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sabato, 10 maggio 2008

Le sette vite di Steve Winwood

Il musicista bianco dalla voce nera compie 60 anni

 Già 14enne Steve entrò a far parte dello Spencer Davis Group e li lanciò sull'onda del successo prestando la sua voce particolare, dal 1963 al '67, a hits come "Keep On Running", "Gimme Some Loving" e "I'm A Man".

Dopo questo periodo arrivarono altri anni gloriosi, anni ormai scritti a caratteri d'oro negli annali del rock: fu l'era dei Traffic (che Winwood fondò insieme a Chris Wood, Jim Capaldi e Dave Mason) e dei Blind Faith (formati con Eric Clapton, Ginger Baker e Ric Grech dei Family). Già a quel tempo Steve Winwood era noto come "il Mozart della musica pop", definizione coniata dal New York Times per sottolineare la bellezza e l'intelligenza delle sue canzoni.

Dopodiché Winwood decise di iniziare la carriera solista. All'album di debutto Steve Winwood (1977) seguirono Arc Of A Diver (1980), Talking Back To The Night (1982)... fino all'ultimo disco dal titolo assai significativo: Nine Lives (2008).

60 anni è una bella età anche per un artista navigato come Steve Winwood, ma possiamo essere certi che non è stato ancora scritto - ovviamente in musica - l'ultimo capitolo della vita di questo simpatico pur se taciturno inglese. 





postato da: frankobrain alle ore 16:01 | link | commenti (2)
categorie: musica, rock, blues, pop , jazz, progressive
venerdì, 02 maggio 2008

John Coltrane - 'Alabama'

Il 15 settembre 1963 a Birmingham, Alabama, un membro del Ku Klux Klan noto come "Dynamite Bob" depose dell'esplosivo dentro una chiesa frequentata da gente di colore. La detonazione uccise quattro ragazze (una di undici anni, tre di quattordici) e ferì molte altre persone. John Coltrane reagì componendo "Alabama", un pezzo che registrò il 18 novembre, due mesi dopo la terribile tragedia.

 

Queste immagini sono tratte dal programma televisivo Jazz Casual, andato in onda il 1° novembre 1963. Si tratta possibilmente della prima esecuzione pubblica del toccante brano.

The John Coltrane Quartet: John Coltrane, McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Elvin Jones.

 

postato da: frankobrain alle ore 19:57 | link | commenti
categorie: musica, blues, jazz
sabato, 15 marzo 2008

Deep Purple in Italia a luglio

deeppurple_2.jpgSaranno cinque le date italiane del tour mondiale 2008 dei Deep Purple. La band inglese, arrivata al quarantesimo anno di carriera, si esibirà  il 12 luglio in Piazza Duomo a Pistoia e la sera successiva al Parco Certosa Reale di Collegno; il 15 e il 16 il gruppo di Ian Gillan suonerà  al Teatro Ventaglio di Milano mentre a chiudere il minitour italiano sarà  la data del 18 al Castello Scaligero di Villafranca.

 

I prezzi dei biglietti, disponibili sul circuito TicketOne, variano dai 34 agli 80 euro.

I Deep Purple furono fondati nel 1968 a Londra da Jon Lord (keyboards, piano) e Ritchie Blackmore.

Molti i componenti che hanno fatto parte di questa formazione. Non pochi di loro hanno lasciato (o sono stati gettati fuori dall'egocentrico Jon Lord, fino a quando questi annunciò di non voler più suonare hard rock), per poi magari tornare.

Jon Lord (il tastierista, nato il 9.6.1941). Dal 1968 al 2002. 
Ritchie Blackmore (chitarra, *14.4.45). 1968-75, 1984-93, 1995.
Ian Paice (percussioni, *29.6.48). 1968-76, 1984-oggi.
Ian Gillian (voce, *19.8.45). 1969-73,  1992-oggi.
Roger Glover (basso, *30.11.45). 1969-73,  1984-oggi.
Rod Evans (voce, *19.1.45). 1968-69.
Nick Simper (basso,  *3.11.46). 1968-69.
Glenn Hughes (basso, voce, *21.8.52). 1973.
David Coverdale (voce, *22.9.49).
Tommy Bolin (chitarra, *18.4.51).
Joe Lynn Turner (voce, *2.8.51).
Don Airey (tastiere, *21.6.48). Attuale componente.
Steve Morse (chitarra, *28.7.54). Attuale componente.
Joe Satriani
(voce, *15.7.56).

