Per la serie: Voi chiedete, io rispondo
Your question:

Una canzone italiana che ti piace molto?
che si ascolta in italia... e in italiano! grazie
My answer:
"Margherita" di Riccardo Cocciante.
Per la serie: Voi chiedete, io rispondo
Your question:

Ini mini maini mo...ma ke vuol dire???
hai presente la publicità dove c'è una voce ke pronuncia una frase ke inizia cn "ini mini maini mo" ?? ma ke vuol dire???
My answer:
Nel mondo anglosassone c'è una specie di gioco di società (roba d'altri tempi comunque). Una persona ad un tratto si rivolgeva a un'altra dicendo:
"Ini mini maini mo..."
e quest'altra doveva improvvisare dei versi (anche nonsense) basati sullo stesso numero di sillabe e con rime.
L'esempio più noto (usato anche come conta):
"Ini mini maini mo..."
"... catch the tiger bye its toe
if he rollers let him go
ini mini maini mo."
C'è una stupida filastrocca (o "limerick") irlandese che è una variazione della conta di cui sopra. Dico stupida anche perché ha un tono razzista. Eccola:
"Ini mini maini mo
catch a nigger by the toe
if he squills let him go
Ini mini maini mo."
Tradutto suona così:
"Ini mini maini mo
prendi un [nero] per l'alluce
se lui grida lascialo andare
ini mini maini mo"
"Nigger" suona come un'offesa. Immagino però che questo limerick (e conta) sia nato in un'epoca in cui l'etica razziale praticamente non esisteva, almeno tra il popolino.

