Ecco quel che Adriano ha scritto nel Corriere della Sera (qui il link all'articolo):
A chi devo dire bravo? Immagino a Giorgio Gori. È lui il produttore di questo riuscitissimo programma. Mi sento quasi in colpa di non aver seguito le edizioni precedenti. Quest’anno invece, grazie a uno dei magnifici tre, mi riferisco ai giudici naturalmente, di cui proprio con uno di loro, avendo anche dei rapporti «molto ravvicinati», ho avuto modo di analizzare non tanto il Factore di questa x, così estranea alla diroccata Rai di oggi, ma quanto invece, io ne fossi coinvolto e, soprattutto i motivi per cui non posso annoiarmi.
Una vera sorpresa come un fulmine a ciel sereno, se pensiamo che nel panorama musicale, non solo della Rai ma anche di Mediaset, non esiste una trasmissione specializzata sulla musica. E quando dico specializzata, significa dire che se un cantante, grande o piccolo che sia, volesse promuovere il suo disco, non può andare da Pippo Baudo a «Domenica in» o a «Domenica 5» o «Quelli che il calcio», perché vorrebbe dire SUICIDARSI lui e tutta la sua famiglia. Chi guarda «Quelli che il calcio», senza nulla togliere al programma e alla simpatica Simona, non gliene frega niente del tuo disco in uscita. Per cui, tu cantante, che non hai niente a che vedere col calcio, sei un disturbo per quelli che amano lo sport. Mi dirai «e allora dove vado?...». Devi andare nell’unico posto dove veramente sarai ascoltato per quello che fai. E questo posto oggi, è «X Factor».
Non solo perché è un programma specifico sulla musica, ma soprattutto per come è ben congeniato. Bella la regia, le scenografie, i trailer, il montaggio di come la puntata viene intercalata con i pezzi fuori onda, le prove, la preziosa assistenza dei vocal coach, i confessionali sempre interessanti e mai noiosi e poi... Ci sono loro. I Giudici. I veri protagonisti di questo spumeggiante spettacolo coadiuvati dalla forza motrice di Francesco Facchinetti. «I quattro cavalieri della tavola musicale» uniti nel «tutti per uno e uno per tutti» e «tutti contro tutti». Pur di realizzare, non solo il sogno di quel «NESSUNO» che un giorno sarà il vincitore, ma anche di quei «bravi» giovani che sono stati eliminati.
Ciò che fa la differenza, rispetto ad altre gare, compresa quella di Sanremo, è proprio questa gara su due fronti: quella dei cantanti e quella dei giudici. Anche se a mio parere e parlo di tutti e TRE, non sempre quando difendono i loro protetti riescono ad essere obbiettivi fino in fondo. Ma è comprensibile. La bugia detta su una esibizione non riuscita, spesso ha la funzione di dover tener conto le volte che invece è stata perfetta. Rimane comunque il fatto che Facchinetti non ha torto nel richiamare il bel Morgan, che io ammiro, come anche la simpatica Mara, quando nel dover decidere la sorte del cantante dicono: «Tu hai migliorato molto, ora sei perfetta per essere eliminata. Vattene e non farti più vedere sciagurata che non sei altro!...».
Non avendo visto le edizioni precedenti, devo però dire che la formazione dei giudici com’è adesso, mi appare straordinaria. Non pensavo, per esempio, che Claudia dopo tanti anni lontana dalle scene, recuperasse così in fretta, fin dalla prima puntata, una padronanza scenica che, non lo nego, ha spiazzato anche me, specialmente quando ha eliminato uno dei suoi cantanti. Mi sbaglierò ma la x dei «quattro cavalieri» credo sia la cosa più interessante che ho visto da quando la Rai ha iniziato il suo devastante declino. Il cui unico obbiettivo è tagliare le spese. A chi? Alle cose che funzionano naturalmente. Si parla già di eliminare il day time serale perché ritenuto una spesa inutile.
Adriano Celentano
11 novembre 2009
... con un nuovo album!
Gli Stone Temple Pilots, già abbondandamente trattati sul nostro blog (vedi qui), sono in procinto di mantenere quello che fin da febbraio vanno "minacciando", e cioè la realizzazione di un nuovo CD (ben otto anni dopo Shangri-La Dee Da).