La formazione più recente (o una delle più recenti, per meglio dire):
Don Airey (tastiere), Ian Paice (percussioni), Roger Glover (basso), Ian Gillan (voce) e Steve Morse (chitarra).

Album consigliati:

 

 

postato da: frankobrain alle ore 12:21 | link | commenti
categorie: musica, rock, blues, pop , progressive
mercoledì, 12 marzo 2008

Sanremo duemilacotto

Eh sì, stavolta ci abbiamo messo molto a digerire la kermesse sanremese; tant'è vero che riusciamo a scriverne soltanto adesso.

Sanremo 2008 è stato il trionfo delle baggianate. Pippo Baudo, le due vallette ("una mora e una bionda": ancora!), la cosiddetta "giuria di qualità", molte delle stesse canzoni, il notaio stonato in collegamento satellitare... niente ci è realmente piaciuto. Uniche eccezioni: Piero Chiambretti e, tra gli ospiti, l'immensa Fiorella Mannoia.

Men che meno abbiamo però gradito il risultato finale. Far vincere un duo da musical  che presenta una canzone della Nannini che è copia di copie e regalare un secondo posto alla Tatangelo che canta una composizione del maritino è stato veramente un colpo sotto la cintola! Ci si chiede che tipo di pubblico segue e soprattutto sostiene (con il ditino sulla tastiera del cellulare) questo programma. Tricarico non è stato votato nemmeno tra i primi dieci ed Eugenio Bennato ha acciuffato a malapena il decimo posto. A parte ogni cosa, molto dubbio il fatto che, per l'ordine di esibizione della serata decisiva, proprio questi due artisti (tra i nostri preferiti in assoluto) siano stati "sorteggiati" rispettivamente come ultimo e penultimo. Strange. Very strange. 

Ad ogni modo, la votazione ci ha proprio buttati giù. Gradire un tipo di musica anziché un altro non è un fattore da prendere sottogamba. La musica non è solo "una questione di gusti", ma un atteggiamento verso la vita. Possibile che gli italiani siano davvero così indietro con l'educazione culturale, come suggerisce la graduatoria ufficiale di Sanremo 2008? Sad. Very sad. 

 

La classifica di Topolàin

  1) Tricarico: "Una vita tranquilla"

2) Eugenio Bennato: "Grande Sud"

3) Frankie hi-nrg mc: "Rivoluzione" 

4) Amedeo Minghi: "Cammina cammina"

4) (a pari merito): Sergio Cammariere: "L'amore non si spiega"

 

Nella categoria "Giovani" ci sono oltremodo piaciuti Frank Head e il duo vincitore, i Sonhora.

postato da: frankobrain alle ore 17:51 | link | commenti
categorie: musica, folk, soul, rock, blues, pop , jazz
mercoledì, 09 gennaio 2008

La musica del sottomondo

(segnalazione da sottomondo edizioni)

 

salve a tutti


con la presente  volevamo segnalarvi i seguenti concerti :

Sabato 12 Gennaio 2008 suoneranno a Ponzano Veneto, all'UBIK, i METAL MUSIC MACHINE, formazione di cui abbiamo pubblicato un Cd in collaborazione con Rustblade
(http://www.sottomondo.com/view.php?id=7956)

per tutte le info  sul dove si terrà il concerto consultate il sito di
Ubik : http://ubiklab.altervista.org

anche del Teatro Satanico abbiamo pubblicato un paio di dischi (vedete: http://www.sottomondo.com/view.php?id=5505    +      
http://www.sottomondo.com/view.php?id=7745)

anche loro suoneranno dal vivo il 02.02.2008 ad Este (PD), presso il
Sottosopra Rockzone, all'interno di un "Avantgarde Simposio" assieme a
MALATO e SPACE ALLIANCE

alleghiamo jpg del flyer:

 

 

 

 

 

PROMOZIONE IN CORSO

Poi, per gli interessati, vi ricordiamo che fino ad esaurimento scorte (od avviso contrario)  continua la PROMOZIONE VHS, ovvero avrete l'opportunità di usufruire della spedizione in contrassegno senza spese
semplicemente aggiungendo al vostro ordine una VIDEOCASSETTA (potete interpretare questa come una opportunità di risparmiare sulle spese postali oppure per procurarvi degli articoli rari per un prezzo
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italiano e fino ad esaurimento scorte

ricordate di non preoccuparvi se nel carrello comparissero ugualmente le spese di spedizione in contrassegno anche nel momento che effettuavano un ordine aderendo alla promozione in corso, è normale che questa cosa accada nel carrello, in quanto il programma non distingue tra chi come voi è già iscritto alla newsletter e chi no

