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mercoledì, 28 maggio 2008

X-Factor - vince l’Aram Quartet

 Colti, sofisticati e versatili; almeno rispetto alla concorrenza. La band salentina, il cui nome è l'acronimo delle iniziali dei suoi quattro membri (Antonio, Michele, Raffaele e Antonio), si è aggiudicata il contratto da 300.000 euro con la SonyBmg, e proprio ieri c'è stato il lancio del loro primo – sgangheratissimo e pretenzioso – singolo, "Chi (Who)", scritto dal loro mentore Morgan insieme al maestro Gaudi.

 

 Morgan, Morgan… Morgan chi? Sì, lui, quello dei Bluevertigo: il nuovo guru della cultura italiana, portatore sano di massime e aforismi orwelliani, baudeleriani e… battiateschi.

 

Il quartetto di vocalists si è meritato il podio più alto già solo per le cover di “In The Jungle The Lion Sleeps Tonight” e per “Pinball Wizard” degli Who. A competizione conclusa si è appreso che gli Aram hanno vinto con un largo margine di vantaggio non solo il televoto della finale, ma quello di tutt’e 11 le puntate precedenti.

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Non è stato sempre facile rimanere sintonizzati su RAI2 per seguire X-Factor. Chi ha parlato di “trionfo della musica” ama evidentemente le esagerazioni: infatti, a parte alcune proposte deliziose dei Sei Ottavi, di Emanuele Dabbono e dello stesso Aram Quartet, il resto dei partecipanti ha alquanto annoiato – colpa, naturalmente, anche delle scelte imposte dai loro “caposquadra”. Molto gonfiati dalla critica (e dallo stesso trio Maionchi-Ventura-Morgan) sia il gruppo Cluster sia la cantante “dalla voce particolare” (e, incredibilmente, finalista) Giusy Ferreri. Il più simpatico di tutti: il 19enne Tony Maiello, al quale sicuramente arride una bella carriera; se non proprio da cantante, perlomeno da attore.  

Non è stato sempre facile guardare il programma; ma proprio la formula dei “giudici-capisquadra” (e dunque in aspra concorrenza tra di loro) ci ha tenuti un po’ svegli. Ce l’abbiamo fatta fino alla fine tra le affermazioni qualunquiste stramaledettamente popolari della Ventura e l’indecisione e i vaffa di Mara Maionchi. Rivelazioni vere di questa prima edizione dell’X-Factor italiano: Francesco Facchinetti (ottimo presentatore televisivo!) e - lo ribadiamo - Morgan. Morgan: anarchico come ogni eterno adolescente, fuori dalle righe, eccentrico, talvolta superbo… e abile con il make up: capello sfatto e occhio cerchiato nel day time e messa in piega con cipria e matita per la grand soirée.

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La trasmissione è finita solo ieri sera e oggi, a poche ore dalla pubblicazione su iTunes, la X-Factor Compilation, la raccolta delle canzoni del programma, è già al primo posto nella classifica degli album più scaricati.

Tra i singoli il più scaricato in assoluto è il brano di Giusy Ferreri "Remedios", mentre l'Aram Quartet è al secondo posto con "Per Elisa". Sesta posizione per la splendida Ilaria Porceddu con il suo cavallo di battaglia "Oceano".

 La dolcissima Ilaria di X Factor

Il CD della compilation sarà nei negozi il 6 giugno per Sony Bmg Music.

postato da: frankobrain alle ore 18:30 | link | commenti (1)
categorie: musica, folk, soul, rock, funk, blues, pop , progressive
domenica, 25 maggio 2008

European Song Contest 2008

L'Italia non ne sa un bel niente, ma ieri si è svolta a Belgrado (Serbia) la finale della 53sima edizione dell'European Song Contest (ex Grand Prix d'Eurovision de la Chanson). Vi partecipano tutte le nazioni del nostro continente... tranne l'Italia, appunto.  La Russia ha trionfato con "Believe", cantata da Dima Bilan e co-scritta dalla popstar internazionale Justin Timberlake. Una vittoria in fondo meritata, considerato il valore medio degli altri titoli in concorso. Unica magagna, come ogni altra edizione di questo festival: le nazioni "amiche" si sono regalate i voti vicendevolmente, a prescindere dalla qualità delle canzoni. Soprattutto da 14 anni a questa parte, ovvero da quando vi partecipano anche Paesi dell'ex blocco sovietico, si assiste a uno scanbio di favori, ovvero "points" assegnati per simpatia. Così, non è affatto una sorpresa che la band sanmarinese Miodio sia stata eliminata già nelle semifinali pur se la loro ballata rockeggiante "Complice" si fosse meritata di più: chi pensa mai a regalare voti a San Marino?

