... perché cammina sotto la pioggia!
Il sistema non è stupido, ma spesso lo è chi vi fa parte: mi riferisco a legioni di "persone perbene", borghesi pieni di tic e di manie assurde che scaricano le tensioni delle proprie meschinità sui cosiddetti "diversi", sugli "antisociali".
Dylan... sì, proprio lui, Bob, autore di innumerevoli canzoni contro il sistema, poeta dei paradossi della nostra società, stava passeggiando in un posto di merda del New Jersey chiamato Long Branch quando gli occhi di alcuni "bravi cittadini" sono caduti su di lui. E' parso strano, a quella gente, che tale "vecchio eccentrico" si aggirasse a piedi sotto la pioggia. Nel momento in cui Dylan ha pure iniziato a provare interesse per una casa abbandonata davanti alla quale era infisso il cartello "Vendesi", per gli abitanti di Long Branch la misura era definitivamente colma. Secondo loro, questo tizio era certamente un vagabondo e andava, perciò, segnalato alle autorità.
[Casualmente, o forse no, la casa è la stessa in cui nel 1974 Bruce Springsteen scrisse "Born to Run".]
Arriva la poliziotta di turno, versione moderna dello sceriffo scemo di tanti film classici, e chiede al presunto senzatetto i documenti. Lui ne è sprovvisto ma si presenta come Bob Dylan. L'agente, la 24enne Kristie Buble, si mostra incredula. In realtà forse nemmeno sa chi sia Bob Dylan... Accompagna l'uomo in albergo dove questi finalmente le fornisce le prove della propria identità.
L'episodio non sembra aver scalfitto più di tanto la calma del cantautore. Alla domanda - davvero idiota - sul perché stesse camminando sotto la pioggia, Dylan ha semplicemente risposto: "Avevo voglia di fare una passeggiata".

Non puoi giudicare una mela dall'albero,
non puoi giudicare il miele dall'ape,
non puoi giudicare una figlia dalla madre,
non puoi giudicare un libro dalla copertina.
Oh, non lo vedi,
tu mi giudichi male.
Sarò un contadino
ma sono innamorato,
non puoi giudicare un libro dalla copertina.
Bob Dylan: "Non puoi giudicare un libro dalla copertina"
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“Deve pur esserci una via d’uscita” disse il ladro al giullare.
“C’è troppa confusione e non riesco a trovar pace:
gli uomini d’affari si scolano il mio vino, i contadini vangano la mia terra
e nessuno di loro, alla fine, conosce il valore di ciò che ha rubato”.
“Non c’è motivo di allarmarsi” disse il ladro con gentilezza.
“Molti di noi credono che la vita sia un gioco;
ma tu ed io ne abbiamo viste tante e sappiamo che non è così.
Non è dunque il caso di star qui a ripeterci queste banalità."
Bob Dylan: "Lungo le torri di guardia"
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Venite, padri e madri, da ogni parte del Paese
e non criticate ciò che non comprendete;
i vostri figli sono al di là del vostro controllo,
la vostra strada sta rapidamente invecchiando:
per favore, lasciate libera quella nuova
se non potete dare una mano,
perché i tempi stanno cambiando.
Bob Dylan: "I tempi stanno cambiando"
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Alfred Bello aveva un socio che aveva un conto aperto con gli sbirri.
Quest’ultimo, assieme ad Arthur Dexter Bradley, passava di lì quando successe.
Dichiarò: “Ho visto due uomini fuggire dal bar, sembravano pesi medi;
sono saliti a bordo di un’auto bianca con targa di un altro Stato”.
La signorina Patty Valentie annuì col capo. Poi, un poliziotto esclamò:
“Un momento, ragazzi, questo qui non è morto!”.
Così lo portarono al pronto soccorso e sebbene l’uomo ci vedesse a malapena
stabilirono che avrebbe potuto identificare i colpevoli.
Bob Dylan: "Hurricane"
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Dio disse ad Abramo: "Sacrificami un figlio".
Abramo disse: "Ehi, mi prendi in giro?".
Dio disse: "No". Abramo disse: "Cosa?".
Dio disse: "Fa' quel che vuoi, Abe, ma
la prossima volta che mi vedi arrivare sarà meglio che scappi".
Allora Abramo disse: "E dove vuoi che avvenga questo omicidio?".
Dio disse: "Sulla Highway 61".
