Sono una sorpresa ancora oggi e vale la pena (ri)ascoltarli, anche se qualcuno li ha soprannominati "i Middle Of The Road in versione più rockeggiante".
Celebri tutt'al più per il loro superhit "Venus" del 1969, con il famoso riff di chitarra preso in prestito da "Pinball Wizard" degli Who, questi olandesi facevano quello che è stato definito "un pop psichedelico" sostenuto dalla stupenda voce della mezza-ungherese mezza-tedesca Mariska Veres, che a molti rammenta Grace Slick. E, in effetti, un'altra band a cui gli Shocking Blue furono associati erano i Jefferson Airplane: un paragone che calza loro a pennello molto più di quello con i M.O.T.R. ...

Quasi ogni track da loro sfornato è una vera gemma, e non è un caso che i Nirvana decisero di fare la cover di un loro brano: "Love Buzz".

Gli Shocking avevano un suono molto particolare e inconfondibile, che scavalcava le barriere tra gli stili, barriere allora molto accentuate e di cui tenevano gran conto i critici e lo stesso pubblico. "Sally Was A Good Old Girl", per esempio, è un country, la dolce "Water Boy" si avvale degli arabeschi di un sitar, "Little Cooling Planet" è alquanto funky... ma, tutto insieme, è il tipico sound "azzurro scioccante" di questa band.

Non è difficile procacciarsi una loro raccolta. Se potete, ascoltate "I Love Voodoo Music", la sunnominata "Love Buzz" o lo scatenato rock di "Daemon Lover". Robbie van Leeuwen (chitarra e sitar), che scrisse quasi tutte le loro canzoni - compresi i testi -, è senz'altro da annoverarsi tra i migliori "songwriters" del mondo.

Il gruppo andò in tour negli States insieme a Ike & Tina Turner, Sly & The Family Stone e Three Dog Night; fu in Sud America, Indonesia, Giappone, Hong Kong... Ma nel 1974 finì per sciogliersi, anche perché Robbie van Leeuwen si era stancato di fare da collante tra i singoli componenti e di sopportare la pressione della Elephant Pink, la loro label, che pretendeva almeno tre album all'anno.

La cantante Mariska Veres si dedicò quindi a una carriera solista, presentando brani in olandese, tedesco e inglese, ma ottenne un discreto successo unicamente in Olanda. Nel 1993 cercò di organizzare una reunion, ma gli altri ex componenti degli Shocking mostrarono scarso interesse e lei richiamò in vita il progetto con musicisti completamente nuovi. Per anni, i neoformati Shocking Blue parteciparono a numerosi festival di gruppi "Oldies". Mariska si dedicò a latere al blues, al jazz e alla musica tzigana. Non si sposò mai e, come ai vecchi tempi del "sex, drugs and rock'n'roll", condusse vita morigerata, non fumava e non beveva (la sua bevanda preferita era da sempre il tè...).
Di lei dobbiamo parlare purtroppo al passato, in quanto la leader degli Shocking Blue si è spenta il 4 dicembre 2006 all'Aja; aveva soltanto 59 anni. Paradossalmente, a ucciderla è stata un tumore: proprio lei, che non era mai caduta vittima dei vizi..
Veres fu la prima cantante europea a incarnare, nell'epoca del beat, l'ideale della giovane sexy, in grado di ammaliare con la sua voce sensuale milioni di fans. Emblema della sensualità vocale di quell'epoca fu "Venus", che decretò il clamoroso successo della band, restando per oltre sei mesi nelle classifiche dei dischi più venduti in Europa e negli Stati Uniti. "Venus" è stata poi rifatta da altri gruppi ed è stata utilizzata spesso anche per spot pubblicitari.
Discografia essenziale:
The Best of Shocking Blue
Shocking Blue - 20 Greatest Hits
Ink Pot / Attila (i loro primi 2 album su un CD)
Scorpio's Dance (1969)
At Home (1970)
Dream On Dreamer / Good Times (1973/75; 2 album su un CD)
Link di approfondimento:


Françoise Madeleine Hardy nasce a Parigi il 17 gennaio 1944. Cresce in un appartamento del IX. arrondissement insieme alla sorella e alla madre. Timida e un po' introversa, Françoise soffre della mancanza della figura paterna e la musica diviene il suo palliativo: ispirandosi a Paul Anka, Charles Trenet e Cora Vaucaire, scrive le sue prime canzoni, e a 17 anni firmerà un contratto per l'etichetta Vogue. 



