Il trombettista e flicornista Freddie Hubbard è morto il 29 dicembre a Sherman Oaks (California), a causa delle complicazioni dovute all'attacco cardiaco che lo aveva colpito un mese fa.
Una carriera cinquantennale come virtuoso dell'hard bop
Nato a Indianapolis (Indiana) il 7 aprile1938 con il nome Frederick DeWayne Hubbard, sesto figlio di una famiglia dedita alla musica gospel, iniziò la carriera professionistica alla fine degli Anni Cinquanta con i fratelli Wes e Monk Montgomery. Nel 1958 - e dunque ventenne - si trasferì a New York, dove ebbe modo di suonare con musicisti come Sonny Rollins, J. J. Johnson, Philly Joe Jones, Eric Dolphy e Quincy Jones. Due anni dopo dal suo arrivo nella Big Apple, Hubbard riuscì a registrare il suo primo disco, Open Sesame e l'anno successivo Ready for Freddie, che gli permisero di conquistare una notevole popolarità. Dal 1960 partecipò alla realizzazione di diversi capolavori: Ole Coltrane, Africa Brass e lo storico Ascension di John Coltrane, l'album-manifesto Free Jazz di Ornette Coleman, il capolavoro Blues and the Abstract Truth di Oliver Nelson, Maiden Voyage di Herbie Hancock, Speak No Evil di Wayne Shorter, lo stupendo Out to Lunch di Eric Dolphy. Entrò a far parte dei Jazz Messengers di Art Blakey (1961-1964) e, con la Blue Note, incise da leader di un quintetto che vedeva al sax alto James Spaulding (Hub-tones). Collaborò inoltre con Thelonius Monk, Miles Davis e Cannonball Adderley.
Se è vero che in Open Sesame e Goin'up (Blue Note) era ancora evidente l'influenza di Clifford Brown e Miles Davis, è anche vero che nell'arco di un paio di anni Freddie Hubbard riuscì a definire uno stile tutto suo, influenzando generazioni di musicisti. Egli stesso affermò che a ispirarlo maggiormente erano non tanto i maestri della tromba quanto piuttosto i sassofonisti, con particolare menzione alla "sheets of sound" di John Coltrane. Come scrive Joachim Berendt in The Jazz Book: From New Orleans to Rock and Free Jazz, Hubbard eccelleva sia nella musica tonale che in quella atonale preferita dalle avanguardie.

Negli Anni Settanta si trasferì nella San Fernando Valley, vicino Los Angeles. Come un po' tutti i musicisti jazz venne "risucchiato" dal pop e dal rock, alternando dischi di notevole valore come Red Clay e Straight Life ad altri (incisi per la Columbia) di qualità non eccelsa che rischiarono di rovinargli il buon nome. Ma gli addetti ai lavori e alcune case discografiche continuarono a credere in lui e Hubbard poté così rifarsi. Riuscì definitivamente a dimostrare di non essere del tutto finito nel 1977, quando Herbie Hancock lo invitò a far parte della band che lo doveva accompagnare in un'acclamata serie di concerti.
Negli Anni Ottanta Hubbard intraprese diverse tournée in tutto il mondo, ma nel 1992, a causa di una ferita al labbro superiore, la sua brillantezza alla tromba venne ridimensionata e, dopo una lunga pausa, si vide costretto a passare al flicorno, strumento che, suonato già in gioventù, lo accompagnò negli ultimi anni di carriera.
First Light del 1971 gli fece guadagnare un Grammy Award. Nel 2006 è stato insignito del National Endowment for the Arts Jazz Master, il più prestigioso riconoscimento americano della musica jazz.
Questo è l'energico single tratto tratto dall'ultima fatica dei Kings of Leon, Only By The Night
I quattro giovani signori Followil, dal Tennessee, sono stati accusati di essere troppo commerciali, ma questo album conferma la loro bravura nel riproporre gli stilemi del rock grande, quello classico - o "storico", se si vuole -, senza mai stancare.
Il loro punto di forza consiste senza ombra di dubbio nel carisma del "lead singer" Anthony Caleb Followill, la cui voce è "invecchiata" al punto giusto per evocare la polvere e il sole del Profondo Sud degli Stati Uniti... un pianeta che ha attinenze con il nostro Mezzogiorno.
Neil Young e Bob Dylan vengono annoverati tra le maggiori influenze della band, ma a noi piace aggiungere Tom Petty. A tratti, i "KoL" suonano addirittura più stagionati e, sì, più cinici di questi maturi poeti del R&R... Sono, insomma, una sorta di Gov't Mule in versione "fighetta". E ciò vuole essere un complimento: infatti, non sempre gioventù e bellezza sono sinonimo di "banalità". Anzi, a pensarci bene, lo sono solo sporadicamente.
Discografia
Youth & Young Manhood (2003)
Aha Shake Heartbreak (2004)
Because of the Times (2007)
Only by the Night (2008)
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Links
Sito ufficiale
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Free Music su last.fm
Queste le date:
15 aprile a Milano (Mediolanum Forum??? Probabilmente è il Datchforum di Assago)
17 aprile a Roma (PalaLottomatica)
18 aprile a Firenze (Nelson Mandela Forum, alias Palazzetto)
L'ultimo disco del menestrello di Duluth (doppio CD):
Tell Tale Signs (the Bootleg Series Vol. 8)