Bob Dylan: "Highay 61 Revisited"
I Chumbawamba sono un collettivo musicale di Leeds (GB) formatosi agli inizi degli Anni Ottanta e originariamente dedito al punk rock. In questi due decenni i Chumbawamba hanno cambiato più volte formazione, intraprendendo i più disparati percorsi di ricerca sonora. Si va dalla redenzione di canti e inni di lotta proletaria (l'Internazionale, ballate di Victor Jara, ecc.) al rock discotecaro di Tubthumper (erano gli Anni Novanta e il gruppo si autoproiettò nel mainstream grazie al fortunato singolo "Tubthumping").

A Singsong And A Scrap è un ennesimo gioiello della loro ormai solida discografia, anche se rimangono comunque insuperabili English Rebel Songs 1381-1984, Readymades and Then Some, Un e il programmatico Anarchy. In A Singsong..., i toni non vengono mai calcati, pur se i temi sono, come al solito, politically incorrect: il fondamentalismo, l'animalismo, racconti di vecchi punk incontrati al pub sotto casa, operai morti sul lavoro... Dalla nostra tradizione hanno recuperato una "Bella ciao" a cui, subito dopo il G8 di Genova, hanno mutato il testo (la canzone è un omaggio a Carlo Giuliani). Inoltre, evocano la memoria di Joe Strummer (vedi post precedente) con una versione a cappella di "Bankrobber" ("Mio padre era un rapinatore / Ma non ha mai fatto male a nessuno / Gli piaceva vivere a quel modo / Gli piaceva rubare i tuoi soldi").
Nonostante sia stato gettato nel bollente calderone della mercificazione, questo gruppo anarchico di Leeds rimane sempre fedele a se stesso, al principio "democratico" che ne giustifica l'esistenza. Prova ne è che sul sito www.chumba.com ci sono molti .mp3 da scaricare gratuitamente.
Coppia allucinante, quella formata da Mojo Nixon e Skid Roper! Cantano di un "Natale transilvanico", di "Gesù al McDonald's", della "dieta di Bigfoot" (lo yeti americano), di "mettere la faccia su una bomba nucleare" e di come si sta ad abitare "insieme a un Anticristo di 90 cm.".
Attivi nella seconda metà degli Anni Ottanta, i due sono stati esponenti dello psychobilly, un genere di musica che divenne popolare dapprima in Europa e solo in un secondo tempo negli U.S.A.
Lo psychobilly non è altro che il punk rock in chiave rockabilly, ed è caratterizzato dai testi "sporchi" e trasgressivi e dagli atteggiamenti istrionici dei suoi acteurs. Volerlo infilare nello scaffale delle "parodie in musica" sarebbe però un grave torto. Nixon & Roper sono stati due degli eroi della controcultura (o, meglio ancora, della cultura "weird"); il primo scriveva i testi, cantava e suonava la chitarra; il secondo provvedeva i suoni di sottofondo - primariamente mandolino e washboard, ovvero l'asse per lavare.
Le velleità intellettuali di Mojo Nixon non risaltano soltanto nelle sue critiche verso il capitalismo ("Io odio le banche", "Bruciate i supermercati"...): Mojo (il cui vero nome, per intero, è Neill Kirby McMillan), laureato in Storia e Scienze Politiche, ha fatto anche da colonnista per il Peterbelly Magazine: due soli articoli, per la verità, in quanto la rivista presto fallì.
Celebri i suoi assalti verbali alle icone della pop cultura tanto cara ai teenager: Martha Quinn, Rick Ashtley, Deborah Gibson... Si è anche dichiarato a favore della libera circolazione degli .mp3, "poiché io non sono uno stronzo come i Metallica" (!). Un personaggio davvero "fuori". E pensare che aveva iniziato la carriera girando alcuni videoclip per la MTV, uno dei quali insieme a Wynona Ryder! Poi iniziò a imprecare proprio contro quei personaggi lanciati dall'emittente e venne gentilmente allontanato dai responsabili.
Don Henley e David Geffen sono due degli idoli che Mojo Nixon ha pesantemente vituperato ("Don Henley Must Die", "Bring Me the Head of David Geffen"). Il primo non si offese: anzi! Durante un concerto di Nixon ad Austin, Texas, salì sul palco e intonò a pieni polmoni "Don Henley Must Die". Quando l'ex membro degli Eagles se ne andò, Nixon chiese scherzosamente al pubblico: "C'è forse qui anche Debbie Gibson?" E più tardi ammise: "Don ha due coglioni grandi quanto le campane di una chiesa".