Speriamo che i fratelli DeLeo (Dean e Robert, rispettivamente chitarrista e bassista) portino in fretta le parti strumentali al loro cantante Scott Weiland, poiché quest'ultimo nel frattempo non ha affatto messo la testa a posto e, anzi, tra droghe, crisi di pazzia e nuovi divorzi, rischia seriamente di tirare le cuoia...
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La "biografia" di questo gruppo grunge su Topolàin |
Stephen Gately aveva 33 anni. Trovato morto dal marito Andy Cowles
Il 33enne Stephen Gately dei Boyzone (boy band irlandese molto popolare negli anni 90 fra i giovanissimi) si trovava per un periodo di vacanza a Maiorca insieme al suo compagno Andrew Cowles che aveva sposato nel 2006. 10 anni fa decise di fare outing dichiarando pubblicamente la sua omosessualità. Cosa che scioccò le migliaia di fans sparse per tutto il continente. La notizia della sua morte improvvisa ha gettato nello sconforto gli altri membri della band (di recente c'era stata la reunion), che si sono precipitati a casa dei genitori del cantante. Ampio risalto su tutti i media britannici dove la notizia della morte di Stephen Gately campeggia nelle prime pagine dei siti online e dei giornali cartacei.

Gately è stato stroncato nel sonno da un malore. Sarà l'autopsia a chiarire le cause del decesso. Non popolarissimi in Italia, i Boyzone lo sono stati, invece, nel resto d'Europa e in Inghilterra in particolare (dove hanno conquistato per sei volte il primo posto nella chart). I Boyzone rientrano a pieno titolo nella categoria band-giovani con pop melodico come lo sono Backstreet Boys, Westlife, Take That, Spice Girl, fin su ai Duran Duran. E come tutte le band giovaniliste la loro vita è stata breve. 5 anni, dal 93 al 98. Poi ognuno, con alterne fortune, ha tentato la carriera in proprio.
Ultime news: Secondo le prime ricostruzioni, Stephen e Andy hanno lasciato la loro costosa villa vicino Port d'Anratx alle 21.30 di sabato per recarsi a Palma. Dopo un giro per i bar si sono recati al club gay The Black Cat. Un ragazzo che ha bevuto per qualche tempo con la coppia ha confermato: "Stephen era totalmente devastato". Poi l'incontro con Giorgi Duchev, un loro coetaneo bulgaro, e l'avvio del terzetto verso la villa da 1 milione di sterline attorno alle 4.30 di domenica mattina. Andy poi è andato a letto alle 5.30, lasciando Stephen addormentato sul divano per poi ritrovarlo come fosse in "posizione di preghiera" inginocchiato sul pavimento con la faccia sopra un cuscino. Andy ha cercato di rianimare il marito ma senza risultati. Una fonte ha detto al The Sun: "Non credo che si sia trattato di un gioco sessuale estremo. In ogni caso la testimonianza di Andy è fondamentale". Attesa l'autopsia per le prossime ora.
Nel frattempo gli ex componenti dei Boyzone Ronan Keating (sconvolto dalla notizia), Keith Duffy, Mikey Graham e Shane Lynch sono sbarcati con un volo aereo a Maiorca.
E' soltanto un giochino sulla rete, ma ormai ci stanno cascando tutti. "Youcube" è un cubo - appunto - sulle cui sei facce si possono inserire altrettanti video presenti su Youtube.
Anche Topolàin lo ha fatto, e il risultato è...
(Musiche di Joni Mitchell, Neil Young, Badfinger, Bob Dylan, Leonard Cohen.)
... perché cammina sotto la pioggia!
Il sistema non è stupido, ma spesso lo è chi vi fa parte: mi riferisco a legioni di "persone perbene", borghesi pieni di tic e di manie assurde che scaricano le tensioni delle proprie meschinità sui cosiddetti "diversi", sugli "antisociali".
