Nel 1988 i fratelli Robinson (Rich e Chris, rispettivamente chitarra e voce) riuniscono intorno a sé Johnny Colt (bass), Jeff Cease (guitar) e Steve Gorman (drums) e cominciano a fare un hard rock blueseggiante con il nome Mr. Crowe's Garden.
Il famoso produttore George Drakoulias assiste a una loro gig a New York e li prende sotto contratto: per soli 5000 dollari. La band cambia nome in Black Crowes e nel 1990 pubblica il primo album Shake Your Moneymaker. Il quintetto parte in tour fungendo da apripista per ZZ Top, Aerosmith, Heart. Risultato: grossa risonanza e cinque volte platino per il disco d'esordio, che contiene una cover di "Hard to Handle", di Otis Reading.
Marc Ford sostituisce l'altro chitarrista Jeff Cease e anche la seconda fatica dei Crowes, The Southern Harmony And Musical Companion, ha molta fortuna (Numero Uno delle US-Charts e due volte platino). Alla band si è unito Eddie Hawrysch (o Hersch), funambolo dell'organo Hammond, che rimarrà un punto fermo della formazione.
Insieme ai Pearl Jam, i Crowes partecipano alla protesta contro i prezzi esuberanti dei biglietti dei concerti.
Album tre e quattro (Amorica, 1995 e Three Snakes & One Charm, 1996) non riescono a replicare il buon successo dei precedenti e i Black Crowes "rimescolano le carte": Marc Ford se ne va e arriva Sven Pipien a sostituire Johnny Colt al basso. A questo punto, il gruppo non ha alcun contratto discografico e corrono voci che si sia sciolto. L'album The Band non viene pubblicato e circola solo "a nero" tra le fila dello zoccolo duro dei loro seguaci.
Nel 1999 i Crowes ripartono con le batterie ricariche e By Your Side ottiene molti elogi dalla critica; tuttavia la loro casa discografica (Sony) non ne è entusiasta e i fratelli Robinson & Co. passano all'etichetta V2, per la quale registrano nel 2001 Lions.
Nel frattempo, con Audley Freed - ex Cry Of Love - al posto di Marc Ford, svolgono la famosa tournée insieme a Jimmy Page, da cui nascerà Live at the Greek (vedi breve recensione più sotto).
Deludenti le vendite di Lions e la collaborazione con la V2 termina immediatamente. Anche il batterista Steve Gorman si congeda. I fratelli Robinson, che litigano sempre con mezzo mondo a imitazione dei Gallagher (Oasis), chiedono ai fan di avere pazienza e si prendono "un momento di riflessione". All'inizio del 2005, la band finalmente si riunisce per un tour americano. (Il DVD del concerto al Fillmore East di San Francisco uscirà nell'aprile del 2006 con il titolo Freak'n'Roll... Into The Fog.) Sempre nel 2005, in estate, calcano le scene insieme a Tom Petty and the Heartbreakers.
Nell'agosto 2006 Eddie Hawrysch (o Harsch, o Hersch) lascia la band per ragioni personali. Marc Ford, che nel frattempo era tornato, cede il posto al britannico Paul Stacey.
Nel settembre 2006 viene pubblicato The Lost Crowes (che raccoglie il materiale mai realizzato su disco). Nello scorso luglio (2007) è uscito il "live" dei due Robinson Brothers of a Feather, e per la band è in programma un nuovo studio album (il primo dopo sei anni).
E la storia continua...
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The Black Crowes - Greatest Hits 1990-1999

La parata di un decennio che ha visto tanti alti e bassi nelle vicende interne del gruppo, ma che ha prodotto un rock (hard) a livelli più che accettabili. 16 tracks:
01 - "Jealous Again": chitarre assai energiche e sporadica pioggia di gocce di piano.
02 - "Twice As Hard": tempesta elettrica.
03 - "Hard To Handle": a pieni ottani; si tratta di una cover (Otis Reading).
04 - "She Talks To Angels": inizio acustico, poi accompagnamento d'organo. Non è una ballata vera e propria perché, come quasi tutti i pezzi dei Black Crowes, anche questo si sottrae a una facile orecchiabilità.
05 - "Remedy": si ritorna ai decibel superveloci. Buono l'intervento del coro femminile, quasi monocorde.
06 - "Sting Me": il treno del rock. Il coro rimane, ma in funzione più classica.
07 - "Thom In My Pride": un inizio acustico, poi l'organo, quindi tutta l'elettricità a disposizione della band - ma in un tempo più moderato del consueto.
08 - "Bad Luck Blue Eyes Goodbye": il tempo rimane alquanto lento. Una certa orecchiabilità qui c'è; ricorda molto da vicino Tom Petty.
09 - "A Conspiracy": esplosione di corde tirate al massimo.
10 - "Wiser Time": la slide, la slide! Stupenda.
11 - "Good Friday": è una cover, e uno se ne accorge subito. Ottimamente eseguita.
12 - "Blackberry": è una cover anche questa? Non importa saperlo; è gradevolissima comunque.
13 - "Kickin' My Heart Around": si ritorna allo scatenamento felice.
14 - "Go Faster": come suggerisce il titolo...
15 - "Only A Fool": OK.
16 - "By Your Side": il bel pezzo che diede il titolo all'album del 1999.
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Jimmy Page & The Black Crowes - Live at the Greek
Molto interessante questa combinazione di un grande chitarrista del passato (Page) con una delle più grandi band rock del nostro tempo. La temporanea simbiosi è servita a Page per rilanciarsi (dopo alcuni progetti non convincenti) e ai Crowes per aggiungere una gemma con pedigree alla loro non estesissima discografia.
Si decolla subito con la felice "Celebration Day" e, uno dopo l'altro, tutti i pezzi dei Led Zeppelin vengono eseguiti "come gli stessi Led non hanno mai fatto".
Manca "Stairway To Heaven"... Chissà come i Black Crowes avrebbero potuto rendere l'inno più celebre della vecchia formazione di Jimmy Page e Robert Plant!
I titoli:
(Disco 1) Celebration Day, Custard Pie, Sick Again, What Is And What Should Never Be, Woke Up This Morning, Shapes Of Things, Sloppy Drunk, Ten Years Gone, In My Time Of Dying, Your Time Is Gonna Come
(Disco 2) The Lemon Song, Nobody's Fault But Mine, Heartbreaker, Hey Hey What Can I Do, Mellow Down Easy, Oh Well, Shake Your Money Maker, You Shook Me, Out On The Tiles, Whole Lotta Love