Sulla sua homepage www.mojonixon.com si possono monitorare gli spostamenti, da solo o insieme alla band Toadliquors, di questo simpatico psicopatico.
Musicalmente, a me piace associarlo a Captain Beefheart, ma anche all'inglese Edward Tudor-Pole. E non è forse un caso che sia Mojo sia Eddie hanno avuto esperienze cinematografiche: il primo in Great Balls of Fire, la storia di Jerry Lee Lewis mirabilmente interpretata da Dennis Quaid; il secondo - in ruoli più corposi - in Absolute Beginners, The Great Rock'n'Roll Swindle e altre pellicole fino a The Life and Death of Peter Sellers.
Skid Roper era invece il polo tranquillo del duo. Dico "era" in quanto nel 1989 la società "Nixon & Roper" si sciolse. Di Skid, che era influenzato dal country, uscirono soltanto due album solisti. Ha fatto comunque diversi concerti con il suo gruppo: Skid Roper and The Shadowcasters. E, se non mi sbaglio, è ancora là fuori a suonare.
Wide Eyed And Legless: The A&M Recordings
Il primo album di Andy Fairweather-Low, Spider Jiving, risale al 1974, quando lui, a 24 anni, era già un veterano della musica. Andy era stato infatti il bassista degli Amen Corner, che con "If Paradise Was Half As Nice" (Lucio Battisti) avevano lasciato la scena provinciale gallese per ergersi nelle classifiche di vendita mondiali vantando una manciata di hits dal 1967 al '69
Spider Jiving raccoglie composizioni a firma di Andy F.-L. che dimostrano come il ragazzo fosse già maturo per la carriera solista. Si va da ballate blueseggianti come "Standing On The Water" a pezzi musicalmente allegri tipo "Mellow Down", che rispecchia le atmosfere londinesi del tempo degli Amen Corner. "The Light Is Within" è poi un capolavoro da pub. La voce "ubriaca" di Andy è di quelle che portano ad accendersi tutti gli accendini.
Spider Jiving lanciò la sua carriera e la A&M, che credeva nelle potenzialità del giovane, lo imbarcò per l'America, mentre il singolo estratto dalla sua opera prima, "Reggae Tune" si piazzava al decimo posto nelle charts britanniche.
Il suo primo prodotto americano fu La Booga Rooga: soltanto dieci brani, ma tutti abbastanza corposi. Uno di essi è una cover di "My Bucket's Got A Hole In It" (Hank Williams) e un altro, "Wide Eyed And Legless", raggiunse come single il sesto posto della hit parade (dicembre 1975). A La Booga Rooga collaborarono musicisti d'eccezione, tra i quali Georgie Fame e B.J. Cole (pedal steel guitar). Gli arrangiamenti orchestrali qua e là risultano un po' troppo gonfiati, ma questo è anche un segno di quanto la A&M credesse nel suo pupillo britannico, tanto da volerlo presentare in maniera bombastica. Segnalo ai collezionisti di perle malinconiche la ballata "Halfway To Everything" e a chi invece ama dimenarsi lo stomp "Inner City Highwayman".
Seguì Be Bop n' Holla, altro disco di soft rock con influenze blues e swing. Be Bop n' Holla contiene tra le altre una cover di "Rocky Racoon" dei Beatles. Andy Fairweather-Low sembra qui volersi scrollare di dosso le ultime briciole di troubadour pierrotesco e ingrana la marcia di ritmo superiore. Stupendo però proprio un brano lento: "Rhythm'n'Jazz", che ricorda sia Leonard Cohen sia Tom Waits.
Nel 1976 il panorama musicale slittò definitivamente verso il punk con la fondazione della Stiff Records e, a parere di molte case discografiche, l'èra del cantautorato "tradizionale" era al tramonto. Andy Fairweather-Low riuscì comunque a sopravvivere al cambiamento, mettendosi a suonare con altri artisti. Fu (e ancora è) uno dei session men più richiesti in assoluto. Entrò a far parte della Eric Clapton Band e apparve anche nel tribute concert per George Harrison Evening for George (alias A Concert for George; album + DVD).
La raccolta Wide Eyed And Legless si apre con "Spider Jiving", brano davvero groovy che dà il titolo al primo long playing, e spazia, su due CD, attraverso il trittico di album che Andy F.-L. incise per la A&M a metà degli Anni Settanta. Tra i collaboratori ci sono Bernie Leadon, il già citato Georgie Fame, Gerry Rafferty e Dave Mattacks dei Fairport Convention.