Nel momento dell'ordine il modulo riporterà sempre le spese di spedizioni, ma poi sarà nostra cura CONTROLLARE CHE L'ORDINE CI SIA STATO INVIATO DA UN ISCRITTO e quindi stornare dal modulo le spese di spedizione


cordiali saluti a tutti

e "buon resto dell'anno!"

a presto

sottomondo edizioni                http://www.sottomondo.com

 

postato da: frankobrain alle ore 23:14 | link | commenti
categorie: musica, folk, rock, rap , funk, blues, pop , jazz, hip hop
mercoledì, 10 ottobre 2007

TV On The Radio

 

TV On The Radio ama le sperimentazioni. Sapendo che sono originari di Brooklyn, e più precisamente del quartiere di Williamsburg - senza dubbio attualmente la fucina più prolifica dell'universo pop -, comprendiamo meglio la loro originalità. Una classificazione della loro arte è impresa ardua: anzitutto il suono è quello del Terzo Millennio (niente canzonette alla Britney Spears, quindi), con molteplici richiami alla musica "che conta": si va dal blues al rock attraverso soul, doo-wop e boogaloo; una miscela avanguardistica degli stili più disparati... e la voce di Tunde Adebimpe richiama alla mente in qualche maniera il Peter Gabriel dei tempi dei Genesis. Non si tratta di progressive ma certamente di "art pop", con un lodevole investimento di cellule neuronali. 

Tunde e l'altro fondatore di TV On The Radio, il multistrumentista Dave Andrew Sitek, sono artisti tout court. Insieme dipingono, lavorano a progetti visuali (Dave ha frequentato la Film School nell'università di N.Y.) e fanno, appunto, anche musica - attività, quest'ultima, inizialmente secondaria.

 Dopo l'uscita del loro primo EP per l'etichetta Touch & Go Records nel 2003, il duo divenne un trio grazie all'entrata in scena di Kyp Malone (voce, chitarre, loops); e nel frattempo TV On The Radio è un quintetto...

Chi trova che la "normale" musica pop sia scialba e inappagante per l'intelletto, apprezzerà senz'altro questo gruppo. Dietro a effetti più o meno sofisticati come beats reiterantisi, riff chitarristici suonati all'incontrario ed echi "cinemascopici", si innalza tutta una serie di steccati che racchiudono il meglio della musicologia pop: Family Stone, Love... Brian Eno... ma "in nessun caso i Beach Boys!", ci tiene a far sapere Adebimpe. Non c'è da stupirsi che David Bowie sia un loro sostenitore. Nell'album Return to Cookie Mountain, il "White Duke" in persona ha prestato la sua voce per il track "Province".
L'"impegno politico" di Sidek e Adebimpe è tutto concentrato in una manciata di songs. Dovremmo però piuttosto parlare di impegno sociale. Nel 2004 scrissero e registrarono "Dry Drunk Emperor" dedicandolo alle vittime dell'uragano Katrina con queste parole:
"we ( tvotr ) were back in the studio thinking and feeling again and made this song for all our everybody... in the absence of a true leader we must not forget that we are still together.... hearts are sick ... minds must change ... it is our hope that this song inspires, comforts, fosters courage,and reminds us... this darkness cannot last if we work together. let us help each other... heal each other .... look after one another ... the human heart is our new capitol.... this song is for you.... us.....we....them... it is free. pass it on.  TO THOSE AFFECTED BY HURRICANE KATRINA : NEW YORK CITY'S HEART IS WITH YOU... STAY STRONG ! WE LOVE YOU . -tvotr"


Discografia:
OK Calculator (2002; Demo LP)
Young Liars (2003; Maxi-CD)
Desperate Youth, Blood Thirsty Babes (2004)
New Health Rock (2004; Maxi-CD)
Return to Cookie Mountain (2006)
Wolf Like Me (2006; Maxi-CD)
Live at Amoeba Music (EP; 2007)

