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Musica e umanità varia

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domenica, 24 maggio 2009

Françoise Hardy - Sylvie Vartan - France Gall...

Per tutti gli amanti della musica francese: è online "... et toutes les filles - La chanson française féminine".

 Con le sezioni: Histoire, Biographies, La compilation idéale. Contiene anche brevi articoli sui poeti-cantori Serge Gainsbourg, Jacques Doutronc, Michel Berget et alia.
E' ovviamente necessaria una minima conoscenza del francese.

Nelle foto, due icone della cultura pop d'Oltralpe: Sylvie Vartan e la Bardot.

 

postato da: frankobrain alle ore 17:06 | link | commenti (2)
categorie: musica, pop

Gaudi, maestro del dub

A X-Factor garantisce - in qualità di vocal coach - per una ventata di freschezza e professionalità: Gaudi (che negli Anni Novanta ancora si faceva chiamare con il suo nome per intero, Lele Gaudi, e faceva musica reggae) ha finito per sfondare la barriera della convenzionalità incuneando la sua ricerca sonora nel giro delle discoteche e dei club del mondo.
La sua arte, che è anche gioco, si esprime in una convinta sintesi culturale di Oriente e Occidente, e la sua tecnica si basa sul sound system, le cui radici si intrecciano con quelle dello ska e del reggae.
  










Su Gaudi vedi anche l'articolo "Il theremin".

Accurate recensioni dei suoi dischi e svariati soundclips sono disponibili su Allmusic.com.



postato da: frankobrain alle ore 03:28 | link | commenti
categorie: musica, world, video, elettronica, reggae, hip hop, hiphop, x factor, x-factor
giovedì, 21 maggio 2009

La radio di Sound Fyles

Sound Fyles su LastFM: la libreria musicale.

Clicca per ascoltare e... vedere! (fotoclips)

 

postato da: frankobrain alle ore 01:24 | link | commenti
categorie: musica, internet, video, rock, blues, pop , jazz, progressive
martedì, 05 maggio 2009

Giancarlo Menotti

Il 1° febbraio 2007, quando si spense in quel di Montecarlo, il grande Giancarlo Menotti aveva 96 anni. Il 7 luglio 2001, in occasione del suo 90° genetliaco, rivelò i suoi "tre segreti" di longevità: "Primo, mai imparare date a memoria, specie quelle storiche, io non so quella della scoperta dell'America, ma conosco benissimo l'America, che è molto più importante; secondo, amare molto i fiori, i loro profumi e colori, ma non imparare mai i loro nomi: si invecchia immediatamente; terzo, mai chiamare il medico, se non in casi estremi di vera necessità".

Giancarlo Menotti è stato il compositore "italiano" moderno più rappresentato all'estero e anche tra i più corteggiati dalle istituzioni musicali statunitensi. Negli U.S.A. era emigrato con la madre nel 1928 dopo la perdita del padre, e, difatti, da più parti viene piuttosto considerato come un compositore americano di origine italiana. Produsse opere che preferiva sempre basare su propri libretti. Appena pochi anni fa, la sua Goya è stata data al teatro An der Wien, protagonista Placido Domingo. Ma divenne noto anche per altre attività. Innanzitutto la regia, fatta di intensa e nuda recitazione; e poi, come risaputo, l'istituzione del Festival dei Due Mondi, con cui lanciò nel mondo la struggente bellezza di Spoleto. La manifestazione spoletina riunì fin dall'inizio grandi artisti di ogni età e sesso, da Luchino Visconti al direttore Thomas Schippers, a Henry Moore come scenografo del Don Giovanni.

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Fu la madre a incoraggiarlo a scrivere canzoni già da bambino. All'età di 11 anni compose la sua prima opera lirica (musica e parole), dal titolo La morte di Pierrot. Nel 1923 si iscrisse al conservatorio Verdi di Milano, quindi seguì l'emigrazione. Completò gli studi al Curtis Institute of Music di Filadelfia sotto la guida di Rosario Scalero.

Il suo primo lavoro "maturo" fu l'opera buffa in un atto Amelia al Ballo, che vide il debutto nel 1937. Il successo di Amelia al Ballo gli portò diversi lavori su commissione da parte della NBC (National Broadcasting Company), per la quale compose The Old Maid and the Thief. Nel 1944 il primo balletto: Sebastian. Dopo il Piano Concerto del 1945, Menotti tornò alla lirica con The Medium, seguita a breve da The Telephone.  