Chi ama il soft rock e la voce tutta particolare di Rod Stewart troverà sollazzo con Unplugged... and Seated, un live risalente al 1993 che, tra gli special guests, annovera l'ex compagno dei Faces Ronnie Wood. Si va dal rock dei primordi evocato nella prima traccia "Hot Legs" a una collana di ballate d'amore (trovato e perduto) che sfocia in una sorta di crescendo con il classico "Highgate Shuffle", con "Stay With Me" e con "Having a Party" .
Questa è una ristampa fresca fresca, in vendita anche come "collector's edition" insieme a un DVD.
Niente di eclatante, secondo me. Ma forse è perché ho sempre trovato Rod alquanto "chioccio". Ho ascoltato il CD più volte, tuttavia ciò non mi ha aiutato ad apprezzarlo maggiormente; anzi. Le buone intenzioni vengono annientate dalle corde vocali del londinese di origine scozzese, che, come al solito, sembrano appannate da una patina di stanchezza post coitum. La patina si direbbe venga un po' raschiata unicamente nelle ballads non sue: "Reason to Believe" di Tom Hardin, "People Get Ready" di Curtis Mayfield, "Have I Told You Lately" di Van Morrison, "Tom Traubert's Blues (Waltzing Matilda)" di Tom Waits e "Having a Party" di Sam Cooke.
D'accordo che è un "unplugged", ma le chitarre viaggiano con il freno a mano tirato e le tastiere cuociono a mezza fiamma. Dei pezzi firmati da Stewart, "Mandolin Wind" è sicuramente il più riuscito, con il suo giro di accordi folk. Lodevole anche quando questa voce da eunuco un po' raffreddato si lancia avventurosamente nell'interpretazione del già citato "Waltzing Matilda" e del quasi obliato - ingiustamente - "The First Cut Is the Deepest" (di Cat Stevens): contro tutti i pronostici, il tentativo riesce, ma è soprattutto per la bontà stessa delle composizioni.
Sono in totale 15 brani, destinati ai momenti crepuscolari, tra una lacrima nostalgica e uno sbadiglio.
- Album dell'anno: Raising Sand, Robert Plant e Alison Krauss
- Singolo dell'anno: "Please Read The Letter", Robert Plant e Alison Krauss
- Record of the Year: "Please Read The Letter" - Robert Plant and Alison Krauss
- Canzone dell'anno: "Viva la vida", Coldplay
- Rivelazione dell'anno: Adele (cantante britannica) 
- Miglior interpretazione vocale femminile pop: "Chasing Pavements", Adele
- Miglior interpretazione vocale maschile pop: "Say", John Mayer
- Pop Instrumental Performance: "I Dreamed There Was No War" - Eagles
- Country Performance By A Duo Or Group With Vocals: "Stay" - Sugarland
- Miglior duo o collaborazione pop: "Rich Woman", Robert Plant e Alison Krauss
- Miglior album vocale pop: Rockferry, Duffy 
- Miglior album rock: Viva la vida or Death and All His Friends, Coldplay
- Miglior album R'n'B: Jennifer Hudson, Jennifer Hudson
- Miglior album rap: Tha Carter III, Lil' Wayne
- Pop Instrumental Album: Jingle All the Way - Bela Fleck & The Flecktones
- Pop Performance by a Duo or Group with Vocals: "Viva La Vida" - Coldplay
- Alternative Music Album: In Rainbows - Radiohead
- Solo Rock Vocal Performance: "Gravity" - John Mayer
- Rock Performance by a Duo or Group with Vocals: "Sex on Fire" - Kings of Leon
- Hard Rock Performance: "Wax Simulacra" - The Mars Volta 
- Metal Performance: "My Apocalypse" - Metallica
- Rock Instrumental Performance: "Peaches En Regalia" - Dweezil Zappa
- Rock Song: "Girls in Their Summer Clothes" - Bruce Springsteen
- Rap Solo Performance: "A Milli" - Lil' Wayne
- Rap Performance by a Duo or Group: "Swagga Like Us" - Jay-Z and T.I. featuring Kanye West and Lil' Wayne
- Producer of the Year, Non-Classical: Rick Rubin
- Producer of the Year, Classical: David Frost
Queste le date:
15 aprile a Milano (Mediolanum Forum??? Probabilmente è il Datchforum di Assago)
17 aprile a Roma (PalaLottomatica)
18 aprile a Firenze (Nelson Mandela Forum, alias Palazzetto)
L'ultimo disco del menestrello di Duluth (doppio CD):
Tell Tale Signs (the Bootleg Series Vol. 8)
Jimmy Page (chitarra) e John Paul Jones (basso), membri storici dei Led Zeppelin, si sono evidentemente spazientiti con il cantante Robert Plant, che si mostra riluttante a unirsi a loro nella tournée di riunione, che potrebbe rappresentare uno degli eventi musicali più importanti del 2009. La rivista Billboard ci informa che Page e Jones si stanno esercitando per il come-back insieme a Jason Bonham, figlio di John Bonham (il deceduto batterista dei Led).