Homepage ufficiale: http://www.tvontheradio.com

Referenze:
Liars; Yeah Yeah Yeahs; Radiohead; Thom Yorke; Oneida; Sonic Youth; Pere Ubu; The Good Good; Grizzly Bear; Diane Cluck; The Fall; Test Icicles

Da vedere:
il videoclip "Wolf Like Me"  (regia: Jon Watts)

 

postato da: frankobrain alle ore 20:30 | link | commenti (1)
categorie: musica, folk, rock, funk, blues, country, pop , jazz, hip hop
domenica, 22 luglio 2007

Gli Shocking Blue

Sono una sorpresa ancora oggi e vale la pena (ri)ascoltarli, anche se qualcuno li ha soprannominati "i Middle Of The Road in versione più rockeggiante".
Celebri tutt'al più per il loro superhit "Venus" del 1969, con il famoso riff di chitarra preso in prestito da "Pinball Wizard" degli Who, questi olandesi facevano quello che è stato definito "un pop psichedelico" sostenuto dalla stupenda voce della mezza-ungherese mezza-tedesca Mariska Veres, che a molti rammenta Grace Slick. E, in effetti, un'altra band a cui gli Shocking Blue furono associati erano i Jefferson Airplane: un paragone che calza loro a pennello molto più di quello con i M.O.T.R. ...  

Quasi ogni track da loro sfornato è una vera gemma, e non è un caso che i Nirvana decisero di fare la cover di un loro brano: "Love Buzz".

Gli Shocking avevano un suono molto particolare e inconfondibile, che scavalcava le barriere tra gli stili, barriere allora molto accentuate e di cui tenevano gran conto i critici e lo stesso pubblico. "Sally Was A Good Old Girl", per esempio, è un country, la dolce "Water Boy" si avvale degli arabeschi di un sitar, "Little Cooling Planet" è alquanto funky... ma, tutto insieme, è il tipico sound "azzurro scioccante" di questa band.

Non è difficile procacciarsi una loro raccolta. Se potete, ascoltate "I Love Voodoo Music", la sunnominata "Love Buzz" o lo scatenato rock di "Daemon Lover". Robbie van Leeuwen (chitarra e sitar), che scrisse quasi tutte le loro canzoni - compresi i testi -, è senz'altro da annoverarsi tra i migliori "songwriters" del mondo.

Il gruppo andò in tour negli States insieme a Ike & Tina Turner, Sly & The Family Stone e Three Dog Night; fu in Sud America, Indonesia, Giappone, Hong Kong... Ma nel 1974 finì per  sciogliersi, anche perché Robbie van Leeuwen si era stancato di fare da collante tra i singoli componenti e di sopportare la pressione della Elephant Pink, la loro label, che pretendeva almeno tre album all'anno.

La cantante Mariska Veres si dedicò quindi a una carriera solista, presentando brani in olandese, tedesco e inglese, ma ottenne un discreto successo unicamente in Olanda. Nel 1993 cercò di organizzare una reunion, ma gli altri ex componenti degli Shocking mostrarono scarso interesse e lei richiamò in vita il progetto con musicisti completamente nuovi. Per anni, i neoformati Shocking Blue parteciparono a numerosi festival di gruppi "Oldies". Mariska si dedicò a latere al blues, al jazz e alla musica tzigana. Non si sposò mai e, come ai vecchi tempi del "sex, drugs and rock'n'roll", condusse vita morigerata, non fumava e non beveva (la sua bevanda preferita era da sempre il tè...).

Di lei dobbiamo parlare purtroppo al passato, in quanto la leader degli Shocking Blue si è spenta il 4 dicembre 2006 all'Aja; aveva soltanto 59 anni. Paradossalmente, a ucciderla è stata un tumore: proprio lei, che non era mai caduta vittima dei vizi..

Veres fu la prima cantante europea a incarnare, nell'epoca del beat, l'ideale della giovane sexy, in grado di ammaliare con la sua voce sensuale milioni di fans. Emblema della sensualità vocale di quell'epoca fu  "Venus", che decretò il clamoroso successo della band, restando per oltre sei mesi nelle classifiche dei dischi più venduti in Europa e negli Stati Uniti. "Venus" è stata poi rifatta da altri gruppi ed è stata utilizzata spesso anche per spot pubblicitari.