Comunque sia, è stato di nuovo un grande spettacolo. Nella sola Europa, oltre 100 milioni sono stati i telespettatori incollati al piccolo schermo, e si calcola che in tutto il mondo l'evento sia stato seguito - tramite anche Internet - da oltre 500 milioni di persone. Sarebbe interessante per l'Italia tornare a parteciparvi, anche perché si sta discutendo seriamente di mutare la formula del televoting per evitare così lo strapotere della cosiddetta "mafia slava". 

Nella storia del festival, il nostro Paese ha ottenuto due vittorie, nel 1964 e nel 1990. La prima vide trionfare a Copenhagen l'allora sedicenne Gigliola Cinquetti con l'evergreen “Non ho l'età (per amarti)”, mentre risale al 1990 la vittoria - a Zagabria - di Toto Cutugno con “Insieme 1992”. Cotugno ottenne 149 points della giuria popolare (il punteggio va da 0 a 12 points).  Nel 1997 l’Italia partecipò per l’ultima volta: accadde all’Eurosong di Dublino, Irlanda, dove i Jalisse ottennero la nona posizione con “Fiumi di parole”. I nostri rappresentanti in quel caso furono premiati soprattutto dai 12 points delle giurie di Portogallo e Croazia. 

 Le tedesche No Angels si sono piazzate all'ultimo posto insieme a Polonia e Gran Bretagna. Come spesso negli ultimi decenni, il voting ha sancito: "Deutschland - Allemagne: 0 points". 

 Nico e Vlad (Romania) hanno presentato un titolo in italiano che ricorda da vicino le arie di Andrea Bocelli.

 L'italo-svedese Charlotte Perelli ha tradito le aspettative della vigilia: la sua canzone, in rappresentanza della Svezia, ha ottenuto pochi voti persino dalle nazioni scandinave amiche.

 Il vincitore, il russo Dima Bilan. Molto probabile che la sua popsong "Believe" scali già fin da oggi tutte le classifiche internazionali. 
  

postato da: frankobrain alle ore 11:37 | link | commenti
categorie: musica, folk, rock, pop
venerdì, 23 maggio 2008

Ennesima follia di Courtney Love

Courtney Love smentisce di aver gettato al vento un intero album che aveva registrato con la pop star Linda Perry (ex 4 Non Blondies) e con Billy Corgan (Smashing Pumpkins). Il disco, intitolato Nobody’s Daughter, ha richiesto tre anni di lavorazione e avrebbe dovuto essere pubblicato nel corso del 2008.

E verrà pubblicato. La stessa Love infatti dichiara che non è vero che avrebbe interrotto bruscamente la sua collaborazione con Linda Perry. Anzi: è fiduciosa che l’album possa uscire già a luglio. Dice lei.

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“Nessun rifiuto di pubblicare l’album, semplicemente alcune sovraincisioni, soprattutto da quando queste sono finite su Internet” ha scritto Courtney sul suo MySpace, dove ha anche rivelato alcuni dettagli del nuovo risultato.

“Alcune songs possono sembrare familiari o avere  lo stesso titolo e arrangiamento di quelle che molti hanno scaricato dalla Rete. Acune sono gemme preziose che non vorrei toccare, ma ci sono centinaia e centinaia di nuove canzoni di cui nessuno è a conoscenza”.

La cantante sarebbe addirittura al lavoro su ancora un nuovo disco, stavolta con Micko Larkin, chitarrista dei Larrikin Love (ora scioltisi), che ha seguito la vedova Cobain nel tour dello scorso anno. Chissà se il frutto della collaborazione tra la Love, Corgan e Linda Perry avrà davvero mai modo di essere ascoltato! Di sicuro per la donna del compianto Kurt Cobain c'e' solo il ricovero ospedaliero per un'infezione alla gola, oltre al fatto che finora, musicalmente parlando, non ha mai fatto niente di originale (vedi l'ultimo suo disco American Sweetheart).

 

postato da: frankobrain alle ore 17:19 | link | commenti
categorie: musica, punk, rock, pop
mercoledì, 21 maggio 2008

'The Palermo Shooting' sbarca a Cannes

C'è anche The Palermo Shooting, il film di Wim Wenders girato nei vicoli del capoluogo siciliano, tra le diciannove opere in gara per la Palma d'Oro del 61esimo Festival di Cannes.

Dopo Il cielo sopra Berlino, Lisbon Story e la Cuba di Buena Vista Social Club, ecco dunque Palermo. "E' questa città, con i suoi misteri e il rapporto misterioso di vita e morte radicato nel suo substrato, che dà alla storia motivo di esistere" dice il 62enne (ma ancora capellone!) Wenders.

Campino (Die Toten Hosen)  Nello scorso ottobre a Palermo si era visto Campino; non in qualità di frontman della band punk-rock Die Toten Hosen bensì come - appunto - attore! Andreas Frege (questo il suo vero nome) è infatti il protagonista della pellicola di Wenders.

