E' morto Bo Diddley, maestro saggio e nel contempo demenziale del crossover di matrice rhythm and blues.
Famoso per le sue chitarre con la cassa di forma quadrata e non raramente ricoperte di pelliccia, Bo conobbe immediatamente il successo nel 1955 con il suo primo 45 giri, "Bo Diddley", in cui introdusse l'hambone, una versione estrema del boogie caratterizzata da un'ossessiva ripetizione del battito e di un incedere sincopato. L'hambone, chiamato anche "Diddley Beat", è praticamente un ritmo serrato basato spesso su un unico accordo e che ammette variazioni soltanto nell'accompagnamento. Negli Anni Sessanta questo stile venne imitato da molte band, Rolling Stones in testa. Oltre agli Stones, la sua musica e le sue bizzarrie sul palco influenzarono Elvis Presley, The Doors, The Animals, The Who, ZZ Top, Clash, Prince, Run DMC...
Ellas Otha Bates McDaniel (questo il suo nome all'anagrafe) era nato nel 1928 a McComb, un paesino di 13.000 abitanti nello Stato del Mississipi. La sua leggenda ebbe inizio quando, in quel di Chicago dove si era trasferita la famiglia che lo aveva adottato, Bo prese a suonare il violino negli ambienti gospel. Già grande apprezzatore della star di R&B Louis Jordan, si ritrovò fulminato da John Lee Hooker. Lasciò allora definitivamente il lavoro di carpentiere (che alternava con quello di meccanico che alternava a sua volta con quello di camionista... ma aveva fatto anche il pugile!) per dedicarsi anima e corpo alla musa dei suoni. Lo pseudonimo che si scelse significa, nello slang del Sud degli U.S.A., "niente del tutto".
Ben presto, insieme a Chuck Berry e Little Richard, Bo Diddley divenne uno degli "Originators" del rock'n'roll.
Molto importante per la storia del rock fu la sua decisione di esibirsi in Inghilterra. Lo fece dal 1954 al 1963, e soprattutto in quell'ultimo anno conquistò numerosi adepti, tra i quali gli Yardbirds, Manfred Mann, The Kinks e i Pretty Things (che decisero di chiamarsi così ispirati proprio da una canzone di Diddley). Nei decenni successivi continuò ad esibirsi da solo o a fianco di altre leggende che non si lasciavano scappare la possibilità di averlo nei loro concerti: non solo Muddy Waters e Little Walter, con i quali formò The Super Blues Band, ma anche Grateful Dead e Tom Petty And The Heartbreakers (che avevano sempre una canzone di Diddley in scaletta).
Bo fu tra i primi artisti di rock'n'roll ad includere nel suo gruppo una presenza femminile; le più note sono Norma Jean Wofford alias "The Duchess" e Peggy Jones alias "Lady Bo", entrambe eccellenti chitarriste. Fu inoltre tra i primi a costruirsi in casa uno studio di registrazione.
Oltre a "Bo Diddley", i suoi pezzi più famosi sono stati "I'm A Man" (il lato B di "Bo Diddley"), “Pretty Thing”, "Who Do You Love?", "Mona (I Need You Baby"), "Before You Accuse Me", "Road Runner" e "Diddy Wah Diddy".
Negli Anni Settanta, dopo alcuni fallimenti discografici (gli album The Black Gladiator e Another Dimension vendettero poco e male), Bo si trasferì dapprima nel New Mexico, dove prese servizio come vice-sceriffo, e infine - nel 1978 - in Florida.
Era da tempo sofferente. Attualmente si trovava in un centro riabilitativo di Archer, Fl., dopo un ictus che lo aveva colpito nel maggio 2007 durante un concerto nello Iowa.
Aveva 79 anni.