 Discografia essenziale:

The Best of Shocking Blue

Shocking Blue - 20 Greatest Hits

Ink Pot / Attila (i loro primi 2 album su un CD)

Scorpio's Dance (1969)

At Home (1970)

Dream On Dreamer / Good Times (1973/75; 2 album su un CD)

 

                                                     Link di approfondimento:

The Shocking Blue Memorial Website

postato da: frankobrain alle ore 16:54 | link | commenti (2)
categorie: musica, folk, soul, rock, funk, blues, country, pop
giovedì, 31 maggio 2007

James Brown

 I fans di Ray Charles e Sam Cooke possono pure contestargli di essere lui il vero re del soul, ma fatto sta che con Brown nel 2006 scomparve una figura leggendaria, che seppe trasformare il gospel in rhythm'n'blues e creare un genere del tutto originale, il funk, fatto di ritmi incalzanti. Con la sua fisicità dirompente, l'improbabile acconciatura, gli occhi truccati e gli stavaganti costumi da palcoscenico, James Brown influenzò rock stars del calibro di Mick Jagger, Iggy Pop, Michael Jackson e Prince. Indiscusso anche il suo influsso sul rap. "E' stato James ha tracciare la strada" riconosce il rapper Chuck D dei Public Enemy.

Nato da una famiglia poverissima della Carolina del Sud nel 1933, a sei anni viveva in un bordello ad Augusta, Georgia, e per pagarsi l'affitto lavorava come lustrascarpe e nelle piantagioni di cotone. A otto anni provava a rubare la sua prima macchina e finiva in un riformatorio. E' qui che avviene la sua svolta: conosce Bobby Byrd, leader di un gruppo di gospel. Nel 1952 fonda la sua prima band: The Flames.
E' del 1956 "Please, Please, Please", primo hit mondiale scritto da lui stesso, e nel 1961 esegue all'Apollo Theatre di Harlem, tempio della musica nera, canzoni come "I Got You (I Feel Good)" e "Get Up (I Feel Like Being A Sex Machine)". L'album che fu ricavato da quello storico concerto è un culto intramontabile.



Il giorno dell'assassinio di Martin Luther King tiene una performance teletrasmessa in cui invita alla calma la popolazione di colore. Il presidente Lyndon Johnson lo ringrazierà per questo.
Capace di suonare 350 serate all'anno, James Brown si trasforma, con la ricchezza, in un esempio di "capitalismo nero", ancor prima che il termine fosse inventato; apre ristoranti e negozi ed esorta i neri a vivere il Sogno Americano.
Negli Anni Ottanta diviene anche un volto cinematografico, interpretando il ruolo del predicatore nel film Blues Brothers di John Landis e cantando una delle sue canzoni più note - "Living in America" - in Rocky IV
Avrà ancora diversi guai con la giustizia per detenzione di armi, possesso di droghe e aggressione a pubblico ufficiale, ma niente e nessuno può più scalzarlo dal piedistallo. "Say It Out Loud - I'm Black and I'm Proud", brano del 1968, è un punto fermo dell'orgoglio afroamericano. Accanto alla musica, infatti, James Brown ha svolto un ruolo importante nelle battaglie contro la discriminazione razziale. "Quella canzone" ha ricordato l'artista in un'intervista del 2003 "ha mostrato al pubblico dell'epoca che anche la musica poteva cambiare la società."
Nel 1992 riceve il premio Grammy alla carriera, dopo che già nel 1965 gliene era stato assegnato uno per "Papa Got A Brand New Bag" e un altro nel 1987 per "Living in America". Nel 1986 è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame insieme con Presley, Chuck Berry e altri padri fondatori del genere.




Il leggendario "padrino del soul" morì poco dopo lo scoccare della mezzanotte del 25 dicembre 2006 nell'Emory Crawford Long Hospital di Atlanta, dove era stato ricoverato per un'acuta forma di polmonite. Per la settimana successiva erano fissati altri suoi concerti...

postato da: frankobrain alle ore 07:16 | link | commenti
categorie: musica, soul, rap , funk, blues
domenica, 13 maggio 2007

Grand Prix de l'Eurovision

La serba Marija Serifovic ha vinto l'Eurovision Song Contest 2007, la cui finale si è svolta a Helsinki.
La ballata "Molitva" della 22enne Serifovic ha ottenuto il maggior numero di preferenze, espresse per via telefonica in 42 nazioni europee (comprese Israele e Turchia).
Tristemente, l'Italia è l'unico paese a non partecipare a questa manifestazione, un tempo nota come Grand Prix de l'Eurovision, che ogni anno entusiasma gli appassionati di musica leggera del Vecchio Continente. Oltre 100 milioni i telespettatori incollati davanti al video.
Dietro alla Serbia si è classificata l'Ucraina con "Dancing Lasha Tumbai", motivetto allegro dagli arrangiamenti heavy-pop eseguito dal comico-cantante Verka Serduchka e dal suo gruppo di trasvestiti; al terzo la Russia con "Song # 1" del trio di stupende ragazze Serebro ("Argento"), cloni delle celebri Spice Girls.

