Il classico della Smith Horses, del 1975, è talmente ruvido e cosparso di una ritmica ipnotizzante da non avere ancora smarrito una sola iota di attualità, e ciò malgrado dalla sua uscita siano trascorsi tre decenni. Anzi: col tempo quest'opera ha guadagnato sempre più in validità. Patti Smith, una personcina piena di energia, aveva inteso allora combinare la semplicità del rock and roll con le istanze di un'arte "colta"; una simbiosi di musica e letteratura. C'è riuscita? Evidentemente sì, se il suo è considerato uno dei debutti più convincenti dell'intera storia del rock.
Per il 30simo anniversario è uscito nel nov. 2005 Horses/Horses, un doppio CD della Arista.
Originariamente prodotto da John Cale, l'album è stato rimasterizzato da Greg Calbi, che ha reso un ottimo servigio non rovinando - ma piuttosto sottolineando maggiormente - le atmosfere tipiche da garage rock. Anche per la copertina ci si è mantenuti fedeli all'originale.
Il primo disco di Horses/Horses ripropone le canzoni dell'album del '75, con in più una versione del celebre inno degli Who "My Generation" (che vede Cale al basso e uscì allora soltanto sulla facciata B del single "Gloria").
E' il Disc 2 comunque la sorpresa più bella, con una Patti Smith on stage insieme al chitarrista Lenny Kaye, al batterista Jay Dee Daugherty (entrambi componenti del gruppo originale), al bassista Tony Shanahan e a Tom Verlaine ("storico" chitarrista dei Television) in una brillante performance dal vivo di Horses. Località: Royal Festival Hall di Londra; tempo cosmico: il 2005.