Scott Weiland (voce)
The DeLeo brothers (chitarra, basso)
Eric Kretz (batteria)

Al bar della metropolitana di Milano, Celentano e un uomo grande e grosso di colore.
Il barista: "Che cosa desidera?"
L'uomo di colore: "Un bianchino".
"E lei, signore?"
Celentano: "Un negroni".
(Yuppi du)
"Silvia non è morta: è ritornata dal canal!"
(Adriano Celentano in Yuppi du)


Mühldorf am Inn è una cittadina nella profonda Baviera (curiosità: Papa Ratzinger è nato qui vicino) ed è perciò una sorpresa gradita apprendere l'arrivo di Gianna Nannini & Band in questa piccola provincia. Il concerto fa parte del "Grazie Tour 2007" con cui l'artista senese sta girando l'Europa. Nel cortile interno del centro culturale Haberkasten (che ha già ospitato artisti internazionali del calibro di The Blues Band e del David Spencer Group) è destinato ad assieparsi, in questa serata frescolina del 10 luglio 2007, un migliaio o poco più di persone. I posti sono tutti in piedi, il costo del biglietto 39,50 euro. La gente che aspetta davanti al portale è di tutte le età: dai fans under 30 a quelli stagionati (quest'ultimi nella stragrande maggioranza). Altissima la percentuale di donne. Alle 19 l'Haberkasten apre i battenti; poco dopo le 20 ecco finalmente apparire sul palco la band, un misto di sezione rock e di una di archi (il Solis String Quartett da Napoli). Poi arriva lei. E subito è delirio! Gianna, 51enne, sembra ancora una ragazza. Nessuno dei presenti può restare indifferente alla sua trascinante esibizione. A trent'anni dal suo debutto nel mondo della musica, non ha perduto nemmeno un iota della gioiosa rabbia anarco-femminista che la caratterizza; anzi! Si direbbe ancora più incazzata, ancora più convinta nel suo impegno contro le ingiustizie e le ipocrisie del mondo. Fin dall'inizio del concerto le emozioni sono fortissime. La forza, la passione e i sentimenti brucianti della Nannini e della sua musica sono in grado di valicare qualsiasi barriera, anche quella linguistica. Tra il migliaio di fans a Mühldorf ce n'è parecchi, comunque, che cantano i ritornelli in italiano, quando "La Gianna" li invita a farlo: segno che hanno imparato le canzoni a memoria.
Mühldorf (DE), 10.07.07
Sorprendentemente hard, con inserti di hip hop e di classica moderna, gli arrangiamenti. La platea si lascia sedurre, abbracciare, baciare dall'(anti)diva rock italiana, che appena pochi giorni fa si è gloriosamente esibita allo stadio Wembley di Londra davanti a 60.000 spettatori. Gianna Nannini possiede tra l'altro una forza espressiva che ricorda da vicino una grande, splendida attrice del nostro cinema: Anna Magnani. Il disagio di dover stare in piedi, avvertito soprattutto dalle persone piccole di statura, è presto superato grazie al calore e al trasporto con cui l'artista porta avanti la sua performance. Il pavimento trema. "Primadonna", "Latin Lover", "Ragazzo dell'Europa", "Fotoromanza", "Profumo", "Meravigliosa creatura", "I Maschi", "Sei nell'anima" sono solo alcuni dei numeri più celebri, intervallati da altri più recenti i cui testi e la cui struttura musicale si presentano coraggiosamente avanguardistici.
Mühldorf (DE), 10.07.07
A un certo punto, dopo aver strimpellato un violino elettrico, la Nannini lo schianta contro le assi del palco, nella migliore tradizione di un Jimi Hendrix o di un Pete Townshend. Questa e altre parentesi tutte gustosissime (p. es. un discorsetto in tedesco in cui lei spiega che quand'era bambina la sua mamma le disse di non vendersi mai, di non accettare mai compromessi) sono alternati da melodie che entrano direttamente nel cuore. "Io" e il titolo in inglese "Hold The Moon" sono tra le sorprese più gradite.
Il "Zugabe" (bis), reclamato in coro unito, è composto da un altro successo internazionale, "Bello e impossibile", e da una versione personalissima di "'O surdato 'nnammurato" ("Oje vita, oje vita mia, / oje core 'e chistu core...") che a molti tedeschi è dovuta sembrare una nuova canzone della star.
Un tripudio. E alle 21 e 25 si va tutti a casa con gli occhi lucidi e uno strano sorriso sulla faccia.
Dopo quasi cinquant'anni, questa canzoncina dei Beatles rivela tutta la sua veridicità...
Happy, nice and... true!