Il Comune di Venezia, Milano Concerti e Heineken hanno deciso di annullare tutti i concerti previsti per oggi e domani nel corso dell'Heineken Jammin' Festival a Venezia, dopo che ieri sera una violenta tromba d'aria ha devastato il palco e altre strutture ferendo una ventina di persone.
In programma ieri erano - tra gli altri - i Pearl Jam nella loro unica data italiana, domani Vasco Rossi.
La maledizione dei Pearl Jam
Per la band, che musicalmente sta nella scia del rock inventato da The Who e Neil Young, l'Heineken Jammin' Festival sarebbe stato il ritorno nel contesto euforico e smisurato dei grandi raduni musicali. Sette anni fa i Pearl Jam, nati a Seattle come i Nirvana, avevano detto basta alle manifestazioni "open air". E lo avevano detto dopo una tragedia ben più grave di quella di ieri.
Durante il loro show al Roskilde Festival in Danimarca, otto ragazzi erano morti soffocati e poi schiacciati dalla folla in quell’incredibile ed estenuante ondeggiare del pubblico che solitamente caratterizza tali eventi musicali. In quel caso, le precarie misure di sicurezza non erano riuscite ad arginare la pressione, innescando un terrificante effetto-domino sul prato. Alla fine, il bilancio si rivelò essere uno dei più gravi della storia dei concerti rock. Subito, le accuse furono rivolte proprio alla band, presunta colpevole di aver incitato la folla ad agitarsi. Ma poi le indagini accertarono che le responsabilità erano degli organizzatori, molto più interessati (come spesso accade) alle condizioni della cassa che a quelle della sicurezza.
Però i Pearl Jam del cantante Eddie Vedder annunciarono subito che per loro il discorso con i festival era chiuso e che non avrebbero più suonato a eventi del genere. E nessuno dubitò della loro sincerità: gruppo tra i più leali e onesti in circolazione, i Pearl Jam mantengono un rapporto di fiducia con i fans proprio grazie alla coerenza e all’assoluto distacco dalle regole di marketing. E infatti nel CD Riot Act (2002) dedicarono alle vittime una canzone, "Love Boat Captain". Sembrava un discorso chiuso ma per l’Heineken Jammin’ Festival avevano fatto un’eccezione anche se poi il destino si è messo di nuovo di mezzo.
Più sotto ho raccontato in lungo e in largo l'intera storia dei Genesis. A completamento di quella serie di articoli, ecco una selezione di videoregistrazioni presenti su Youtube:
Dancing with the Moonlit Knight
The Return of the Giant Hogweed
Sul mio sito Genesis - Scattered Pages ci sono inoltre ottimi midi files e un raro documento in formato .wav . (http://www.sound-fyles.homepage.t-online.de/sounds.htm)
"Father And Son" di Cat Stevens ci presenta due ruoli in realtà capovolti di quello che in Italia (e in tutto l'Occidente) è solitamente il vero stato di cose, il vero rapporto padre-figlio.
Nella canzone di Cat abbiamo un padre che dice al figlio di non aver fretta ad abbandonare la casa per inseguire chissà quali sogni, di cercarsi dapprima una ragazza, magari mettere su famiglia... "Guarda me: io sono vecchio ma felice".
E c'è il figlio che risponde, ma più dentro di sé che al padre: no, grazie tante; una strada mi aspetta e devo andare, devo proprio andare...
E' un esempio di impossibilità a capirsi e addirittura a comunicare. Due generazioni a confronto. Abramo e Isacco dell'èra moderna.
Ora, nel caso dell'Italia (e di quello che conosciamo del resto dell'Ovest del mondo), le cose stanno ben diversamente. L'impossibilità a capirsi e addirittura a comunicare esiste; eccome! Quello che non esiste (o è raro) è un padre che dice al figlio: "Ma su, dài, rimani! Tanto, che fretta c'è di andarsene?". L'immagine più frequente ci mostra un "ragazzo" sui trent'anni o addirittura sui quaranta che se ne sta sdraiato sul suo lettino a fumare e magari anche a bere e che piange disperatamente, di nascosto però, perché il suo diploma e/o la sua laurea non servono a un k*zz* e lui marcisce completamente privo di mezzi e senza un futuro opinabile, e questo ragazzo, quest'uomo, farebbe qualsiasi cosa pur di lasciare quella casa e quella città e incominciare una nuova vita altrove, magari come zappatore o trasportatore di mattoni, solo che nessuno gliene dà mai la possibilità, e intanto anche la sua ragazza lo ha abbandonato dopo una brutta scenata chiamandolo "pazzo nevrotico" e così via, e, mentre lui piange silenziosamente, alla radio suonano una certa canzone di un certo cantautore degli Anni Sessanta-Settanta, tale Cat Stevens, uno dei tanti poeti canori che esprimevano il cambiamento culturale in corso allora in America e dappertutto sul pianeta Terra, un cambiamento che avrebbe dovuto significare la realizzazione di un'utopia; e abbiamo, al di là del sottile muro di gesso, l'immagine di un vecchio barbogio (il padre) che prende a pugni e a calci la porta della cameretta gridando, tra mille bestemmie: "Ma che fai sempre rinchiuso lì? Perché non te ne vai, una buona volta? Mi stai mangiando vivo! Se sto male è solo colpa tua. Figlio degenere!" ecc.
Era e rimane una splendida canzone. Una poesia dal testo semplice ma dal significato assai profondo e accompagnata da una melodia irripetibile. E' contenuta nell'album Tea For The Tillerman (1970). Insieme a "Morning Has Broken" (Teaser And The Firecat, 1971) e "Lady D'Arbanville" (Mona Bone Jakon, 1970), è tra i capolavori assoluti di colui che, in seguito, avrebbe mutato il proprio nome in Yusuf Islam.
<<liebe freundinnen und freunden
Cher amiz
i 300 inviti per la prima di Bologna sono volati via nel giro di 5 giorni, ma....sono riuscito in via eccezionale ad ottenerne altri 100 !!!!!
Quindi...da questo momento tutti coloro che hanno voglia di venire a Bologna il 27 giugno al teatro manzoni per la prima assoluta della mia Opera " Ultimo Volo " mi scrivano al piu' presto.Ci sono ancora 100 biglietti gratuiti per questo spettacolo.
mails a : info@pippopollina.com >>
Gli altri concerti di Pippo Pollina a giugno / Die anderen konzerte im juni
15 giu/jun UEBERSTORF (CH) Schloss - Racconti e canzoni con/mit jean-p. von dach
17 giu/jun MÜNCHEN (D) Gestaig - con/mit Enzo Sutera...festival Italiensiche Musik
23 giu/jun DORTMUND (D) Festival - con/mit Konstantin Wecker
30 giu/jun BALZERS (FL) Gemeindesaal Konzert mit dem Liechtensteiner Chor
Il classico della Smith Horses, del 1975, è talmente ruvido e cosparso di una ritmica ipnotizzante da non avere ancora smarrito una sola iota di attualità, e ciò malgrado dalla sua uscita siano trascorsi tre decenni. Anzi: col tempo quest'opera ha guadagnato sempre più in validità. Patti Smith, una personcina piena di energia, aveva inteso allora combinare la semplicità del rock and roll con le istanze di un'arte "colta"; una simbiosi di musica e letteratura. C'è riuscita? Evidentemente sì, se il suo è considerato uno dei debutti più convincenti dell'intera storia del rock.
Per il 30simo anniversario è uscito nel nov. 2005 Horses/Horses, un doppio CD della Arista.
Originariamente prodotto da John Cale, l'album è stato rimasterizzato da Greg Calbi, che ha reso un ottimo servigio non rovinando - ma piuttosto sottolineando maggiormente - le atmosfere tipiche da garage rock. Anche per la copertina ci si è mantenuti fedeli all'originale.
Il primo disco di Horses/Horses ripropone le canzoni dell'album del '75, con in più una versione del celebre inno degli Who "My Generation" (che vede Cale al basso e uscì allora soltanto sulla facciata B del single "Gloria").
E' il Disc 2 comunque la sorpresa più bella, con una Patti Smith on stage insieme al chitarrista Lenny Kaye, al batterista Jay Dee Daugherty (entrambi componenti del gruppo originale), al bassista Tony Shanahan e a Tom Verlaine ("storico" chitarrista dei Television) in una brillante performance dal vivo di Horses. Località: Royal Festival Hall di Londra; tempo cosmico: il 2005.