I Led Zeppelin nel 1975: Jimmy Page, Robert Plant
Finora i due hanno aspettato che Robert Plant si convincesse, ma quest'ultimo è sempre oberato di impegni; attualmente si trova in tour con la cantante e violinista Alison Krauss, la quale sta lanciando il suo ultimo album di bluegrass dal titolo Raising Sand. Perciò Page e Jones si sono messi a cercare un sostituto per il loro vecchio compagno.
Ecco una lista di altre bands che hanno dovuto rimpiazzare loro elementi-chiave, e i risultati dei cambiamenti:
Van Halen - David Lee Roth, esuberante frontman dei Van Halen, lasciò il gruppo nel 1985. Venne rimpiazzato da Sammy Hagar. Da allora i fans dei Van Halen sono divisi in due schieramenti: quelli che preferiscono il cantante originale e quelli che stanno dalla parte del "blue-collar" Hagar. Con entrambi, la band ha venduto milioni di album. La fortunata reunion del 2007 segnò il ritorno di David Lee Roth, che tornò a esibirsi con gli altri co-fondatori Eddie e Alex Van Halen.
Queen - Nel 1991, quando Freddie Mercury morì, ci fu una cessione delle attività per i Queen, almeno come band (i membri superstiti si dedicarono a progetti solisti; un album finale con la "partecipazione" di Mercury uscì quattro anni dopo la scomparsa del cantante). Nel 2005, Brian May e Roger Taylor decisero di far risuscitare i Queen ingaggiando Paul Rodgers (ex Bad Company). Riempirono le arene, ma molti vecchi fans rimasero scontenti: impossibile, infatti, trovare un altro showman con il carisma di un Freddy Mercury.
Bad Company - Accennavamo appunto a Paul Rodgers. Quando questi lasciò i Bad Company, venne rimpiazzato non da uno ma da due cantanti. Con il primo, Brian Howe (1986-'94), la band ebbe un più che discreto successo di vendite. Invece con il secondo, Robert Hart (1995-'97), i Bad Company rischiarono il declino. Rodgers tornò nel 1998 e rimase per quattro anni, ma adesso, come abbiamo visto, è con i Queen (i quali tra l'altro hanno inciso un nuovo album, dal titolo The Cosmos Rocks).
Genesis - Parecchi aficionados di quest'altro grande gruppo inglese prospettarono "l'inevitabile fine" dopo che Peter Gabriel scelse di andarsene. Correva l'anno 1975. Occorsero parecchi mesi ai rimanenti membri per riprendersi dal brutto colpo; mesi in cui vennero fatti provini per scegliere il sostituto del grande Peter, finché il loro batterista, tale Phil Collins, non dichiarò: "Sentite, so cantare anch'io!". Phil, unico componente dei Genesis di origini proletarie, divenne non solo la voce solista ma anche il capo incontrastato della band (che finora si era attenuta a metodi democratici). A un paio di album "di assestamento" seguì una caterva impressionante di successi, ma anche un mutamento di stile che, in fondo, dava ragione ai vecchi fans: i Genesis senza Peter Gabriel, in effetti, erano tutt'altra cosa. [Per la storia dei Genesis in lingua italiana vedi qui.]
Pink Floyd - Roger Waters, autore di numerosi testi dei Pink Floyd, sbatté la porta nel 1984. Il chitarrista David Gilmour e il batterista Nick Mason tennero in vita il gruppo dopo aver vinto una sequela di fastidiosi procedimenti penali intentati dallo stesso Waters, il quale voleva vietare loro di continuare a usare il nome della band. Senza il vecchio membro e con l'appoggio del tastierista Richard Wright, che poteva finalmente tornare a unirsi ai compagni (fu proprio Wright, con la sua presunta "passività", uno dei motivi del litigio tra Waters e gli altri), i Pink Floyd sfornarono un paio di altri buoni album e ripresero a esibirsi in tutto il mondo, mostrando di essere ancora un'autentica "money machine". [Vedi Atom Heart Mother - una homepage sui Pink Floyd, in lingua inglese.] Nel 2005, nel corso di Live 8 (spettacolo contro la povertà nel mondo), Roger Waters salì sul palcoscenico per suonare insieme agli amici di un tempo. E quella fu l'ultimissima volta che si rividero i Floyd uniti e, in qualche modo, contenti.