The Consul gli fece vincere il premio Pulitzer e il premio del New York Drama Critics Circle come migliore opera del 1954. Ma il suo lavoro più conosciuto (almeno negli Stati Uniti) è l'opera ad ambientamento natalizio Amahl and the Night Visitors, composta nel 1951 per NBC-TV e diventata un "longseller": ancora oggi viene messa in scena almeno cento volte all'anno.

Tutti i suoi libretti sono in inglese, con le eccezioni di Amelia al ballo, L'Isola di Dio e L'ultimo selvaggio, originariamente scritte nella lingua madre e poi tradotte (Amelia Goes to the Ball, The Island GodThe Last Savage). 

                                 

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"Menotti rischia molto nei soggetti, che soprattutto nel primo periodo trattano temi scabrosi (lo stato di polizia in The Consul, il fanatismo religioso in The Saint of Bleecker Street, la pazzia in Juana la loca, il Vietnam in Tamu-Tamu) con personaggi estremizzati, impegnati politicamente. Nel linguaggio musicale, se vuole, Menotti corre il rischio di non correre rischi, rendendo la musica accessibile a tutti." (Mark Stringer)

“Le atmosfere poetiche di Menotti rimandano al periodo crepuscolare, mischiato a un certo senso cinematografico tipicamente americano.” (Renzo Cresti)

“Altro che Chapparal, altro che vitamine. L’autentico prodigo è lui, Gian Carlo Menotti, aristocratico e sottile, elegantissimo, pieno di fascino nel suo pallore levigato, nella calma ironica e vagamente assente, nella sensualità dolce del vivere che ancora lo coinvolge, e gli fa bere champagne alle due del pomeriggio, davanti un piatto di gnocchi alla romana fatti in casa, talmente buoni che il maestro chiede il bis.” (Leonetta Bentivoglio)

"La scrittura di Menotti non è affatto priva di complessità e non ignora le tecniche compositive della modernità. Ma sarebbe sbagliato salvare la sua musica con il pretesto che essa sia nascostamente contemporanea. Perché in realtà un abisso separa Menotti dal modernismo e anche dal postmodernismo musicale. Per lui il canto e l´opera sono cose tremendamente serie e autentiche, da non snaturare con intellettualismi." (Alberto Bosco)

"Sul perché il compositore italo-americano abbia scelto Spoleto come sede di un festival, dopo aver visitato decine e decine di paesi dell’Italia centrale e settentrionale (fra le candidate più sicure sembravano in un primo momento Orvieto e Todi), è materia di varie supposizioni, ma le versioni conclusive sono abbastanza concordi. Innanzitutto a Spoleto c’erano due gioielli di teatri: il Nuovo e il Caio Melisso oltre alla possibilità di riadattare molti altri spazi. Né era elemento trascurabile il fatto che la cittadina umbra fosse una delle più belle d’Italia, che la sua piazza del Duomo si presentasse come un gioiello di architettura europea e avesse conservato negli anni tutto il suo 'silenzio' e incanto medioevali. (Ettore Zocaro)

“Scrisse Herman Hesse alla moglie (la lettera è datata 28 aprile 1911): ‘Spoleto è la scoperta più bella che ho fatto in Italia… c’è una tale ricchezza di bellezze pressoché sconosciute, di monti, di valli, foreste di querce, conventi, cascate’. Lo scrittore tedesco colse quello che è il fascino della compenetrazione fra bellezze storico-artistiche e natura, su cui puntò certamente Gian Carlo Menotti quando nel 1958 lanciò il Festival dei Due Mondi. Menotti ha saputo, in un’età ancora non globalizzata, affermarsi con la qualità degli spettacoli di danza, le mostre d’arte e soprattutto i concerti. E coniugando la cultura con il fascino della natura e dell’arte – affascinare appunto il Nuovo Mondo che contava." (Alessandro Santi)

 

Biografia e opere

Ascolta il Concert for Violin and Orchestra (1952) di G. Menotti 

 

postato da: frankobrain alle ore 18:38 | link | commenti
categorie: musica, classica