Ovvero: il grande ritorno delle sad songs
Il mondo "germanico" pullula di artisti quotati, ma da molti, troppi anni, il cantautorato è stato snobbato dalle grandi case discografiche (con esclusione dell'Austria - Georg Danzer, Wolfgang Ambros, STS, Ludwig Hirsch... - e della Svizzera, dove però imperversano elementi strettamente "regionali", in primis a livello idiomatico). Si sentiva, eccome, la mancanza di una voce come quella di Maxi Hecker, che esprime quel lato dell'anima tedesca che fa volentieri a meno di marcette e ballate scurrili. I suoi album hanno tutti un beat lento e quasi sempre è il pianoforte a farla da padrona.
Hecker è tedesco... ma non solo. E' il senso dell'universalità dei sentimenti che trionfa nei suoi dischi. Non a caso, anni fa il ragazzo decise di trasferirsi dalla natìa Vestfalia fin nel cuore di Berlino e non - p. es. - in qualche villaggio della Baviera: è nelle metropoli mondiali che il "nomade intellettuale" (per citare Oswald Spengler) riesce a esprimersi al meglio.
Il brano "The Days Are Long And Filled With Pain" dal suo album d'esordio Infinite Love Songs mi richiama alla mente una persona a me molto vicina che purtroppo è recentemente scomparsa (ciao, Andreas). E' stata questa la scintilla che mi ha avvicinato a Maximilian Hecker. Palesemente, nelle sue sad songs c'è l'eco dei poeti del Romanticismo tedesco. La scelta dell'inglese invece della lingua madre, comunque, è una caratteristica non trascurabile di questo artista: non lo ha fatto - o non solo - per motivi commerciali e/o di diffusione, ma perché effettivamente l'inglese si lascia meglio maneggiare del tedesco quando si tratta di esprimere dolore e sensazioni dolci, soprattutto in musica.
Prima di essere scoperto, Hecker faceva il busker, il musicista di strada. Era solito suonare cover degli Oasis. I suoi testi sono addirittura più semplici di quelli dei fratelli Gallagher (e dei Coldplay, e dei Travis, e di Jeff Buck, con il quale viene associato...). Eppure, tali composizioni lineari, quasi monocordi, riescono a ricoprire la funzione di "poesie in musica" pressoché perfette; "melodie parlate" che vertono più sulla nostalgia di morte che sull'amore; e sono non soltanto semplici ma spesso anche brevi, in ugual modo - appunto - dei versi di molti esponenti del Romanticismo.
La sua voce, bellissima, è piena di pathos (senti come inspira consapevolmente prima di intonare "I'm Dying", le uniche parole che costituiscono la canzone "Dying", da Lady Sleep, che secondo me rimane il suo album migliore). Così tanto pathos è logico, in fondo: come detto, Maxi Hecker non canta tanto dell'amore, ma della morte, di un'innocente perdizione, della malinconia che molti di noi si portano appresso sin dalla nursery. E lo fa con irresistibile tenerezza.
Compilation ideale:
01. "Birch" (da Lady Sleep)
02. "I'll Be A Virgin, I'll Be A Mountain" (album omonimo)
03. "The Days Are Long And Filled With Pain" (da Infinite Love Songs)
04. "Infinite Love Song" (Infinite Love Songs)
05. "Daylight" (Rose)
06. "Anaesthesia" (Lady Sleep)
07. "Summer Days In Bloom" (Lady Sleep)
08. "Daze of Nothing" (Lady Sleep)
09. "Full of Voices" (Lady Sleep)
10. "Help Me" (Lady Sleep)
11. "Dying" (Lady Sleep)
12. "Polyester" (Infinite Love Songs)
13. "White" (Infinite Love Songs)
14. "Daylight" (Rose)
15. "My Love for You is Insane" (Rose)
16. "Rose" (album omonimo)
"It's an inner revelation that has come several times to me, that I have been educated on Sirius, that I come from Sirius." (Karlheinz Stockhausen)
Il compositore tedesco Karlheinz Stockhausen, coevo e "compagno di sperimentazioni" di Bruno Maderna, Luciano Berio, Pierre Boulez e John Cage, è morto il 5 dicembre scorso, 79enne, nella sua casa di Kürten, in Germania.
Nato a Mödrath - presso Colonia - il 22 agosto del 1928, Karlheinz Stockhausen è stato uno dei più importanti musicisti del XX secolo, spaziando dalla dodecafonia (Arnold Schönberg, Anton Webern) alla musica elettronica.