The Who - Ormai sono chiamati "The Two", con ovvio riferimento al cantante Roger Daltrey e al chitarrista Pete Townshend, i quali continuano a esibirsi come "The Who" nonostante la tragica dipartita degli altri due membri fondatori. Nel 1978 fu Keith Moon a "lasciarci le penne", come si suol dire, per via dei suoi eccessi di alcool, droghe e quant'altro. Per il batterista-folletto ci furono molti sostituti, ma quello che riuscì a convincere maggiormente fu, alla metà degli Anni Novanta, Zak Starkey, figlio del leggendario Ringo Starr. Quando nel 2002 morì anche il bassista John Entwistle (esattamente il giorno prima dell'avvio del tour estivo degli Who che avrebbe interessato Stati Uniti e Canada), fu il bassista Pino Palladino - scozzese, ma con antenati partenopei - il prescelto di turno. Altri collaboratori dei "superstiti" Daltrey & Townshend sono stati il drummer Steve White e il bassista Dave Minchella. The Who - o, meglio, "The Two plus Friends" - proseguono a sfornare dischi e a dare concerti mantenendo alta la qualità e raccogliendo ovunque enormi consensi.
Kiss - Venticinque anni segnati da abbandoni e disgrazie assortite, eppure questa formazione newyorchese continua a esistere. Nel 1980 getta la spugna il drummer Peter Criss. Viene sostituito da Eric Carr, che muore nel 1991. Le bacchette passano allora nelle mani di Eric Singer, che militerà contemporaneamente nei Kiss e nella Alice Cooper's Band. Anche l'abbandono del chitarrista Ace Frehley è stato assorbito abbastanza bene dagli altri membri: numerosi i sostituti per Frehley; ultimo, in ordine di tempo, il bravo e simpatico Tommy Thayer (nelle foto sotto).
"Sorry, No More Signing"
Con un comunicato video sul suo sito ufficiale, l'ex batterista dei Beatles Ringo Starr ha avvertito i suoi fan che non risponderà più alle loro lettere e mail.
"Peace and love, Peace and love, ma vi avverto che dal 20 ottobre non risponderò più alla vostra posta e non firmerò più i vostri oggetti, sono troppo occupato. Ah comunque: Peace and love". Queste sono le parole di Ringo che probabilmente è esasperato dalla quantità di messaggi che riceve.
Dopo lo scioglimento dei Beatles, l'artista inglese - oggi 68enne - ha pubblicato una quindicina di album. L'ultimo, uscito nel gennaio 2008, reca il titolo Liverpool 8. La sua sempre rinnovata All-Starr Band ha girato il mondo portando, insieme alla musica, messaggi d'amore e di pace.
Il componente e co-fondatore del Kingston Trio aveva 75 anni. Sua la celebre ballata "Tom Dooley".
The Kingston Trio
Il merito maggiore del Kingston Trio è di aver spianato la strada ai tanti interpreti venuti dopo di loro, raccogliendo in vere e proprie antologie i testi e le musiche della tradizione popolare. Riascoltarli è sempre un piacere; con o senza banjio di accompagnamento, si pensa al fuoco di un bivacco nella prateria sconfinata. Risalta la loro sana ingenuità, che non guasta mai, ma anche l'entusiasmo che ci mettono a presentare canzoni senza età - quelle, appunto, tramite cui si impara a suonare la chitarra, e che soprattutto ci permettono di rimanere aggrappati al nostro non troppo remoto background storico.
Fondato da Bob Shane, Nick Reynolds e Dave Guard a Palo Alto (California) nel 1957, il Kingston Trio ha portato il folk alle masse ancor prima di Pete Seeger, Joan Baez, Peter, Paul & Mary e altri giganti del genere. Plasmando stili diversi come pop, calypso e hawaiian, furono spesso relegati negli scaffali del country & western ("Tom Dooley", primo successo del trio, datato 1958, fece loro vincere il primo di una lunga serie di Grammy), ma li si può considerare tra i capostipiti della vera world music. 