"Ho scelto il capoluogo siculo perché è legato al ricordo di quando ero giovane: sono venuto qui nel 1968. Voglio che Palermo mi parli della sua storia per poi raccontarla." Questo è quanto il regista tedesco aveva dichiarato mesi fa, quando la sua improvvisa quanto inaspettata visita aveva piacevolmente sorpreso i palermitani.

Con il passare del tempo, sul progetto emersero via via nuovi particolari. E ora il film è approdato a Cannes. E' la storia del fotografo Finn (Campino), la cui vita va a pezzi e per questo decide di mollare ogni cosa e di scendere appunto fino in Sicilia, dove inizierà una nuova vita e avrà una storia d'amore elettrizzante con una restauratrice d'arte (Giovanna Mezzogiorno).

"Giovanna Mezzogiorno è stata un'illuminazione per me!" esclama il famoso regista a proposito della sua scelta della co-protagonista. "Durante il lavoro alla sceneggiatura, avevo appeso sul muro della mia camera d'albergo una riproduzione dell'Annunciazione, che avevo visto già a Palazzo Abatellis, e quell'immagine così spirituale circondata dal velo azzurro intenso mi ha subito convinto che l'interprete femminile avrebbe dovuto trasmettere la stessa anima. Giovanna è perfetta: ha la medesima spiritualità che emana dal celebre dipinto."

Tra i protagonisti ci sono inoltre Dennis Hopper e, nei panni di se stesso, Lou Reed.

Wim Wenders con Enza Lauricella "Non volevo l'ennesimo racconto di mafia, in quanto odio gli stereotipi. Il film è piuttosto centrato sul rapporto di vita e morte in una città che ha l'onestà di esporre le proprie ferite; un'onestà che purtroppo non riscontro in Berlino".

Il film è girato anche a Düsseldorf. "Sono dovuti passare quarant'anni prima che io abbia potuto dedicare qualche immagine filmica anche alla mia città natale!" osserva Wenders.

E' ormai la nona volta che il regista tedesco concorre a Cannes. Wenders è tra i preferiti in assoluto della Croisette, dove ha già vinto la Palma d’Oro nel 1984 con Paris, Texas (vincitore anche del Premio FIPRESCI e del Premio della giuria ecumenica), un altro FIPRESCI e la Palma per il miglior regista nel 1987 con Il cielo sopra Berlino e il Gran Premio della giuria nel 1993 con Faraway, So Close!. L’ultimo film che vi aveva presentato prima di Palermo Shooting era stato Non bussare alla mia porta (2005).

Campino invece non si è visto sulla Croisette. Il motivo: il 45enne cantante rock si è rotto un piede quando il Liverpool (suo club preferito) è stato eliminato dalla Champions League e lui, pieno di rabbia, ha dato un calcione a un cassonetto delle immondizie.

Particolare risalto, come in tutti i film di Wenders, sarà dato alla musica. Elementi imprescindibili della sceneggiatura saranno infatti le presenze di musicisti come il già sunnominato Lou Reed e poi Patti Smith, Giovanni Sollima e la struggente voce di Enza Lauricella, ritenuta l’unica testimone della tradizione del canto arcaico dell’isola (la Lauricella era già nel "gruppo storico" insieme a Rosa Balistreri e Ciccio Busacca).

postato da: frankobrain alle ore 17:41 | link | commenti (1)
categorie: musica, folk, punk, rock
sabato, 17 maggio 2008

Concerto dell'Orchestra di via Padova

Venerdì 23 maggio 2008, ore 21.30 - Alcatraz, via Valtellina 25 (Milano)
Ingresso 10 euro + prevendita



L'Orchestra di via Padova, complesso multietnico di Milano composto da 15 musicisti di 9 nazionalità diverse, presenta il suo primo album (dal titolo Tunjà) con un grande concerto all'Alcatraz di Milano. La sua musica meticcia spazia dalle ballate dell'Europa dell'Est ai travolgenti ritmi gitani, dai tamburi africani agli archi e ai violini della tradizione mitteleuropea, conditi con ritmi funky, jazz e blues di stampo afroamericano.

Estonia, Perù, Cile, Ukraina, Burkina Faso, Marocco, Serbia, Italia, Cuba: questi i paesi di provenienza dei 15 componenti dell'Orchestra. Ognuno di loro ha portato con sé un po' della propria tradizione musicale e ognuno si è prestato alla sperimentazione e al confronto, realizzando un mélange sonoro inedito e travolgente. Due esempi? "La canzone marenara", attribuita al compositore d'opera lirica Gaetano Donizetti e cantata in napoletano dalla cantante ukraina Tatiana Zazuliak. Oppure "El menfi", brano della tradizione algerina intonato dal cantante marocchino Aziz Riahi, riarrangiato con suoni blues e accompagnato da un motivo disco dance dai fiati, quasi per rendere omaggio ai mitici anni '80.

