock di "Daemon Lover". Robbie van Leeuwen (chitarra e sitar), che scrisse quasi tutte le loro canzoni - compresi i testi -, è senz'altro da annoverarsi tra i migliori "songwriters" del mondo.

Il gruppo andò in tour negli States insieme a Ike & Tina Turner, Sly & The Family Stone e Three Dog Night; fu in Sud America, Indonesia, Giappone, Hong Kong... Ma nel 1974 finì per sciogliersi, anche perché Robbie van Leeuwen si era stancato di fare da collante tra i singoli componenti e di sopportare la pressione della Elephant Pink, la loro label, che pretendeva almeno tre album all'anno.

La cantante Mariska Veres si dedicò quindi a una carriera solista, presentando brani in olandese, tedesco e inglese, ma ottenne un discreto successo unicamente in Olanda. Nel 1993 cercò di organizzare una reunion, ma gli altri ex componenti degli Shocking mostrarono scarso interesse e lei richiamò in vita il progetto con musicisti completamente nuovi. Per anni, i neoformati Shocking Blue parteciparono a numerosi festival di gruppi "Oldies". Mariska si dedicò a latere al blues, al jazz e alla musica tzigana. Non si sposò mai e, come ai vecchi tempi del "sex, drugs and rock'n'roll", condusse vita morigerata, non fumava e non beveva (la sua bevanda preferita era da sempre il tè...).
Di lei dobbiamo parlare purtroppo al passato, in quanto la leader degli Shocking Blue si è spenta il 4 dicembre 2006 all'Aja; aveva soltanto 59 anni. Paradossalmente, a ucciderla è stata un tumore: proprio lei, che non era mai caduta vittima dei vizi..
Veres fu la prima cantante europea a incarnare, nell'epoca del beat, l'ideale della giovane sexy, in grado di ammaliare con la sua voce sensuale milioni di fans. Emblema della sensualità vocale di quell'epoca fu "Venus", che decretò il clamoroso successo della band, restando per oltre sei mesi nelle classifiche dei dischi più venduti in Europa e negli Stati Uniti. "Venus" è stata poi rifatta da altri gruppi ed è stata utilizzata spesso anche per spot pubblicitari.
Discografia essenziale:
The Best of Shocking Blue
Shocking Blue - 20 Greatest Hits
Ink Pot / Attila (i loro primi 2 album su un CD)
Scorpio's Dance (1969)
At Home (1970)
Dream On Dreamer / Good Times (1973/75; 2 album su un CD)
Link di approfondimento:
Fino alla fine degli anni Novanta, si sapeva che Woody Guthrie ("the dust brother") aveva scritto circa un migliaio di canzoni: tutte quante sulla sua vecchia macchina da scrivere e tutte ispirate a fatti di cronaca, conversazioni udite per caso e pensieri che gli venivano quando era on the road. Un lascito abbastanza impressionante, il suo, e non solo quantitativamente... anche se, per far digerire il suo "socialismo" agli americani, lo si ricorda quasi esclusivamente come autore di "This Land Is Your Land" (un inno alla libertà che viene insegnato nelle scuole). Poi sua figlia Nora, dopo oltre quarant'anni di quasi-indifferenza per l'eredità paterna, prese ad esplorare i recessi della casa della madre Marjorie e scoprì centinaia e centinaia di nuovi testi che Guthrie non aveva avuto il tempo di trasformare in canzoni. Nora si mise dunque alla ricerca di un degno rappresentante del lascito paterno e si imbatté in Billy Bragg.
Già nel 1983, nell'album To Have And To Have Not, Bragg cantava:
"A 21 anni stai in cima all'immondezzaio,
a 16 eri il migliore della classe.
A scuola hai imparato soltanto
a diventare un buon lavoratore.
Anche se il sistema ha fallito,
cerca di non fallire tu."
Parole dure, rivolte alla politica neoliberale del governo Thatcher, che di lì a pochi anni rovinerà l'Inghilterra. Bragg, nato nel 1957 a Barking (Essex), dichiarò di essersi deciso a intraprendere la carriera di musicista appunto per colpa - o per merito - di Margaret Thatcher. Dopo aver visto un concerto dei Clash, fondò il proprio gruppo punk - i Riff Raff -, ma nel 1980 sorprese tutti arruolandosi volontario nell'esercito britannico ("Volevo guidare un carro armato!"). Dopo soli tre mesi gettò l'uniforme alle ortiche ("Le 175 sterline che dovetti pagare per ricomprarmi la libertà rappresentano i soldi meglio spesi dell'intera mia vita"). Quindi, armato di chitarra, amplificatore e testi pieni di rabbia, cominciò a suonare là dove poteva, fino a profilarsi ben presto come bardo della protesta anti-thatcheriana.
"Billy e Woody dicono le stesse cose e hanno lo stesso sense of humor..." spiega Nora Guthrie (sorella di Arlo).
E così Bragg: "Woody aveva il diavolo dentro, proprio come Robert Johnson. Capirlo probabilmente è più facile per un inglese che, come me, è nato negli anni Cinquanta. Woody poneva agli americani un sacco di domande alle quali loro non potevano rispondere. Non faceva compromessi. Li invitava a iscriversi al sindacato ('Join the Union!') e diceva cose del tipo: 'Come recita la Bibbia, il denaro deve essere equamente distribuito'..."
Dopo Pete Seeger, Bob Dylan e Bruce Springsteen (The Ghost of Tom Joad, uscito nel 1995, rimane il maggiore omaggio di Springsteen a Woody Guthrie), dunque è stato Bragg a profilarsi in qualità di accolito d'eccezione del "vagabondo comunista".
Il risultato? Mermaid Avenue, che ha recato a Bragg e alla band Wilco una nomination al Grammy Award.
"Well I'm walkin' down the track, I got tears in my eyes.
Tryin' to read a letter from my home."
(Woody Guthrie)
La filosofia radicale di Woody Guthrie si forgiò nelle disgrazie che portò con sé la Grande Depressione; dopo, il cantautore soffrì - e non poco - le vessazioni del maccarthismo. Woody Guthrie aveva il sospetto che sulla sua famiglia gravasse una maledizione, e forse era proprio così: cinque dei suoi otto figli morirono prematuramente, la casa dei genitori bruciò in circostanze misteriose, sua sorella Clara perì in un altro incendio, anche suo padre rischiò di morire in un ennesimo incendio, la sua prima moglie Nora divenne demente, lui stesso fu colpito dalla temibile Corea di Huntington (non senza prima però ustionarsi a un braccio, cosa che gli rese impossibile suonare la chitarra...)
E' uscito intanto l'omaggio di Bruce Springsteen a Pete Seeger. Si intitola We Shall Overcome: The Seeger Sessions. In compagnia di un esercito di ottimi collaboratori, Springsteen dà la sua interpretazione originale di 15 "traditionals", e non è difficile a volte sentire risuonare la voce di Guthrie between the lines...
In entrambi gli album dedicati al troubadour di Okemah (Oklahoma), Mermaid Avenue Vol. I e Mermaid Avenue Vol. 2, Bragg è accompagnato dai Wilco.