In classifica, i primi 15 posti sono stati tutti occupati da rappresentanti dell'Est Europa. Soltanto 16sima la Finlandia (vincitrice della scorsa edizione e perciò organizzatrice di quella 2007). Al 17simo posto la band svedese The Ark, che con una rivisitazione di T-Rex e David Bowie (mischiati nel rockeggiante brano "The Worrying Kind") ha fatto rivivere le magiche atmosfere degli Anni '70.
Per l'ennesima volta deludente la Gran Bretagna, patria del pop e del rock, che stavolta ha toppato con la strampalata ensemble Scooch.

Una curiosità: nonostante la sua assenza, l'Italia in qualche modo è stata rappresentata; e in ben due titoli! Il testo della canzone "Ljubi, Ljubi, I Love You" del gruppo rumeno Todomundo (!) è composto infatti da frasi in diverse lingue, tra cui la nostra.  E - cosa davvero rimarchevole - la Lettonia si è presentata con un sestetto canoro dal nome Bonaparti.lv che ha eseguito una canzone interamente nell'idioma di Dante. Il titolo: "Questa notte". Testo e melodia sono molto belli. "Questa notte" sarebbe un sicuro successo discografico anche da noi.

 Bonaparti.lv (Lettonia), interpreti di "Questa notte"

postato da: frankobrain alle ore 01:22 | link | commenti
categorie: musica, rock, blues, pop
domenica, 06 maggio 2007

The Ride - I 'lupi' corrono ancora...

{ 27/10/2005 }

... e ancora una volta dimostrano di trovarsi ottimamente sia nelle sconfinate praterie sia nelle giungle metropolitane.
Rieccoli, dunque, The Lobos, che molti purtroppo conoscono soltanto per l'hit "La Bamba".
The Ride, il loro dodicesimo studio-album, li vede all'apice della loro maestria e in compagnia di molti amici, da Tom Waits a Bob Womack, da Dave Alvin a quello che certamente è il più leggendario di tutti: Richard Thompson. Poche, anzi pochissime tracce, qui, di quei toni forse troppo avanguardistici che caratterizzarono la loro produzione dal 1992 in poi (e dunque dai tempi di Kika). In The Ride, Los Lobos ("una banda qualsiasi di East Los Angeles": così pronunciava il titolo del loro disco d'esordio) propone una fantastica mistura di blues-rock e latin dance (nel primo pezzo appaiono, come special guests, i Café Tacuba). Un pizzico di "sperimentalismo" lo si registra in "Kitate", la traccia n. 7; ma come si fa a produrre un pezzo "normale" quando l'ospite di turno si chiama Tom Waits?!?
Un album veramente bello, da antologia; tredici brani d'eccezione rock-blueseggianti (tutti scritti da Hidalgo & Co.) che renderanno più piacevoli le scorribande di ogni lupo-viaggiatore.



Los Lobos. La band "del este Los Angeles"
Steve Berlin - Louie Pérez - David Hidalgo - Cesar Rosas - Conrad Lozano


P.S.: E' in commercio anche un EP dal titolo Ride This - The Covers EP in cui avviene l'operazione contraria: ovvero, dove i "Lupi" interpretano brani dei loro idoli e amici:

-"Uncomplicated" di Elvis Costello
-"Jockey Full of Bourbon" di Tom Waits
-"Shoot Out The Lights" di Richard Thompson
-"More Than I Can Stand" di Bobby Womack
-"Marie Marie" di Dave Alvin
-"It'll Never Be Over For Me" dei The Midniters
-"Patria" di Ruben Blades.

Insomma, una grande gioia selvaggia!
 

postato da: frankobrain alle ore 11:07 | link | commenti
categorie: musica, rock, blues