Dalla primo accordo collettivo dell'ottobre 2006 a oggi, il complesso diretto da Massimo Latronico ha fatto molta strada: non solo un progetto sociale, ma anche e soprattutto musicale e culturale. L'intento iniziale era di favorire processi di integrazione e scambio tra le diverse culture presenti in via Padova, una delle zone più multietniche di Milano, e dare espressione al talento e alla professionalità di musicisti stranieri troppo spesso tagliati fuori dal mercato musicale italiano. Oggi l'Orchestra è diventata qualcosa di più: un laboratorio permanente di produzione artistica di qualità, unica e universale, perché frutto del confronto di sensibilità artistiche diverse.

Il 23 maggio all'Alcatraz, dunque l'Orchestra di via Padova presenterà al pubblico 13 canzoni straordinarie, nel vero senso della parola cioè "fuori dall'ordinario", risultato di un lavoro di elaborazione collettiva in cui i diversi linguaggi musicali hanno creato uno spazio di dialogo, si sono incontrati e confrontati per dare vita a una musica che sa unire, coinvolgere ed emozionare tutti, a prescindere dal proprio paese di provenienza. Perché, come recita "Tunjà", canzone che dà il titolo all'album ("verità" in lingua bambara), "la verità sta nelle cose che si fanno insieme".

Siti ufficiali: www.orchestradiviapadova.it, www.tecnodisplay.org


BIGLIETTI IN VENDITA SUI CIRCUITI

Ticketweb (199 158 158 www.ticketweb.it),

Ticket one (892 101, www.ticketone.it),

Vivaticket (899 666805 www.vivaticket.it)

e in tutte le prevendite abituali.

Apertura porte ore 20.00
postato da: frankobrain alle ore 16:12 | link | commenti
categorie: musica, folk
sabato, 10 maggio 2008

Le sette vite di Steve Winwood

Il musicista bianco dalla voce nera compie 60 anni

 Già 14enne Steve entrò a far parte dello Spencer Davis Group e li lanciò sull'onda del successo prestando la sua voce particolare, dal 1963 al '67, a hits come "Keep On Running", "Gimme Some Loving" e "I'm A Man".

Dopo questo periodo arrivarono altri anni gloriosi, anni ormai scritti a caratteri d'oro negli annali del rock: fu l'era dei Traffic (che Winwood fondò insieme a Chris Wood, Jim Capaldi e Dave Mason) e dei Blind Faith (formati con Eric Clapton, Ginger Baker e Ric Grech dei Family). Già a quel tempo Steve Winwood era noto come "il Mozart della musica pop", definizione coniata dal New York Times per sottolineare la bellezza e l'intelligenza delle sue canzoni.

Dopodiché Winwood decise di iniziare la carriera solista. All'album di debutto Steve Winwood (1977) seguirono Arc Of A Diver (1980), Talking Back To The Night (1982)... fino all'ultimo disco dal titolo assai significativo: Nine Lives (2008).

60 anni è una bella età anche per un artista navigato come Steve Winwood, ma possiamo essere certi che non è stato ancora scritto - ovviamente in musica - l'ultimo capitolo della vita di questo simpatico pur se taciturno inglese. 





postato da: frankobrain alle ore 16:01 | link | commenti (4)
categorie: musica, rock, blues, pop , jazz, progressive
giovedì, 08 maggio 2008

Canti originali Inuit

In vendita sul sito "Sottomondo" Oceano interioreedizione limitata in audio CDr con canti originali Inuit e canti naturali di balene, che accompagnavano l'installazione tenutasi al MUMA nel Parco Storico di Vadue (Cosenza) nell'Aprile 2008.

 

http://www.sottomondo.com/view.php?id=8120

 



postato da: frankobrain alle ore 13:44 | link | commenti
categorie: musica
venerdì, 02 maggio 2008

John Coltrane - 'Alabama'

Il 15 settembre 1963 a Birmingham, Alabama, un membro del Ku Klux Klan noto come "Dynamite Bob" depose dell'esplosivo dentro una chiesa frequentata da gente di colore. La detonazione uccise quattro ragazze (una di undici anni, tre di quattordici) e ferì molte altre persone. John Coltrane reagì componendo "Alabama", un pezzo che registrò il 18 novembre, due mesi dopo la terribile tragedia.

 

Queste immagini sono tratte dal programma televisivo Jazz Casual, andato in onda il 1° novembre 1963. Si tratta possibilmente della prima esecuzione pubblica del toccante brano.

The John Coltrane Quartet: John Coltrane, McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Elvin Jones.

 

postato da: frankobrain alle ore 19:57 | link | commenti
categorie: musica, blues, jazz