Allievo al Conservatorio di Colonia dal 1947 al 1951, dove studiò pedagogia della musica e pianoforte, si laureò all'università della stessa città renana in Scienza della Musica, Germanistica e Filosofia. I suoi inizi come compositore furono abbastanza tradizionali (Chöre für Doris). Fu l'ascolto dell'opera seriale di Olivier Messian Mode de Valeur et d’intensités (1949) a segnare la sua vita, portandolo a seguire a Parigi i corsi di composizione del maître francese (ritmica ed estetica). Dal 1950 si mise a comporre non solo proponendo lui stesso forme finora inedite (ha in comune con John Cage la tecnica del "collage"), ma anche inserendo segni assolutamente innovativi nel campo della notazione.
Come docente universitario e autore di numerose pubblicazioni (le sue teorie su tempo e spazio nell'universo dei suoni postulano che “si possono individuare strutture assai simili in musica, letteratura, pittura, scienza e tecnologia”), attraverso le sue attività radiofoniche e grazie a ben 362 composizioni che spesso hanno varcato il confine di ciò che era considerato tecnicamente possibile, Stockhausen contribuì a dare nuovi e decisivi inputs alla musica contemporanea. In particolare lo si ricorda come uno dei fondatori della cosiddetta "musica puntuale".
Sotto di lui studiarono, tra gli altri, Irmin Schmidt e Holger Czukay, rispettivamente tastierista e bassista della band avanguardistica tedesca Can. Fu inoltre fonte di ispirazione per una gran quantità di gruppi e artisti di rock progressivo (Klaus Schulze, i francesi Magma, Frank Zappa, Herman "Sonny" Blount alias Sun Ra, il nostro Battiato...), di jazz (Miles Davis), neoclassica (il pianista e compositore inglese Cornelius Cardew) e pop-rock (David Bowie, Kraftwerk, Björk e, last but not least, i Beatles, che inserirono il ritratto di Stockhausen nella copertina dell'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band).
Tra il 1953 (dunque ancor prima che gli americani Robert A. Moog e Donald Buchla sviluppassero i primi synthesizers modulari, facilmente trasportabili) e il 1998 collaborò con lo "Studio für Elektronische Musik" dell'emittente Westdeutscher Rundfunk, per qualche tempo nel ruolo di direttore artistico, e si dedicò anche alla musica elettro-acustica. Fu proprio nello studio sperimentale di Colonia che nel 1955 realizzò una delle sue opere centrali: Gesang der Jünglinge ("Canto dei fanciulli"). Fu l'attrazione principale durante l'Esposizione Mondiale del 1970 a Osaka con le sue composizioni nel padiglione tedesco. Dal 1971 al 1977 fu docente di composizione al conservatorio di Colonia; e insegnò anche a Basilea, a Philadelphia e alla University of California di Davis.
Il suo Hymnen (1966-67) contiene citazioni da 40 diversi inni nazionali; e non è neppure la sua opera più singolare. Spesso i suoi mondi musicali sono un assemblaggio di voci umane, rumori e suoni elettronici: "musica spaziale" che prevede un rapporto armonico di tutte le sue componenti, dall'altezza dei suoni al volume audio. "Il carattere essenziale della mia musica ha sempre a che fare con la religiosità e la spiritualità" affermò una volta, a ricordare la propria conversione al buddhismo zen, che lo allontanò dagli ambienti della sinistra, i quali si mostrarono nauseati da tanto misticismo. "La parte tecnica è solo per spiegare..." Fino alla fine, lavorò assiduamente a sempre nuove opere: spesso per 16 ore al giorno. Per completare il ciclo Licht, considerato "il" progetto della sua vita - come l'Anello dei Nibelunghi lo fu per Wagner -, impiegò oltre un quarto di secolo.
Il buddhismo gli fu da orientamento per il rapporto da tenere con le orchestre. Ylem, del 1972, è il culmine di un'evoluzione dalla musica rigorosamente segnata sul pentagramma a suoni esistenti meramente durante l'esecuzione. Il concetto stesso di "composizione" sembra ormai irrilevante. Già in Aus Den Sieben Tage (1968) lo spartito comprendeva istruzioni verbali, una delle quali chiedeva agli orchestrali di trascorrere "quattro giorni in un silenzio completo... dormite il meno possibile... chiudete gli occhi/ascoltate e basta". I singoli musicisti dovevano interpretare tali suggerimenti basandosi sulla propria personalità e sulle proprie esperienze. Con Ylem, Stockhausen sviluppa questa tecnica radicale invitando i musicisti, tutti raggruppati intorno al sintetizzatore, di suonare la nota centrale del loro strumento, per poi muoversi verso l'esterno, musicalmente e fisicamente, raggiungendo i limiti del palco finché, al segnale di una sillaba urlata, non devono tornare gradualmente al punto di partenza.