Dylan... sì, proprio lui, Bob, autore di innumerevoli canzoni contro il sistema, poeta dei paradossi della nostra società, stava passeggiando in un posto di merda del New Jersey chiamato Long Branch quando gli occhi di alcuni "bravi cittadini" sono caduti su di lui. E' parso strano, a quella gente, che tale "vecchio eccentrico" si aggirasse a piedi sotto la pioggia. Nel momento in cui Dylan ha pure iniziato a provare interesse per una casa abbandonata davanti alla quale era infisso il cartello "Vendesi", per gli abitanti di Long Branch la misura era definitivamente colma. Secondo loro, questo tizio era certamente un vagabondo e andava, perciò, segnalato alle autorità.
[Casualmente, o forse no, la casa è la stessa in cui nel 1974 Bruce Springsteen scrisse "Born to Run".]
Arriva la poliziotta di turno, versione moderna dello sceriffo scemo di tanti film classici, e chiede al presunto senzatetto i documenti. Lui ne è sprovvisto ma si presenta come Bob Dylan. L'agente, la 24enne Kristie Buble, si mostra incredula. In realtà forse nemmeno sa chi sia Bob Dylan... Accompagna l'uomo in albergo dove questi finalmente le fornisce le prove della propria identità.
L'episodio non sembra aver scalfitto più di tanto la calma del cantautore. Alla domanda - davvero idiota - sul perché stesse camminando sotto la pioggia, Dylan ha semplicemente risposto: "Avevo voglia di fare una passeggiata".

Non puoi giudicare una mela dall'albero,
non puoi giudicare il miele dall'ape,
non puoi giudicare una figlia dalla madre,
non puoi giudicare un libro dalla copertina.
Oh, non lo vedi,
tu mi giudichi male.
Sarò un contadino
ma sono innamorato,
non puoi giudicare un libro dalla copertina.
Bob Dylan: "Non puoi giudicare un libro dalla copertina"
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“Deve pur esserci una via d’uscita” disse il ladro al giullare.
“C’è troppa confusione e non riesco a trovar pace:
gli uomini d’affari si scolano il mio vino, i contadini vangano la mia terra
e nessuno di loro, alla fine, conosce il valore di ciò che ha rubato”.
“Non c’è motivo di allarmarsi” disse il ladro con gentilezza.
“Molti di noi credono che la vita sia un gioco;
ma tu ed io ne abbiamo viste tante e sappiamo che non è così.
Non è dunque il caso di star qui a ripeterci queste banalità."
Bob Dylan: "Lungo le torri di guardia"
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Venite, padri e madri, da ogni parte del Paese
e non criticate ciò che non comprendete;
i vostri figli sono al di là del vostro controllo,
la vostra strada sta rapidamente invecchiando:
per favore, lasciate libera quella nuova
se non potete dare una mano,
perché i tempi stanno cambiando.
Bob Dylan: "I tempi stanno cambiando"
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Alfred Bello aveva un socio che aveva un conto aperto con gli sbirri.
Quest’ultimo, assieme ad Arthur Dexter Bradley, passava di lì quando successe.
Dichiarò: “Ho visto due uomini fuggire dal bar, sembravano pesi medi;
sono saliti a bordo di un’auto bianca con targa di un altro Stato”.
La signorina Patty Valentie annuì col capo. Poi, un poliziotto esclamò:
“Un momento, ragazzi, questo qui non è morto!”.
Così lo portarono al pronto soccorso e sebbene l’uomo ci vedesse a malapena
stabilirono che avrebbe potuto identificare i colpevoli.
Bob Dylan: "Hurricane"
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Dio disse ad Abramo: "Sacrificami un figlio".
Abramo disse: "Ehi, mi prendi in giro?".
Dio disse: "No". Abramo disse: "Cosa?".
Dio disse: "Fa' quel che vuoi, Abe, ma
la prossima volta che mi vedi arrivare sarà meglio che scappi".
Allora Abramo disse: "E dove vuoi che avvenga questo omicidio?".
Dio disse: "Sulla Highway 61".
Bob Dylan: "Highay 61 Revisited"
Si è spento a New York il chitarrista e inventore strumentale Lester William Polfuss, meglio conosciuto come Les Paul. Aveva 94 anni.