Oltre al lavoro compositivo e a quello di direttore d'orchestra, Stockhausen fu molto attivo come manager. A cominciare dal 1991 pubblicò per la casa editrice Stockhausen-Verlag la sua opera omnia in un'edizione premiata sia come spartiti sia come CD.
Nel 1996 gli fu assegnata la laurea honoris causa dell'Università di Berlino e nel 2001 ricevette in Svezia il Polar Music Prize, ritenuto il Nobel della musica.
Il giudizio dei critici su Stockhausen è sempre stato controverso: il suo narcisismo e la sua eccentricità gli procurarono numerose antipatie. "Faccio musica per chi vuole ascoltarla" disse una volta in un'intervista. "Il resto del pianeta mi è indifferente." Lo accusarono, certo non a torto, di essere un alienato, estraneo alla realtà del mondo. In particolare fece scalpore la sua dichiarazione sugli attentati dell'11 settembre 2001: "Questo è il più grande capolavoro a livello cosmico, luciferino nella meticolosità della messa in opera".
Nel maggio 2005 venne eseguita in anteprima mondiale, nel Duomo di Milano, la prima parte di Klang - die 24 Stunden des Tages. Stockhausen aveva in progetto di finire il "Klang-Zyklus" entro il 2028, quando avrebbe compiuto 100 anni.
27 anni sembra essere un'età fatale per molti musicisti. Ecco di seguito un'ideale compilation messa insieme sulla base dell'anno di morte delle singole star.
1. The Complete Recordings (Robert Johnson)
Il pioniere del blues Robert Johnson morì nel 1938 dopo aver contratto la sifilide. La storia che lo vuole vittima di un avvelenamento da parte di un marito geloso è solo leggenda.
2. Aftermath (The Rolling Stones)
Il cofondatore degli Stones Brian Jones annegò nel 1969 dentro la sua piscina. Il caso rimane fino a oggi misterioso; c'è chi crede che Jones sia stato assassinato.
3. Live at Monterey (Jimi Hendrix)
Hendrix morì soffocato dal suo vomito nel 1970, dopo aver ingerito quantità ingenti di alcol e pillole.
4. Pearl (Janis Joplin)
La cantante blues-rock Janis Joplin morì nel 1970 per overdose di eroina.
5. Boogie With Canned Heat (Canned Heat)
Il cantante e chitarrista dei Canned Heat Alan Wilson si suicidò nel 1970 ingerendo farmaci.
6. Best of (40th Anniversary) (The Doors)
Jim Morrison, frontman dei Doors, spirò a Parigi nel 1971. Causa ufficiale del decesso: infarto.
7. Ontinuous Performance (Stone The Crows)
Il chitarrista degli Stone The Crows Les Harvey morì nel 1972 in seguito a una scossa elettrica.
8. Workingman's Dead (Grateful Dead)
Per il componente dei Grateful Dead Ron "Pigpen" McKernan furono letali l'alcolismo e la droga-dipendenza. Anno della sua dipartita: 1973.
9. Demons & Wizards (Uriah Heep)
Il bassista degli Uriah Heep Gary Thain morì nel 1975 per overdose.
10. Wish You Were Here (Badfinger)
Pete Ham, chitarrista e cantante dei Badfinger, si suicidò nel 1975.
11. Wings at the Speed of Sound (Paul Mccartney & Wings)
Jimmy McCulloch, chitarrista dei Wings, morì nel 1979 per infarto. Prima, McCulloch era stato un componente degli Stone The Crows (vedi più su).
12. Double Nickels on the Dime (Minutemen)
Dennes Boon, cantante e chitarrista del gruppo punk Minutemen, morì nel 1985 in un incidente d'auto.
13. Heaven Up Here (Echo & The Bunnymen)
Il batterista di Echo & The Bunnymen Pete de Freitas morì nel 1989 in un incidente motociclistico.
14. Nevermind (Nirvana)
Kurt Cobain dei Nirvana si sparò nel 1994.
15. Live Through This (Hole)
Kristen Pfaff, bassista di Hole (la rockband capitanata da Courtney Love), morì di overdose nel 1994.
Avevano tutti 27 anni...