La sua "Gibson Les Paul" è il simbolo del rock. Solo per citarne alcuni, la suonano - o l'hanno suonata - Neil Young, Bob Marley, Carlos Santana, Jimmy Page, Eric Clapton, Slash, Richie Sambora, Paul McCartney, Stef Burns, Ray Toro, Steve Jones, Billie Joe Armstrong, Zakk Wylde, Edge...

Les Paul era nato il 9 giugno del 1915 a Wakesha, in Wisconsin, da una famiglia ebrea. Si avvicinò alla musica all'età di 8 anni, cominciando a suonare l'armonica. A 13 anni iniziò la sua carriera semi-professionistica per diventare - a Chicago - un jazzista di primo piano. Nel 1936, appena 21enne, firmò il suo primo disco con lo pseudonimo di Rhubarb Red. Ma nel 1948, dopo aver collaborato con i più bei nomi del jazz dell'epoca, fu coinvolto in un gravissimo incidente stradale dal quale uscì con il braccio destro frantumato. I chirurghi gli dissero che non avrebbe mai più avuto l'uso normale del braccio: il gomito sarebbe rimasto bloccato qualunque fosse la posizione che gli volevano dare. Les Paul allora li pregò di fissarglielo piegato, in modo che potesse continuare a suonare la chitarra...
Fin da sempre sperimentatore di nuovi suoni, Les Paul fin dalla metà degli Anni Trenta aveva cominciato a progettare strumenti alternativi. Giunse così alla creazione di quella che sarebbe poi diventata una delle chitarre più famose al mondo e che ancora oggi porta il suo nome. Les Paul concepì la chitarra già nel 1939, chiamandola "The Log" il tronco): non più una cassa armonica vuota, ma una cassa armonica piena, in modo da permettere alle corde una sonorità completamente diversa.
E' da considerarsi l'antesignana della chitarra elettrica. Non a caso in quegli stessi anni un altro grande inventore musicale, Leo Fender, ne andava inventando una analoga.
Come musicista, Lester William Polfuss alias Les Paul fece coppia per anni con Mary Ford, e arrivò a lavorare per Frank Sinistra e Bing Crosby. Il suo nome è stato iscritto nella Grammy Hall of Fame e nella Rock and Roll Hall of Fame, oltre che nella National Inventors Hall of Fame. Nel luglio del 2005, in occasione dei suoi 90 anni, la Carnegie Hall di New York gli riservò un concerto memorabile, al quale presero parte tra gli altri virtuosi della chitarra come José Feliciano, Peter Frampton e Steve Miller. Al termine del concerto, la Gibson Corporation donò al grande inventore una Les Paul fatta su misura per lui.
Sabato scorso, 8 agosto, centinaia di fans dei Beatles sono arrivati davanti gli studi musicali di Abbey Road a Londra per il 40simo anniversario della celebre foto che mostra i "Fab Four" attraversare il passaggio pedonale. Nel quartiere borghese di St John's Wood, i nostalgici dei Beatles si sono riuniti alle 11.15 precise per commemorare la seduta fotografica che si concluse con lo scatto riprodotto sulla copertina dell'ultimo album dei Beatles, Abbey Road, scattata dallo scozzese Iain McMillan.
Una delle foto di prova della sessione di 40 anni fa: i Beatles vanno nella direzione contraria; Paul McCartney porta le scarpe, George Harrison è in fondo alla fila, Lennon guida il quartetto.
Stavolta è accaduto a Camrose presso Edmonton, in Canada: era in corso il Big Valley Jamboree e avrebbe dovuto esibirsi Kevin Costner con la sua band Modern West quando una tempesta di vento ha fatto crollare il palco, causando un morto e 19 feriti.

Nel giugno scorso a Mestre, dove si teneva l'Heineken Jammin' Festival, una tromba d'aria aveva fatto tremare e poi crollare le sei torri dell'illuminazione e dell'amplificazione. Una trentina i feriti, con fratture e traumi alla testa e alle gambe. Cancellati i concerti dei Pearl Jam, degli Aerosmith e di Vasco Rossi. Previsto comunque un "concerto riparatore" a settembre.
